Classe 2011, milanista doc, l’italo-marocchino disse no all’Inter e per “sfidare” Camarda ha iniziato a segnare tenendo il conto. A 15 anni, in questa stagione giocherà con U18 o Primavera
La malcapitata è Yasmine, la sorella maggiore. Da cinque anni è l’addetta alla conta: registra tutte le partite, le riguarda e si segna ogni singolo gol in un file. Si chiama ‘Gol Akram’, una specie di diario di bordo digitale: lì dentro si trovano tutte le reti segnate dal fratellino Akram Jadid, 15 anni, stellina del Milan che ti dribbla sorridendo. Uno, due, tre… e così via fino a 700, gol più gol meno. Vi ricorda qualcuno? Se sì, avete capito bene perché pare proprio che al Vismara stia sbocciando un nuovo Camarda: tre anni più piccolo, decisivo con i più grandi, devastante sotto porta. Un predestinato fatto e finito. Ma il bello è che Akram segna persino più di quanto non facesse Francesco alla sua età…
milanista da sempre
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“Ammetto che abbiamo iniziato la conta proprio per Camarda. Era uscita la notizia dei suoi 400 e passa gol, quindi ci siamo detti: perché non tenere il conto anche noi?”. Lo racconta papà Rachid, nato in Marocco e in Italia dal 1991. È iniziato tutto per gioco: “Lo avevo sfidato dicendogli ‘dai, vediamo cosa sai fare’, poi ha iniziato a segnare… e non si è più fermato”. Il primo anno 232, il più bello in finale di un torneo contro la Stella Rossa: prende palla a centrocampo, slalom tra i difensori e palla in rete. “L’estate stessa mi dice: l’obiettivo per la prossima stagione è 300, ma non voglio che si sappia in giro”. Promessa mantenuta: 324, spiccano i 12 in una ventina di minuti al Memorial Paolo Rossi. L’anno seguente si fa male e Jasmine respira: “solo” 9, ma si rifarà. E quindi via dritti alla stagione 2024-2025, calcio vero: 32 gol in 32 partite, secondo miglior marcatore d’Italia dietro solo a Federico Croci della Fiorentina. Alla stessa età Camarda si era fermato a 22, l’ultimo in finale scudetto contro la Viola: invenzione del “Mago” Liberali, cross di Sala e girata di testa di Camarda. Dirà: “Che emozione vincere lo scudetto. Il sogno? La Serie A con il Milan”. L’avrebbe raggiunta poco più di un anno dopo. E Jadid? Beh, per lo scudetto se ne riparlerà, quanto alla Serie A con il Milan… sì, il sogno è quello anche per lui “perché è milanista da sempre”, giura papà Rachid. L’allenamento svolto in prima squadra con Amorim fa sognare, anche se la strada è lunga. Intanto, a proposito di scudetti, è arrivato quello col Milan U15, conquistato poche settimane fa nella finale contro l’Empoli. Un 2-0 che vede nel tabellino – superfluo dirlo – anche un gol di Akram, che la scorsa annata è stato impiegato sempre in U16 ed è poi stato prestato alla categoria più giovane per dare il suo apporto nel momento clou della stagione. In questo periodo si sta allenando tra U18 e Primavera, in attesa di essere assegnato stabilmente a una delle due rose, ma in questo contesto una cosa appare ben chiara: Jadid proseguirà il suo cammino continuando a giocare sotto età, in modo da mantenere sempre l’asticella alta: il percorso per fare le cose davvero in grande, passa obbligatoriamente da qui.
