Inghilterra-Argentina, Messi dietro le quinte: la cotoletta alla napoletana, le abitudini e perchè non finirà come Ronaldo: benvenuti a MessiLandia

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A Miami tutto richiama la Pulce, dai ristoranti allo stadio: il paragone con la stella cadente portoghese e il sogno dei tifosi di un altro gol del secolo alla Gran Bretagna

Vive in una casa recintata nel sud della Florida, sulla Route 1 a nord di Fort Lauderdale, tra le palme, i bungalow bassi e il caldo umido, fa la spesa in un supermarket vicino, ha 2-3 ristoranti preferiti e la sua immagine è dappertutto o quasi a Miami. Sulle magliette, sulle bandiere, sotto forma di pupazzo, come foto di sponsor, dai vestiti fino ai gelati. Messi è ubiquo, onnipresente, pluriadorato. Nella città americana c’è un cartellone pubblicitario fuori da una gelateria. ‘Il sapore di Messi’, si legge, ‘Ispirato a una leggenda, creato per celebrare la grandezza. Solo tempo limitato. Provalo prima che finisca.’ Benvenuti a Messilandia, la patria adottiva della Pulce che sarà l’arma a distanza nel tifo per l’Argentina contro l’Inghilterra.

Il piatto preferito di Messi

In tanti sono ad Atlanta, per tifare da vicino. Tutti vogliono un pezzo di Messi prima che finisca. Ora ha 39 anni e il tempo corre. Tutti vogliono poter dire ai propri figli, amici o soci che hanno visto Messi giocare, o lo hanno visto passare in macchina, o hanno mangiato dove mangia lui, che hanno visto il più grande calciatore che abbia mai fatto la spesa. Nei sobborghi di Wynwood e Little Havana, si legge sul Daily Mail – ci sono murales di Messi dipinti da famosi artisti che adornano le pareti e attirano turisti che scattano fotografie. Anche i suoi gusti culinari sono noti a tutti: adora la cotoletta alla napoletana, impanata come la Milanese ma coperta di mozzarella fusa e salsa di pomodoro.

Messi è anche co-proprietario della catena di ristoranti El Club de la Milanesa, che gestisce diverse filiali a Miami e utilizza la ricetta di sua madre per la “Milanesa Napolitana”. La chiamano MilaMessi. E se Miami fino a qualche anno fa era soprattutto Versace, i beach club, gli Heat e i Dolphins. Ora è anche Messiworld.

Il manichino della Pulce a grandezza naturale

L’immagine del numero 10 è ovunque allo Nu Stadium. La sua maglietta è la più venduta del negozio del club. I clienti vengono accolti da un manichino di Messi a grandezza naturale quando varcano le porte. In campo a questi Mondiali sta deliziando tutti anche se cammina. Ma vallo a prendere quando parte all’improvviso, ti sbilancia con una finta e la mette dove il portiere non può arrivare. Altro che viale del tramonto, qui sembra di essere ancora a Viale della Vittoria.

La differenza con Cr7, la somiglianza con Diego

E mentre Ronaldo ha visto il suo non più eterno fascino vacillare e svanire qui negli USA, Messi sembra ancora quello dei bei tempi. I due calciatori simbolo del millennio sono invecchiati in modo diverso. Cr7 è stato anche una zavorra per il suo Portogallo, Leo sempre il volano della sua Argentina, capace ancora di far cose che gli altri non riescono a fare. E l’impressione è che saprà bene quando fermarsi per tempo, proprio per evitare un doloroso declino pubblico. Ora c’è l’Inghilterra e il ricordo corre a quella sfida di 40 anni fa: ogni epoca ai suoi eroi ma mai come stasera come si fa a non pensare a Maradona? I tifosi li uniscono nella stessa bandiera, Leo e Diego. Diego e Leo. Sognano il piede izquierdo de Dios e un altro gol del siglo.

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