Dopo la vittoria di Cremona, il tecnico della Lazio si scaglia contro la decisione della Lega di Serie A di anticipare la sfida con la Roma per evitare la concomitanza con la finale degli Internazionali: “È un insulto alla città e alle due squadre”. Giampaolo, invece, mastica amaro: “È una batosta”
La vittoria sulla Cremonese che apre uno spiraglio per il settimo posto? L’imminente finale di Coppa Italia che vale una stagione? No, in cima ai pensieri di Maurizio Sarri c’è “solo” l’orario del derby della penultima giornata (in programma quattro giorni dopo la finalissima con l’Inter). Non è ancora ufficiale, ma il presidente della Lega Simonelli ha anticipato che si giocherà alle 12.30. Una scelta che il Comandante non riesce proprio ad accettare. “È un insulto alla città di Roma e alle due squadre romane – tuona Sarri -. Già abbiamo dovuto giocare la stracittadina di andata alle 12.30 a settembre con 37 gradi e adesso di nuovo hanno deciso di farla alla stessa ora. Che quel giorno ci fosse la finale degli Internazionali di tennis lo si sapeva da due anni. Che nelle ultime due giornate ci fosse la contemporaneità tra le partite pure. Chi in Lega ha fatto il calendario e previsto il derby alla penultima giornata dovrebbe dimettersi. Spero che qualcuno paghi per questa decisione. Io non la accetto e per protesta diserterò le interviste pre e post gara e, dopo essermi accomodato in panchina, me ne andrò subito negli spogliatoi”.
presente e futuro
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L’orario del derby lo fa infuriare, a risollevare il morale a Sarri provvede però una Lazio che allunga il momento positivo (cinque vittorie nelle ultime otto gare). E ancora una volta si prende una partita nei minuti finali. “Questa squadra ha un’anima e riesce a tirarla fuori nei momenti decisivi. Quando ho visto che il recupero era di cinque minuti ho detto ai ragazzi di insistere perché sentivo ce la potessero fare”. Oltre all’aspetto caratteriale c’è però anche quello tecnico che conforta il Comandante. “Siamo cresciuti molto nel palleggio, l’effetto indesiderato di ciò è che così facendo diventiamo poco incisivi davanti. Nella ripresa abbiamo palleggiato meno ma siamo stati più efficaci. L’ideale sarebbe fare una via di mezzo”. Oltre alla vittoria (che avvicina il settimo posto dell’Atalanta, ora a 4 punti) è il ritorno in campo di Rovella. “Mi ha dato gusto e soddisfazione rivederlo in campo – ancora Sarri -. Spero che tra dieci giorni (finale di Coppa Italia, ndr) capiremo quanto ci è mancato…”. Poi sul suo futuro: “Mancano quattro partite di cui due importantissime. A fine stagione parlerò con i dirigenti e vedremo se ci sono i presupposti per rispettare il mio contratto (che scade nel 2028, ndr)”.
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delusione giampaolo
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Clima effervescente nello spogliatoio della Lazio, plumbeo in quello della Cremonese. La sconfitta con i biancocelesti apre un mezzo baratro con il quartultimo posto del Lecce. La salvezza è ancora possibile, ma difficilissima. “È una batosta – ammette Marco Giampaolo -. Abbiamo perso in maniera folle una partita che avremmo come minimo meritato di pareggiare. È un k.o. che fa malissimo. Ora l’unica cosa da fare è riordinare le idee e ripristinare in fretta l’umore giusto. In ritiro? Assolutamente no. Se fossimo a inizio stagione il giudizio sulla nostra prova sarebbe positivo, ma ora ogni singolo punto pesa tantissimo, infatti anche il pari sarebbe stato utile. Purtroppo abbiamo pagato caro due errori che ci possono stare, ma non dovevano starci”.
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