L’Inter è la squadra che da palla ferma ha segnato più di tutti, anche il Milan produce tanto da punizioni e angoli ma…
Thuram o Leao? Pulisic o Pio Esposito? O magari un Mister X come successo in passato per esempio a Comandini, Schelotto, De Jong, Obi: stabilire con anticipo chi possa travestirsi da protagonista nel derby di Milano è sempre un’impresa complessa. Ma c’è un bomber, quest’anno, che in assenza del re della classifica marcatori Lautaro Martinez infortunato (14 centri senza rigori) incide più di tutti. Leggasi “bomber corner”, la vera, grande novità tattica introdotta da Cristian Chivu che fin qui ha profondamente contribuito a proiettare l’Inter al primo posto della classifica a +10 sul Milan. Sognando un distacco di 13 lunghezze che potrebbe davvero complicare forse definitivamente la rincorsa del Diavolo. La squadra di Allegri, però, non è da meno se il discorso relativo ai corner si allarga anche alle altre palle inattive.
segreto nerazzurro
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Da ferma, l’Inter segna in tutti i modi: 15 gol sugli sviluppi di corner, uno da rimessa laterale, 5 rigori trasformati. La speciale classifica riflette quella generale della Serie A e per il momento decreta che non c’è squadra migliore dei nerazzurri, a quota 21 davanti a Juventus (16), Milan (15) e Genoa (14). Merito sì di Chivu e degli specialisti presenti in rosa – su tutti Dimarco e Cahanoglu -, ma anche dei professionisti che l’allenatore nerazzurro ha scelto per completare il proprio staff tecnico. Due nomi su tutti: Angelo Palombo, l’uomo che ad Appiano studia qualsiasi tipo di soluzione da fermo e che Chivu corre ad abbracciare dopo ogni gol sviluppato da piazzati, e Filippo Lorenzon, tecnicamente “Head of the football analysis dept” dell’Inter. All’Inter mancano solo due voci per raggiungere l’en plein dei gol da fermo: le punizioni. Sia indirette che dirette. L’ultimo? Quello di Calhanoglu lo scorso anno, arrivato però in Champions League contro l’Arsenal. Ma cavalcando l’onda lunga delle palle inattive, proprio l’ex Milan – che dopo la partita di Como tornerà titolare anche in campionato – si candida ad un ruolo di vero protagonista in quella che potrebbe diventare la sua partita.
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diavolo a metà
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Il Milan invece osserva una medaglia che ha due facce dalle espressioni ben marcate. La prima, quella positiva. Perché la squadra di Allegri ha segnato 14 gol su calcio piazzato: 6 sugli sviluppi di calci d’angolo, 2 da punizioni indirette, 5 rigori e uno da rimessa laterale. Così il Diavolo si piazza al 3° posto della classifica generale, ma con un piccolo allarme. Che porta allo stesso tema, ma sui gol subìti. Perché il Milan ha sì la seconda miglior difesa della Serie A con 20 gol incassati (solo la Roma ne ha presi meno, 19), ma ben il 50% di questi sono piovuti proprio da palle inattive, di cui il 25% da corner. Un piccolo allarme su cui Allegri ha lavorato e continua a lavorare per migliorare ulteriormente un dato già positivo, perché conferma quanto colpire il Milan se non da fermo sia impresa complessa per tutti. Il dato relativo ai gol segnati, invece, è migliorato grazie ad un insieme di fattori. Il primo porta al nome di Luka Modric, il “calciante” – così lo definisce Max – che tanto ha migliorato il gruppo rossonero anche su questo fondamentale. Poi ci sono Pulisic e Bartesaghi, altri ottimi tiratori da fermi. E, soprattutto, un gruppo molto più fisico rispetto allo scorso anno: Rabiot era il profilo che nella stagione passata mancava e garantisce forza e centimetri, Pavlovic (e Gabbia, che salterà il derby e non solo) si propone in zona offensiva con una frequenza sempre più costante e pericolosa. E se Maignan diventasse più sicuro nelle uscite, il Milan probabilmente migliorerebbe il dato. Per il momento va anche bene così, ma il derby potrebbe confermare o ribaltare ogni verdetto.
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