i riferimenti
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Ed è milanista davvero, il piccolo Akram. Una volta ha persino snobbato l’Inter: “Giocava alla Voluntas Montichiari, società affiliata ai nerazzurri. Durante la settimana si allenava a Brescia, poi il weekend andavamo a Milano. Volevano prenderlo, ma poi non se n’è fatto nulla perché è arrivato il Milan”. Più precisamente Silvio Brioli, all’epoca capo scout, l’uomo che l’ha portato sulla sponda rossonera del Naviglio: “Mi ha chiamato nel 2018 chiedendomi se fossimo interessati. Lo conoscevo da tanto, poi Akram da tifoso non ha esitato a dire sì”. E via alla vita da pendolare. Per sette anni è andato avanti-indietro da Calcinato al Vismara, ma poi si è trasferito in pianta stabile a Milano. In questi giorni è impegnato con l’esame di terza media, dove entra con un ottimo “8”, dopodiché testa al liceo delle Scienze Umane e… al calcio. “Per lui fare gol è tutto. Non gli importa se ne segna uno decisivo al 90’ oppure il quinto in una partita già chiusa, l’importante è buttarla dentro”. Una sorta di mini Filippo Inzaghi. E quando c’è da esultare… “festeggia sempre tantissimo”. Altre vibes da Pippo-Gol, anche se i filmati da cui prende appunti sono di Neymar e Ronaldo. Quello brasiliano, il Fenomeno.
come gioca
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Akram Jadid è un vero dieci perché unisce il passo dell’undici e il killer instinct del nove. È veloce, rapido nel breve, sa saltare l’uomo come pochi alla sua età e non accetta il ‘no’ come risposta. La pensa così: se prendo il verde non mi vedi più e tanti saluti, se becco il rosso corri veloce che ti riprendo. Se è diventato anche questa roba qui è merito di mister Cresta, che l’ha utilizzato prevalentemente come esterno nel 4-3-3. Alto a sinistra è diventato più ordinato e funzionale al gioco della squadra, soprattutto in fase di non possesso, ma guai a fargli badare troppo a certi tatticismi perché il meglio lo dà quando lasciato libero di inventare. Bazzicando sulla trequarti vede spazi che altri non vedono, prova giocate senza timore e il più delle volte gli riescono. O la va o la spacca? Sì, e il più delle volte… va. Il segreto sono i piedi buoni. Destro o sinistro cambia poco, con entrambi i piedi i risultati sono eccellenti e ne sanno qualcosa gli utenti di TikTok, dove papà Rachid da anni posta video di Akram in cui palleggia nei modi più disparati. Quando aveva nove anni, con una pallina arancione da ping-pong ne ha fatti addirittura 195. Si è dilettato anche con quella da tennis, ma a tal riguardo non si hanno conferme: il video si interrompe troppo presto, ma la sensazione è che potesse andare avanti all’infinito. Sempre con la pallina gialla da tennis, un’altra volta ha fatto persino di più: palleggi e slalom attorno a dei pali colorati in un parco giochi per bambini. Mentre i suoi coetanei giocavano con biglie e figurine, lui affinava già la tecnica perché sapeva già come sarebbe andata a finire.
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la nazionale
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Il calcio, questione di famiglia. Papà Rachid si è spinto fino alla Serie D, ma il giovane Akram più che figlio d’arte è un nipote d’arte. Suo zio è Abderazzak Jadid, classe 1983, ex mediano dal destro educatissimo, uno che ha visto da vicino Roby Baggio e Pep Guardiola, finendo poi per dividere lo spogliatoio, tra gli altri, anche con Seba Giovinco. Oggi fa l’allenatore nei dilettanti e nel tempo libero è il consigliere del nipotino. Che intanto raccoglie applausi in Italia come in Marocco, il paese d’origine di papà, mamma e zio. Nell’inverno 2025 ha anche esordito con la nazionale U16: maglia da titolare e 50 minuti contro il Camerun, poi un altro spezzone contro il Burkina Faso. Ma c’è un asterisco: i suoi compagni erano tutti classe 2009, gli avversari classe 2008 e lui… classe 2011. A proposito di predestinato. Intanto l’Italia osserva, resta a guardare e prende appunti (Akram ha passaporto marocchino e non quello italiano, paese in cui è nato e cresciuto: lo potrà richiedere solo al compimento dei 18 anni). In un’epoca in cui sembra mancare il talento, si può dire che Akram il milanista rappresenti un’eccezione. È presto, chiaro, bisogna andarci coi piedi di piombo, si sa, ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino…
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