“Con l’operazione 2-3 mesi di stop. Ma ci sono altri metodi”

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L’ex medico di Juventus e Inter analizza il caso del talento bianconero: “L’intervento è l’ultima soluzione. Se si opera, serviranno 2-3 mesi di recupero, ma esistono terapie alternative”

Concluso il Mondiale anticipatamente con la sua Turchia, Kenan Yildiz si sta godendo il momento del riposo prima del ritorno alla Continassa per preparare la nuova stagione con indosso la maglia numero 10 della Juventus.

Ma, prima di tutto, bisognerà capire come risolvere il problema al ginocchio che lo ha condizionato sul finire dell’annata passata e anche alla recente massima competizione per Nazioni, in corso di svolgimento in Canada, Messico e Stati Uniti.

Il problema al ginocchio di Yildiz: cos’è la tendinopatia rotulea

Nei giorni scorsi si è paventata anche la possibilità di intervenire chirurgicamente per risolvere la tendinopatia rotulea che lo affligge, ormai, da diversi mesi.

Abbiamo interrogato un esperto come il dottor Pasquale Bergamo, fisiatra con oltre 40 anni di esperienza in traumatologia e riabilitazione sportiva, negli anni ’80 e ’90 medico sociale dell’Inter e della Juventus, oltre ad essere stato responsabile medico della Nazionale di pallavolo per due anni.

Bergamo: “L’operazione è l’ultima soluzione”

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“È un bel problema, in genere non è traumatico, ma si tratta di un sovraccarico. Questi disturbi appartengono, al soprattutto, al mondo del basket e della pallavolo, il cosiddetto ginocchio del saltatore. È una degenerazione, a volte dovuta ad una alterazione dell’asse della rotula che lavora insieme al tendine. Quello rotuleo è importantissimo, perché raccoglie tutto l’apparato del quadricipite e si inserisce nella tibia. Un esempio di gravità estrema di questo tipo di infortuni è quello patito da Ronaldo il Fenomeno. Ma, da esterno, non credo sia questo il caso. Non entro nel merito, perché non conosco la situazione, ma in linea generale, avendo avuto giocatori che hanno patito questo problema come Riccardo Ferri dell’Inter, è una forma infiammatoria cronica. In un ragazzo di 21 anni, che ha un tipo di gioco esplosivo, continuo e non si risparmia mai, questa cosa deve essere gestita nel miglior dei modi. Oggi, rispetto al passato, ci sono delle terapie molto efficaci. Bisogna capire qual è lo stato del tendine rotuleo, alla Juve lo conosceranno bene sicuramente. Se tutte le terapie dovessero fallire, non resta che l’intervento chirurgico. Non sono operazioni aggressive, ma di pulizia. Sono certamente cose delicate, soprattutto per un ragazzo così giovane”.

Quanto starebbe fuori Yildiz dopo l’intervento

Ma la domanda che tutti gli addetti ai lavori e tifosi della Juventus si fanno: se davvero dovesse andare sotto i ferri, quanto tempo starà lontano dai campi di gioco Kenan Yildiz. Questa la risposta di Bergamo.

“Decidemmo di intervenire su Beppe Bergomi, nella stagione 1988/1989, e recuperò in un mese e mezzo. Ma in quel caso si trattava di una tendinite dovuta ad una borsite. In genere, l’intervento è l’ultima spiaggia. Queste patologie da sovraccarico consentono anche di finire la partita in campo, ma il giorno dopo presentano il conto. Quando si cronicizza in questo modo è pericoloso, perché il tendine degenerato può rompersi. In linea di massima, un’operazione di questo tipo prevede almeno 2-3 mesi di recupero. Ma spero, e gli auguro, di non arrivare a questo, perché ci sono altri modi per curare il problema. E, sono sicuro, i miei colleghi della Juve saranno già al lavoro in questo senso”, ha concluso a Virgilio Sport.

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