Marotta: “Rinnovo Chivu? Una formalità”. Scaroni: “Prima dell’estate il progetto San Siro”

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Il presidente nerazzurro “Con 20 squadre campionato intasato”. Il numero 1 dei rossoneri: “La qualificazione Champions da sempre il nostro unico obiettivo”

Inter, Milan, Nazionale, la crisi del calcio italiano, la questione stadio. Sul palco di San Siro, all’evento organizzato dal Foglio, il parterre di protagonisti composto da Marotta, Scaroni, Simonelli e Carnevali ha trattato qualsiasi tema. Partendo dalla… politica: “È fondamentale per risolvere una crisi che secondo me è partita nel 2006 – commenta il presidente dell’Inter -. Abbiamo bisogno che ci accompagni in questa difficile missione che in alcune circostanze supera le nostre teste. Noi, sotto, possiamo garantire la nostra competenza. Ma poi dal punto di vista legislativo ci sono cose molto vecchie. Conosco Abodi da tantissimi anni, lui fa quello che può, ma oggi la situazione è di grande emergenza. Bisogna tirare un focus molto preciso. Il calcio è in difficoltà. La Serie A chiede assolutamente che ci sia un sistema normativo che non sia di impedimento. Non siamo alla ricerca di finanziamenti, ma da soli non ce la facciamo. Basterebbero alcuni accorgimenti come per esempio una defiscalizzazione per investire nei settori giovanili e nel sistema dilettantistico: la percentuale di fallimenti nelle leghe inferiori è altissima, non c’è sostenibilità”. Marotta, poi, rivendica la possibilità di ridurre Serie A a 18 squadre: “Squadre come Inter e Milan devono rispondere a impegni diversi, tra Europa e nazionali. Avere 20 squadre significa avere intasamento. Se una partita venisse sospesa per maltempo, oggi non troveremmo nemmeno una data. Un campionato a 20 squadre non è in grado di essere vissuto. Un rischio per le piccole? Lo capisco, andrebbero prese delle contromisure. Il sistema ha bisogno anche delle squadre medio piccole”. Infine, la chiosa è esclusivamente sull’Inter di oggi: “Il traguardo importante dello scudetto è vicino, ma manca ancora poco. Chivu rinnova? Ha già il contratto, è una formalità… Cristian risponde appieno al profilo che cercava l’Inter, rappresenta un grande punto di riferimento. L’unico neo poteva essere quello dell’esperienza, ma la sta acquisendo. Siamo contenti della scelta e lui l’ha ripagata. È uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione”. 

SCARONI

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Ad entrare più nel dettaglio della questione stadio è invece il presidente rossonero, Scaroni: “Tutto quello che vedete qui intorno è di proprietà di Milan e Inter, cominciamo da questo. Qualsiasi cosa dipende da noi e dall’amministrazione, ma il passo essenziale è stato fatto. Per quanto riguarda il nuovo impianto, tutto sta procedendo in modo ragionevole ed efficiente. Io spero di poter presto presentare la facciata del nuovo stadio, il progetto di come si presenterà. Un’opera talmente importante che deve raccogliere l’adesione di tutti. Siamo vicini a questa scelta, dobbiamo essere rapidi. Tutto questo, certamente, prima dell’estate. Il vantaggio è che Milan e Inter sono molto simili, non è che lo stadio che voglio io è diverso da quello che vuole Marotta. In altre città non esiste un rapporto simile, mentre per noi va bene scegliere insieme”. Poi si passa al campo: “Da sabato scorso ad oggi non ho passato una settimana particolarmente allegra, ma resto fiducioso. La qualificazione in Champions è sempre stata il nostro unico obiettivo. Illusione scudetto tra i giocatori? Io non lo sono mai stato, facendo un po di matematica e osservando le altre squadre. La Champions è importantissima per tante ragioni, ed è impossibile immaginare che il Milan non ci sia”. E Scaroni chiude con un commento su Malagò: “Ha dedicato la sua vita allo sport in modo egregio da presidente del Coni: non ho dubbi su di lui”. Una linea ampiamente condivisa da Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A: “Di fronte alle capacità manageriali, la scelta diventa facile. I programmi li discuteremo insieme, se accetterà la nostra candidatura. Abbiamo delle aspettative e troveremo una sintesi tra le varie esigenze, quella comune è il ritorno in auge del calcio italiano. La Nazionale è un interesse enorme per la Lega, la mancata qualificazione influirà anche sui diritti tv. Ma ci auguriamo che grazie all’aiuto della politica si possano avere degli stadi per Euro 2032, senza dovervi rinunciare”.

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