
Manca sempre meno alla grande notte dello Stirpe. Adriano Russo ci racconta il clima che si respira nel capoluogo prima di Frosinone-Mantova
“Urlando contro il cielo”, dagli altoparlanti dello stadio Stirpe esce spesso il brano di Ligabue per dare grande carica al pubblico canarino. Il Frosinone è a un passo dal paradiso, di nuovo. Per i gialloazzurri si sta avvicinando quella che sarebbe la quarta promozione in Serie A nella storia del club. Maurizio Stirpe lo ha fatto ancora. Il patron, con il suo modus operandi costantemente riservato ma fermo e giudizioso nei momenti chiave, aveva già regalato al capoluogo ciociaro la gioia del salto nel gotha del calcio italiano.
Nella scorsa stagione, dopo la cocente delusione della retrocessione patita all’ultimo turno di campionato al cospetto dell’Udinese dalla truppa all’epoca guidata da Eusebio Di Francesco, si erano palesati nel cammino cadetto del Frosinone oscuri fantasmi ponendo dinanzi a Monterisi e compagni addirittura il possibile spettro di un doppio salto indietro con vista Serie C. A distanza di un anno la cartolina dalle parti di Viale Olimpia è totalmente mutata. Ora splende un sole favoloso grazie a mister Alvini e alla sua banda di ragazzi terribili che venerdì sera contro il Mantova vogliono coronare alla perfezione un percorso da standing ovation a suon di vittorie, gol e bel gioco.
Per la speciale occasione abbiamo raggiunto telefonicamente Adriano Russo, ex colonna difensiva di quel leggendario Frosinone che nel 2014-2015 spedì per la prima volta in assoluto il sodalizio canarino in massima serie. Classe 1987, oltre alla casacca gialloazzurra ha indossato anche le maglie tra le altre di Massese, Colligiana, Todi e Perugia. Ecco le sue sensazioni in esclusiva.
Russo: “Un altro miracolo inaspettato ma non troppo a Frosinone”
“Credo che nessuno si aspettava una stagione del genere. Però devo dire che, alle volte, quando a Frosinone non ci sono pressioni e si trova il connubio giusto per lavorare accadono di questi miracoli. E’ già accaduto e ovviamente speriamo che la cosa si ripeta”.
Russo: “Sono giorni di spasmodica attesa”
“In città c’è molto fermento. Tutti aspettano con ansia venerdì. In questi giorni il tempo sembra non finire mai. Questa è una sensazione che ho già provato in passato, quindi è normale che ci sia tale vibrazione. Ma parliamo comunque di una vibrazione sempre positiva”.
Russo: “Bracaglia orgoglio made in Ciociaria”
“Bracaglia è un ragazzo davvero genuino e per me rappresenta l’emblema di questo Frosinone. Mi ha colpito tanto, l’ho visto crescere da piccolo nel tempo e devo dire vederlo giocare in questo modo da veramente soddisfazione. Poi Fares Ghedjemis è un giocatore che merita altri palcoscenici anche a livello internazionale”.
Russo: “Vi racconto la grandezza umana e gestionale di Stirpe”
“Il Presidente Stirpe è una figura dall’elevatissimo spessore. Va detto però che, per quanto sia a capo del club, interviene solo quando c’è davvero la necessità di farlo. Non è una persona invadente, non è una persona che si mette al centro dell’attenzione. E’ una persona che quando parla alla squadra, e personalmente mi è capitato di ascoltarlo negli spogliatoi, non ha mai sbagliato una parola o un discorso nei tempi e nei modi. Per la mia esperienza in altri contesti questa è una dote rara. Lui fa il massimo rimanendo sempre nelle retrovie. Di giocatori ne sono passati e ne passeranno a migliaia qui, ma se il Presidente dovesse cambiare come ho sempre detto il Frosinone è destinato ad un destino diverso da quello attuale. Stirpe nutre una costante benevolenza e una voglia di portare qualcosa di buono a Frosinone. A volte sento delle critiche nei confronti del patron, ma sono veramente follie perché una città con questa densità di popolazione e una storia calcistica non sempre illuminata nelle scorse epoche dovrebbe solo sottolineare le cose importanti che sono state fatte da Stirpe”.
Russo: “La prima Serie A una sensazione magica e surreale”
“Ricordo benissimo quel periodo magico con Stellone e i compagni. Nel nostro caso l’atmosfera era particolarissima perché si trattava della prima volta in Serie A. In casi del genere tutto sembra quasi impossibile e diventa reale a fatto compiuto. Anzi, forse te ne rendi conto qualche giorno dopo. Quando abbiamo vinto la partita decisiva per la promozione molti di noi erano lì per lì disorientati. La sensazione era davvero unica. Noi abbiamo dato il là ad altri protagonisti. Ad esempio la seconda volta già si era più consapevoli dell’impresa compiuta. Il nostro fu paradossalmente un campionato vinto con una consapevolezza surreale”.
Russo: “Fino a venerdì meglio non aggiungere altro…”
“Lo dico in tutta onestà. Dopo venerdì sera spero di non dover più vedere partite fino eventualmente al Mondiale, anche se non c’è l’Italia. Preferisco non rispondere alla domanda. Perdonate la scaramanzia, ma il momento è troppo importante”.
Russo: “La mia vita post calcio”
“Oggi ho una tabaccheria in via Aldo Moro, dove ci sono io per la maggior parte del tempo, e ho una pizzeria a 40-50 metri dalla stessa tabaccheria. Due attività molto vicine dove lavoro attivamente”.
FAQ
- Cosa potrebbe succedere venerdì per il Frosinone?
Con la vittoria contro il Mantova il Frosinone conquisterà la promozione in Serie A per la quarta volta nella sua storia.
- Qual è l’atmosfera in città prima della partita decisiva?
C’è grande fermento e attesa spasmodica: la città è in agitazione positiva in vista di venerdì.

