Sfuriata del commentatore alla Domenica Sportiva dopo lo 0-0 di San Siro contro la mancanza di coraggio delle due squadre: non manca la bordata al tecnico rossonero
Più che un’analisi, una vera e propria sfuriata: dopo Milan–Juventus Daniele Adani si è lasciato andare ad un lungo sfogo alla “Domenica Sportiva” sulla bruttezza della partita di San Siro dovuta a suo parere al culto del risultato, una cultura che ha creato il gap tra il calcio italiano e quello internazionale. E il commentatore non ha risparmiato una frecciata al “nemico” Massimiliano Allegri.
La bruttezza di Milan-Juventus e il calcio italiano
Non solo una partita noiosa, ma una gara-manifesto di tutto ciò che non va nel calcio italiano, nonché delle motivazioni della sua profonda crisi: tutto questo è stato Milan–Juventus per Daniele Adani, che nel post-partita si è lasciato andare a un lungo sfogo alla “Domenica Sportiva”.
A far infuriare il commentatore il fatto che lo 0-0, figlio a suo parere dello scarso coraggio delle due squadre, sarà invece celebrato dai media e da una parte dei tifosi. “Secondo me la metà degli italiani è contenta di questa partita. Pensate a quanti celebreranno… ‘Non abbiamo fatto tirare in porta l’avversario’. Quanti lo diranno? Troppi”, ha attaccato Adani, per poi rivendicare il suo ruolo di voce fuori dal coro: “Vengo preso per filosofo e teorico perché dico che questo calcio non è esportabile…”, aggiunge l’ex difensore.
L’invettiva di Adani
Adani sottolinea poi il paradosso di un calcio italiano che è quasi felice di produrre brutte partite e che al contempo programma di portare il campionato all’estero: “Ci dicono che le coppe bisogna giocarle all’estero per esportare il prodotto…”, ha ironizzato l’opinionista alludendo alla Supercoppa. “Facciamo ridere, non emozioniamo – ha continuato Adani nella sua invettiva – Chi ha guardato Milan-Juventus ha spento dopo un quarto d’ora”. “Ma per fare risultato non devi fare partite così che fanno schifo”, ha poi aggiunto Adani.
L’analisi tattica
L’ex difensore entra poi nell’analisi tattica, individuando il grande difetto delle due squadre: la mancanza di coraggio nel pressare l’avversario. “Come spesso accade in Serie A, è stata una partita impostata a ritmo basso durante la quale nessuno pressa, una squadra abbassa il baricentro e l’altro non forza l’uscita – l’attacco di Adani alle due squadra -. Fanno girare il pallone e ti fanno girare le p…e, perché pensano che la pressione sia un rischio”.
La frecciata ad Allegri
Nel dare la sua lettura, appare piuttosto chiaro che Adani ce l’abbia soprattutto col Milan di Massimiliano Allegri, che sin dall’inizio della stagione ha praticamente rinunciato ad aggredire alto l’avversario in favore di una strategia che prevede blocco basso e copertura degli spazi. E che sia proprio Allegri il bersaglio scelto di Adani lo si capisce da una battuta successiva dell’opinionista…
“Mentre il mondo evolve noi ci teniamo lo 0-0; il corto muso”, si sfoga il commentatore, secondo cui però questo atteggiamento ha finito per penalizzare il calcio italiano, rimasto indietro rispetto ad altri movimenti. “Poi non lamentiamoci se non abbiamo squadre in Europa, se non andiamo al Mondiale o se ci sono scandali arbitrali, i settori giovanili non producono talenti… Alla maggior parte degli italiani questa situazione va bene”, la chiosa di Adani contro la cultura del “risultatismo” da lui costantemente avversata.

