I bianconeri sembrano impantanati tra la volontà di rinforzare il reparto e l’impossibilità di cedere i numerosi esuberi
Al centro(campo) del problema. Nella Juve che ha individuato nel portiere e nel centravanti gli obiettivi prioritari per rinforzare la rosa di Spalletti c’è un reparto affollatissimo, ma che, per motivi diversi, fornisce pochissime certezze in vista della prossima stagione. Tra acciacchi, condizione e personalità, è in mezzo al campo che i bianconeri sembrano palesare le lacune maggiori. E il mercato è bloccato dall’impossibilità di cedere gli esuberi.
juve, le certezze di spalletti in mezzo
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A conti fatti, l’allenatore juventino, al momento, può contare su due sole sicurezze: Manuel Locatelli e Weston McKennie. Il capitano, fresco di rinnovo fino al 2023 con ingaggio di circa 4 milioni all’anno più bonus, nell’ultimo anno ha evidenziato una notevolissima crescita, che lo ha portato a risultare il miglior centrocampista d’Europa per numero di passaggi in avanti effettuati e di azioni progressive (cioè quante volte una corsa con il pallone permette di avvicinarsi significativamente all’area avversaria) a partita. Nel sentore dei tifosi bianconeri, però, palesa ancora un deficit di leadership e personalità, emerso nell’incapacità di guidare la squadra verso la qualificazione alla Champions League nel finale dello scorso campionato. L’americano, invece, grazie alla cura Spalletti si è trasformato in un micidiale incursore, raggiungendo livelli di rendimento mai toccati in carriera. Tutto intorno, però, c’è il vuoto.
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da koop a douglas, che problemi per la juve
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Khephren Thuram ha iniziato la stagione ai box per i postumi della sindrome femuro-rotulea che lo aveva già limitato nel finale dello scorso campionato e lavora per essere a disposizione per il fischio d’inizio della Serie A. In generale, comunque, nei due anni juventini il francese non è ancora riuscito a fare quel salto di qualità che molti si aspettavano. I primi tentativi di rilancio di Douglas Luiz, invece, non hanno dato segnali confortanti: il brasiliano ha una tecnica invidiabile, ma, forse complice anche la serie di infortuni subiti nelle ultime due stagioni, viaggia a un ritmo troppo basso per essere competitivo ad alti livelli. Teun Koopmeiners ancora quest’estate non s’è visto in campo, ma i due anni passati a Torino hanno già fatto capire come il peso delle responsabilità lo abbia irrimediabilmente schiacciato, rendendolo timido e mai incisivo. Nessun passo avanti ha mostrato già in queste prime uscite stagionali Adzic, per il quale non c’è alternativa a un prestito formativo. E se Arthur è ormai un esubero da troppi anni, Miretti, infine, ha lanciato un segnale con il gol su punizione contro lo Standard Liegi e nella scorsa stagione ha mostrato a tratti prospettive interessanti, ma le difficoltà nell’operare in uscita ne fanno uno degli indiziati principali ad essere sacrificato sull’altare del bilancio. E così la Juve si ritrova con un reparto extralarge, difficile da sfoltire, ma con l’estrema necessità di rinforzare.
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