Incassato il no dell’esterno ex Cagliari diretto verso il Chelsea, la dirigenza nerazzurra si rituffa sul mercato alla ricerca di un profilo adeguato a cui affidare la fascia destra
“The day after” non è solo il titolo di un film anni ’80 che racconta di uno scenario apocalittico e delle conseguenze di una guerra esplosa, ma pure il periodo in cui dopo qualsiasi delusione si comincia a prendere consapevolezza di una determinata situazione. E il day after dell’Inter, a 24 ore dal clamoroso dietrofront di Marco Palestra che ha scelto il Chelsea nonostante avesse dato priorità ai colori nerazzurri, si è sviluppato su diverse fasi: prima la delusione, poi la frustrazione, dopo ancora la rabbia. Perché sia con l’Atalanta che con l’entourage di Palestra ogni accordo era stato trovato, prima dell’aggressivo e decisivo inserimento del club inglese. Ma i pensieri sono già rivolti al futuro e l’Inter ha rapidamente riavviato il casting per trovare il profilo adatto a cui affidare una fascia destra profondamente rivoluzionata dal mercato. Dopo l’addio di Dumfries, le chiavi della corsia avrebbero dovuto finire nelle mani di Palestra, probabilmente con Diouf a fargli da vice e Luis Henrique sul mercato. Così non sarà, ma la dirigenza nerazzurra sta già valutando diversi nomi.
tra vecchi pallini e…
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Durante lo scorso gennaio, l’Inter orfana di Dumfries ha a lungo inseguito un paio di profili: Cancelo (nel frattempo trasferitosi a Barcellona, non rientra nella short-list del club) e Diaby. Il francese di proprietà dell’Al-Ittihad nasce in un ruolo decisamente più offensivo, ma dopo un paio d’anni trascorsi in Arabia Saudita conserva il desiderio di tornare protagonista in Europa. È una soluzione che il club continua a monitorare, pur non essendo quella in cima alla lista. E non è nemmeno l’unica, perché oltre all’ex Aston Villa c’è un altro nome su cui l’Inter si era informata in passato. Ovvero quello di Michael Kayode, che per caratteristiche rientrerebbe pienamente nella categoria dei profili ricercati da Ausilio e Marotta sul mercato: giovane, pronto, italiano e dal potenziale ancora inesplorato. Nell’ultima stagione però è stato protagonista assoluto in Premier League con il Brentford, e la valutazione del club di Londra rischia di essere particolarmente elevata (tra i 30 e i 40 milioni). Un’alternativa dall’esborso più contenuto esisterebbe, nonostante l’Inter conservi il desiderio di dedicare alla fascia destra buona parte del tesoretto messo a disposizione da Oaktree.
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Si tratta di Anan Khalaili, israeliano dell’Union Saint-Gilloise seguito dal Napoli. A dire la verità, però, nelle ultime settimane era stato più l’entourage del calciatore a proporre il nome di Khalaili piuttosto che l’Inter a cercarlo con convinzione, motivo per cui è lecito pensare che il grande acquisto non sarà lui. Esattamente come Ndoye del Nottingham Forest e Dodò della Fiorentina, due nomi sì valutati ma su cui la dirigenza nerazzurra non ha intenzione di affondare il colpo. Alla rosa dei candidati manca solo Cambiaso, con la Juventus che apprezza da tempo le qualità di Frattesi. Ipotizzare uno scambio è uno scenario da non scartare, ma la fase nuovamente embrionale in cui si è ritrovata l’Inter suggerisce cautela. Per trovare il candidato ideale dopo la delusione Palestra, gli uomini mercato nerazzurri si prenderanno tutto il tempo necessario. Del resto, se il disegno tattico prevede di continuare nel solco del 3-5-2, quello dell’esterno destro è un ruolo che non si può sbagliare.
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