Lotito, la contestazione e il mercato a costo zero

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Le prime parole dell’ex ct della Nazionale da allenatore biancoceleste, a pochi mesi dalla disfatta in Bosnia e dalla mancata qualificazione al Mondiale con gli Azzurri

Nel giorno degli Stati Generali della Lazio, evento attesissimo dalla tifoseria organizzata biancoceleste, è andata in scena la conferenza stampa di presentazione di Gennaro Gattuso, scelto come guida tecnica della prima squadra. Al fianco dell’ex ct della Nazionale, tornato a parlare anche dell’eliminazione ai playoff validi per la qualificazione al Mondiale, il direttore sportivo Angelo Fabiani.

Lazio, Gattuso si presenta: “Elmetto, pedalare e lavorare”

Via all’era Gattuso. Il nuovo allenatore della Lazio ha esordito così in conferenza stampa, presso il centro sportivo di Formello: “Le problematiche già le conoscevo da prima. Quando mi chiamò il direttore mi spiegò tutto con il presidente. So che c’è da mettere l’elmetto, pedalare e lavorare”.

E poi ha aggiunto: “Il mio staff qui mi ha fatto un’ottima impressione, dobbiamo lavorare tantissimo poi per le altre problematiche non posso fare nulla. Posso solo mettere una squadra in campo che rispecchi la storia gloriosa di questo club. Io sono orgoglioso di lavorare in un club come questo”.

L’ambiente e la contestazione dei tifosi contro Lotito

L’ambiente rappresenta un ulteriore ostacolo per Gennaro Gattuso, che vuole provare a convincere i tifosi della Lazio attraverso lavoro e senso di appartenenza: “Io sono stato vicino più di una volta alla Lazio. Non penso che se non ci fossero state queste condizioni non sari venuto. È una sfida, so come ragiono e come voglio fare calcio. Ho contemplato tutto, so tutto, so dei nostri problemi e spero di riuscire a fare le mie cose. Dopo il lavoro speriamo di riuscire a fare le robe”.

Gattuso non vuole alibi: “L’obiettivo è creare un clima familiare tra tutti, chi viene allo stadio e chi no. Anche avere una squadra che diverte la gente. Questo è quello che voglio, se si fanno determinate cose e se se mi fate fare allora vengo con l’elmetto. Le parole che mi hanno detto sino ad oggi hanno riscontrato le mie attese ora vedremo le difficoltà e dove arriveremo”.

Il pensiero di Gattuso è chiaro: “Quello che ho accennato ai miei è che parlare tutti i giorni alla squadra dei tifosi diventa un alibi. Loro lo sanno bene e, aldilà della bravura di Sarri, io credo siano stati bravi anche i giocatori. Senza un gruppo solido l’anno scorso si poteva rischiare tanto. Il primo devo essere io a non parlare sempre di questa problematica. Bisogna rispettare i tifosi per come si comportano per lealtà, loro hanno detto che sono vicino alla squadra e che ci saranno solo in trasferta. Questo è difficile ma lo accettiamo. Io lo ho vissuto l’Olimpico sia da giocatore che da allenatore e il calore è qualcosa che ora non abbiamo e che pagheremo però non mi sentirete e mai lamentarmi di questo. Il mio obiettivo – ha spiegato l’ex ct – è solo entrare nella testa di questi giocatori qua e se troveremo qualcosa che non va bene cambieremo campo. La nostra direzione è creare una mentalità forte. Bisogna essere bravi a creare un ambiente romantico come quello che piace a me che sono rimasto un po’ indietro. I giocatori di oggi prima di quelli della mia epoca hanno molte più conoscenze e riescono a stare bene insieme ma hanno tantissime conoscenze e l’allenatore deve essere bravo ad entrare loro nella testa”.

