abdica l’ultimo re di Roma, la battaglia persa con Gasp e il futuro in Nazionale

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Insanabile la frattura con l’allenatore scelto con l’obiettivo di riportare la squadra in Champions: il senior advisor lascia la Roma dopo averla salvata più volte

Ha vinto Gian Piero Gasperini. Abdica anche l’ultimo re di Roma, di Testaccio ma con quell’accento un po’ british: sir Claudio Ranieri. Dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi, un altro simbolo giallorosso lascia il club in maniera controversa. Lo fa da senior advisor, incarico accettato con un obiettivo chiaro: riportare la Roma in Champions League. Ma qualcosa si è rotto nelle ultime due settimane, dallo sfogo in diretta che ha reso evidente una frattura ormai insanabile con il tecnico.

Claudio Ranieri lascia: via l’ultimo re di Roma

È stata una giornata lunghissima, intensa, estenuante a Trigoria. Anche se manca ancora l’annuncio ufficiale, Ranieri lascia la Roma, questa volta per sempre. Era tornato lo scorso anno per salvarla da allenatore, se ne va ora da consulente, tra riconoscenza e anche qualche critica di una parte della tifoseria, non convinta del suo recente attacco a Gasperini. Ma la sua figura non si discute.

Ranieri è stato, è e resterà per sempre un idolo dell’Olimpico. Perché l’amore vero si misura nei momenti difficili, nelle tempeste. E Claudio di Testaccio ha sempre risposto presente. La prima volta nel 2009, subentrando a Luciano Spalletti. La seconda nel 2019, prendendo il posto di Eusebio Di Francesco. L’ultima la scorsa stagione, per rimettere ordine dopo il disastro di Ivan Juric, a sua volta chiamato per rimpiazzare De Rossi. Ranieri non si è mai tirato indietro davanti alle missioni impossibili. Perché è così che si comportano i re. Perché è così che si comportano i figli innamorati.

Un addio che ricorda Totti e De Rossi

Nemo propheta in patria, viene quasi da pensare. Non è proprio così, ma non era questo l’epilogo che Ranieri avrebbe meritato. E lo stesso si può dire per Totti e De Rossi: non per il legame con Roma e i tifosi, mai in discussione, ma per i rapporti con le proprietà americane.

Durante l’era James Pallotta, il capitano per eccellenza – simbolo assoluto della Roma, capace di rifiutare Real Madrid e contratti milionari – fu prima spinto verso il ritiro, poi – richiamato da dirigente – andò via sbattendo la porta per il ruolo marginale che gli era stato riservato. Con i Friedkin, invece, è stato il turno di De Rossi: le tensioni con l’ex ceo Lina Souloukou e l’esonero di ‘Capitan Futuro’ avevano scatenato la dura contestazione dei tifosi a Trigoria, con lo storico striscione: I figli di Roma non si toccano.

I motivi dell’addio di Ranieri

Lo sfogo alla vigilia della partita con il Pisa è stato solo l’epilogo di un malessere crescente. Le ragioni della rottura con Gasperini sono ormai note: le critiche ripetute sul mercato da parte dell’allenatore e i contrasti con lo staff medico, scelto proprio dal senior advisor.

Secondo quanto riportato da Sky, Ranieri avrebbe scelto di farsi da parte prima della fine della stagione per accelerare una nuova fase di cambiamento che ora passerà nelle mani dei Friedkin, fin qui rimasti in silenzio.

Malagò chiama Ranieri: ipotesi Nazionale

La separazione dalla Roma alimenta anche scenari futuri. L’ex tecnico giallorosso sarebbe infatti tra i nomi in orbita Nazionale, nel caso in cui Giovanni Malagò dovesse essere eletto presidente della FIGC.

Per Ranieri si prospetterebbe l’incarico di direttore tecnico, con un ruolo centrale nella scelta del nuovo commissario tecnico – tra i più gettonati Massimiliano Allegri e Antonio Conte – per guidare la ripartenza azzurra dopo la mancata qualificazione – la terza di fila – al Mondiale.

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