messaggio al club sul nuovo ds e sul suo ruolo, la rivelazione su Konè

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Il tecnico manda segnali chiari a società e ambiente. Tra il tema ds, il mercato e la corsa Champions Gasp vuole una Roma più forte e soprattutto più compatta.

Gian Piero Gasperini ha già vinto una battaglia, forse la più importante: si è preso la Roma . Al suo primo anno da tecnico nella capitale, ha eliminato i nemici interni al club – Claudio Ranieri è stato il primo della lista, Frederic Massara lo seguirà a ruota – conquistando la fiducia della proprietà. Ora, però, per il 68enne di Grugliasco resta la questione campo con la Champions da conquistare in tre giornate e un derby nel mezzo. Questo mini-ciclo conclusivo partirà con la trasferta di Parma , più delicata di quanto si possa pensare.

Gasperini vuole una Roma allineata

La conferenza di vigilia è servita soprattutto a chiarire un concetto: Gasperini non vuole più ambiguità attorno al progetto tecnico. Quando dice che “allenatore e ds devono lavorare insieme e non ognuno per strade diverse”, il riferimento va oltre il semplice ruolo del futuro direttore sportivo. È una presa di posizione precisa dentro gli equilibri del club. In questi mesi il tecnico ha conquistato spazio e centralità perché ha dato una direzione chiara alla squadra , ma adesso pretende che quella stessa chiarezza esista anche ai piani alti. Non a caso ha parlato di “vicinanza di idee” e della necessità di “raccontarsi poche storie”. Gasperini vuole una Roma più verticale nelle scelte, meno politica e più calcistica. In fondo è il motivo per cui è riuscito a imporsi così rapidamente a Trigoria: ha riportato il campo al centro di tutto.

Parma è molto più pericolosa di quanto dice la classifica

Dietro le frasi prudenti sul presente (“in questo momento non mi sembra che nessuno stia pensando al futuro, tutti sono concentrati sul campionato. Poi, magari, le cose evolveranno velocemente, magari con la fine del campionato”) si nasconde però una tensione evidente. Gasperini sa benissimo che il campionato della Roma si decide ora, e proprio per questo continua a spostare l’attenzione sulla partita di Parma. “Ogni gara è decisiva”, ha ripetuto più volte, quasi a voler allontanare il rumore che si sta creando attorno al club. Il Tardini rappresenta una trappola perfetta: un ambiente sereno, una squadra ormai vicina alla salvezza e una Roma che invece arriva caricata di pressione. Il tecnico lo ha spiegato citando Verona e Sassuolo, squadre senza obiettivi apparenti ma capaci comunque di incidere nella corsa europea. È il modo di pensare di Gasperini: diffidare delle partite considerando semplici. Perché proprio lì spesso si nascondono i passaggi che cambiano una stagione.

Il mercato esiste, ma Gasperini non vuole dipenderne

Interessante anche il modo in cui il tecnico ha affrontato il tema delle risorse economiche e della Champions. Nessun allarmismo, nessuna richiesta pubblica alla società. Però il messaggio è arrivato forte lo stesso. Gasperini ha riconosciuto l’importanza del quarto posto, ma ha anche aggiunto che “il mondo è pieno di società che lavorano senza risorse”. Traduzione: la Champions aiuta, ma le idee vengono prima dei soldi . È una filosofia che lo accompagna da sempre e che ha trasformato l’Atalanta in un modello europeo. La Roma, però, è un’altra dimensione. Qui il peso delle aspettative è diverso e il rischio di essere risucchiati dalle pressioni ambientali è continuo. Per questo il tecnico insiste tanto sulla costruzione di una struttura forte e coerente. Vuole evitare che il mercato diventi un alibi o, peggio ancora, un generatore di caos.

Koné e la verità che nessuno vuole dire

Tra tutte le risposte, forse la più significativa è arrivata parlando di Manu Koné . “Gli incedibili non esistono più”, ha detto Gasperini con la freddezza di chi conosce perfettamente il calcio moderno. È una frase che fotografa la realtà attuale della Roma ma anche quella dell’intero sistema europeo. Nessun progetto oggi può sentirsi totalmente al sicuro davanti a offerte gigantesche. Eppure, dentro quella risposta, c’è anche un altro passaggio importante: “Spero che continui a giocare per la Roma”. Significa che Gasperini considera il francese centrale nella crescita futura della squadra.

Si è parlato di un Gasp con pieni poteri: “Adesso, per quanto riguarda il rinnovo di tutti i giocatori e la questione dei direttori sportivi, è talmente vero che, ripeto, in questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per cercare di vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni, se sarò coinvolto, verranno discusse con la società”.

La sensazione è che il tecnico sta già preparando la prossima stagione nella sua testa, ma prima vuole capire fin dove potrà spingersi questa . Perché la Champions non cambierebbe soltanto il bilancio o il mercato. Cambierebbe soprattutto la percezione della Roma: da squadra in costruzione a squadra finalmente pronta per stare stabilmente tra le grandi.

Roma, Gasperini: messaggio al club sul nuovo ds e sul suo ruolo, la rivelazione su Konè Ansa

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