Il mercato della Lazio

Dal suo predecessore al futuro che verrà. Le difficoltà non mancheranno, in campo e sul mercato: “Noi dobbiamo capire che vogliamo fare, avere una linea che rompe, linea più alta di quella di Maurizio, per me grandissimo allenatore, ma con il quale farei cose diverse. Senza Gila ci serve un sostituto ma ho chiesto un po’ di pazienza che devo capire chi ho in casa e valorizzarlo visto che non abbiamo molti soldi visto che possiamo sbagliare il meno possibile”.

Uno esce, uno entra. Il mercato della Lazio dovrà essere necessariamente questo e Gattuso ne è consapevole: “Dobbiamo vedere, sicuro un centrale di difesa, poi vedremo in attacco perché bisogna vedere Ratkov che ha avuto difficoltà, un paio di cose bisogna farle ma per rispetto di chi fa parte della rosa non sarebbe giusto parlarne oggi. La base c’è, a centrocampo abbiamo giocatori buoni, sui terzini siamo tanti anzi. Vediamo che si può fare con una base importante. La partenza di Provedel? Abbiamo Mandas e Motta, ora dobbiamo lavorare con serenità e isolarci anche dall’ambiente che ora non è ideale ma la nostra strada è il lavoro, professionalità e senso di appartenenza. Cambiare sarà difficile ma sicuramente la voglia non deve mancare”.

Il ritorno di Gattuso in Serie A

Ultima esperienza sulla panchina della Nazionale per Gattuso, ma in Serie A torna dopo ben cinque anni: “Volevo un percorso diverso. Io penso che all’estero si migliora perché abbini la tua cultura e mentalità con qualcosa di nuovo. Noi italiani pensiamo di essere i migliori perché bravi a livello tattico ma il calcio cambia velocemente e queste scelte di ultimi anni era questa: prendere un pezzo da ogni parte per completarmi. Poi ora è arrivata la chiamata del direttore e del presidente e sono tornato ma la strada era un altra”.

E sulla parentesi azzurra, Gattuso si è espresso come di consueto a cuore aperto: “Ringrazio tutti i ragazzi allenato. Mi hanno dato tutti. Il calcio è composto da episodi e non possiamo farci nulla. Da giocatore ho avuto un po’ di culo ma ora da allenatore è arrivata la mazzata sui denti. Tanta delusioni, non nego che la ferita che ho rimarrà fino all’ultimo saluto perché è stata una delusione grande. Devo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini perché mi hanno dato tutto. Quel poco di buono fatto è andato per i rigori e nessuno se ne ricorda. Sono molti anni che sono in questo mondo e lo so. C’è rabbia ma sono fiducioso se no non stavo qua”.

Il rapporto con Lotito

Con il presidente Lotito, assente oggi per impegni personali, il rapporto c’è: “Io con Lotito ho un rapporto franco, gli dico tutto quello che gli devo dire e gli ho detto di sistemare qualcosina sotto. Le cose si vengono a sapere e gli ho detto come sono fatto e che quando si lavora voglio gente che lavora. Dopo se uno prende una cazziata poi il giorno dopo è un altro quindi voglio gente che lavora. Ma la società è sua e quindi parla con me e con la squadra ma il problema è che ha troppi telefonini e lo chiama il mondo. Quindi lui lo sa, la squadra è sua e se vuole dire qualcosa lo può dire a me e alla squadra e spero risponda meno al cellulare. Noi dobbiamo stare bene insieme, siamo suoi dipendenti ma le cose vanno sempre dette con educazione”.

E poi, con il sorriso, ha precisato: Meglio che non ci sia Lotito, può dire ciò che vuole, ogni cosa a suo tempo ed è giusto che siamo qua perché, se ci fosse stato lui, si parlava dei problemi dei tifosi e meno della presentazione dell’allenatore quindi la ho trovata una cosa rispettosa nei miei confronti. Meno un presidente parla meglio è. Ora sta a noi lavorare e riuscire a creare qualcosa di carino, poi vedremo”.

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