Da Alisson a Suzuki, tanti sondaggi e qualche due di picche. Ora in pole c’è Vicario…
La Juventus in primavera é stata a un passo da Alisson (Liverpool) in porta, in queste settimane ha accarezzato l’ambiziosa idea di ripartire dal costoso “Dibu” Martinez (Aston Villa) e da qualche giorno ha virato sul più economico Guglielmo Vicario del Tottenham. In mezzo, tanti sondaggi tra i pali: da Oblak (Atletico Madrid) a Nubel (Bayern), da Chevalier (Psg) a Maignan (Milan) a Vanja Milinkovic Savic (Napoli). L’ultimo in ordine di tempo Suzuki del Parma, a cui bianconeri il 30 giugno hanno venduto il 21enne Giovanni Daffara per 6 milioni: il giapponese, però, guarda alla Premier League. Adesso in pole position c’è Vicario, non più centrale a Londra per Roberto De Zerbi, ma il casting bianconero non sembra chiuso e le valutazioni proseguono. Il risultato di questa girandola incredibile di portieri – e di tre mesi di inseguimenti cominciati da Comolli e Ottolini e proseguiti da Carnevali – é che Luciano Spalletti fra una settimana si raduna alla Continassa (13 luglio) e in questo momento il suo numero uno é ancora Michele Di Gregorio. Un portiere incostante nell’ultima stagione, bocciato dal club nei fatti (vedi colleghi corteggiati in queste settimane), sconfessato a parole (“La nostra priorità sono un portiere e un attaccante”, ha detto Carnevali lunedì a Rimini) e messo ancora più nell’angolo e sul mercato dalla recente uscita a vuoto del suo agente, a cui l’ex Monza ha provato a mettere una toppa parziale. “La Juve ha cambiato 3 dirigenze e 3 allenatori negli ultimi due anni e ha speso 130 milioni per 3 attaccanti impresentabili, ma la colpa é del portiere…”, l’autogol di pancia del procuratore.
DA BUFFON A… DIGRE
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La Juventus paradossalmente ha faticato molto meno a sostituire un monumento come Gigi Buffon – e in precedenza altri top del ruolo come Zoff, Tacconi, Peruzzi…” – che il suo erede Szczesny, messo alla porta e liquidato nell’estate 2024 dalla coppia Giuntoli-Thiago Motta per far spazio al più economico Di Gregorio, all’epoca laureatosi miglior portiere della Serie A col Monza. Il polacco prima si é ritirato e poi ha ripreso a vincere col Barcellona, dove gioca tuttora: é il secondo di Joan Garcia. Mentre la Signora, un po’ come nei giochi da tavola, due anni dopo si ritrova alla casella di partenza in porta.
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DA COMOLLI A CARNEVALI
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L’ex ad Comolli aveva garantito Alisson a Spalletti e il dietrofront del Liverpool all’iniziale promessa fatta al brasiliano é uno dei motivi (non l’unico) che ha portato alla rottura tra il tecnico e l’ex presidente del Tolosa. Il ds Ottolini aveva incontrato Alisson di persona, Spalletti considerava l’allievo di Roma un nuovo giocatore nei suoi “campetti” ma non aveva fatto i conti con l’irritazione del Liverpool. Comolli, una volta perso l’esperto portiere campione di tutto col Liverpool e titolare del Brasile, ha provato a giocare il jolly ripartendo da quello dell’Argentina campione del mondo: Emiliano “Dibu” Martinez. Probabilmente un’illusione, come la speranza di ingaggiarlo gratis o quasi dall’Aston Villa. Carnevali ha ereditato il dossier “Dibu” e nel primo incontro a Forte dei Marmi ha promesso a Spalletti un tentativo, però fin da subito ha annusato puzza di bruciato: costi troppo alti, non meno di 5/6 milioni per lo stipendio e 10 per il cartellino del quasi 34enne argentino. Così, dopo un altro giro di sondaggi (Milinkovic Savic, Suzuki, Chevalier, Oblak), in prima fila nei ragionamenti di Carnevali é tornato Vicario, da sempre in lista e avvicinabile anche in prestito con diritto. L’azzurro é il vice di Gigio Donnarumma nell’Italia ed é stato protagonista del trionfo in Europa League (2025) e delle salvezze del Tottenham nelle ultime due stagioni. Ma intanto fra 7 giorni la Juventus si raduna e Spalletti in porta troverà Di Gregorio.
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