In assenza del capitano, l’attaccante nerazzurro si è caricato la squadra sulle spalle. E ora il titolo è più vicino grazie ai suoi gol
Tanto per replicare a chi gli rimproverava le esultanze sobrie, ha attraversato in orizzontale tutto il campo per raggiungere Federico Dimarco e lustrargli lo scarpino. Negli Anni Novanta, sempre in casa Inter, faceva lo stesso Francesco Moriero con Ronaldo il Fenomeno. Ma qui è il realizzatore, Marcus Thuram, a omaggiare il piede magico capace di produrre l’assist. Tanti assist, anzi: i 17 contabilizzati da Dimarco sono un record assoluto per una sola edizione della Serie A. E gli ultimi due in campionato, contro Cagliari e Torino, erano talmente efficaci da dover essere solo spinti in porta. Thuram lo ha fatto, prima di piede e poi di testa, orientando entrambe le partite. Stavolta non è arrivata la vittoria, no, ma pazienza: lo Scudetto si farà attendere e gustare per un’altra settimana quando basterà battere il Parma, peraltro la squadra della città dove Marcus è nato, per accendere le luci della festa a prescindere dai fuochi d’artificio sparati negli altri stadi.
locomotore
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Con 5 gol nelle ultime 4 giornate, è stato lui a tirare il carro per l’estremo sforzo verso il bengodi. Dopo un inverno passato in letargo, è stato la benedizione di aprile: subito dopo la sosta, nella quale aveva scaldato la mira segnando in amichevole con la nazionale francese, è tornato l’attaccante incontenibile. Ha superato qualche problema, fisico e non solo, restituendosi a Chivu in tutto il suo splendore nel momento del bisogno: con Lautaro fermo, il contributo di talento spettava all’altra metà della ThuLa.
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da record
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I suoi numeri realizzativi sono urla che rimbombano tra le mura del palazzo: arrivato a 12 reti in campionato, è secondo nella classifica marcatori insieme alla coppia Douvikas-Paz del Como alle spalle di Lautaro. Ma soprattutto Thuram ha toccato quota 17 in stagione, uno in meno del suo record: se segnerà ancora nelle ultime 5 partite, finale di Coppa Italia compresa, avrà eguagliato o migliorato se stesso. Colpisce in particolare che 7 dei 17 gol siano capitati di testa, come ieri a Torino. Non proprio la specialità della casa: è sempre stato un motivo di scherno da parte di papà Lilian, maestro del gioco aereo. Intanto però Marcus si è guadagnato il bollino di incedibile: il suo futuro sarà ancora all’Inter. Ci mancherebbe altro.
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