Italia ai Mondiali 2030 a 64 squadre? Non sarà comunque facile qualificarsi, pochi posti in più per l’Europa

ALL calcio
5 Min Read

La FIFA programma l’ampliamento, l’UEFA si oppone e le altre confederazioni gongolano: boom per Sudamerica, Asia e Africa. I dubbi su un torneo extralarge e sempre più lungo.

Prima o poi succederà. Forse già nel 2030, come si augurano il presidente della Conmebol, la confederazione sudamericana, e i membri delle altre federazioni continentali a eccezione di Europa e Nordamerica. O comunque più avanti. Perché il concetto di fondo resta sempre lo stesso: più partite, più soldi. E i Mondiali a 64 squadre garantirebbero un ulteriore aumento rispetto alle 104 sfide del 2026 (128, per la precisione, con un aumento di 24 gare e quattro gironi), facendo anche lievitare la durata complessiva del torneo. La FIFA ha già comunicato le date: tra quattro anni si giocherà dall’8 giugno al 21 luglio, per complessivi 44 giorni contro i 39 del 2026.

I Mondiali pop di Infantino: extralarge e con tante partite

La questione coinvolge direttamente, manco a dirlo, Gianni Infantino. Il presidente FIFA, svizzero di origini siciliane e tifosissimo dell’Inter, è criticato ovunque fuorché nei luoghi che contano per la sua rielezione. Il prossimo autunno, più che una corsa alla riconferma, sarà un plebiscito bulgaro a confermarlo sul trono: già sicuri 200 voti su 211. L’ineffabile boss del calcio, che l’amico Donald Trump vorrebbe addirittura “piazzare” alla segreteria generale dell’ONU, è amatissimo perché fa favori a tutti: ha aumentato i posti ai Mondiali alle africane, alle asiatiche, persino alle oceaniche. Agli occhi del terzo mondo calcistico, è il paladino della “lotta” contro i ricconi dell’UEFA. Anche se poi i biglietti per le partite costano un botto.

Mondiali 2030: 128 partite in tre continenti e sei paesi diversi

I Mondiali del 2030 saranno un ulteriore tripudio del “nuovo modello di calcio” di Infantino: partite in tre continenti diversi, addirittura sei paesi organizzatori, dalla Spagna al Paraguay, dal Marocco all’Argentina, dal Portogallo all’Uruguay. L’ampliamento a 64 darebbe modo ad altre “piccole” nazionali di accedere al grande spettacolo del torneo più ambito di tutti, anche a costo di rimediare sonore goleade. Tutti contenti, insomma. Tranne l’UEFA, che s’è già detta contraria, o la Concacaf, la confederazione nordamericana, che però conta poco. Solo Ceferin sta iniziando a tuonare per l’eccessiva durata del torneo, ma le squadre europee nel frattempo brigano perché gli altri Mondiali, quelli per club, diventino biennali.

I posti per i Mondiali a 64 squadre: all’UEFA poche briciole

In tutto questo, quanti posti in più sarebbero riservati alle singole federazioni? Sarebbe davvero più facile per l’Italia qualificarsi? Nì. Perché in base alle indiscrezioni, l’Europa avrebbe solo quattro posti in più rispetto ai 16 attuali: 20 posti, dunque. Il Sudamerica passerebbe da 6,5 a 8,5, l’Africa da 9,5 a 12,5, l’Asia da 8,5 a 11,5, la Concacaf a 8,5, l’Oceania avrebbe un altro posto in più da aggiungere alla “solita” Nuova Zelanda. L’UEFA potrebbe solo sperare di aggiungere un altro posto attraverso i playoff intercontinentali: poca roba. Qualificarsi, insomma, sarebbe un po’ più facile. Ma non troppo. Anche per l’Italia. Piccola “consolazione”: ci fossero stati 20 posti, gli Azzurri ai Mondiali 2026 si sarebbero qualificati. Alé.

TAGGED:
Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *