il vero legame con RedBird e quanto guadagna

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La rivoluzione attuata da Gerry Cardinale riaccende i dubbi sul ruolo di Zlatan, ma il contratto con RedBird gli garantisce un ruolo strategico che va oltre la semplice consulenza

Anche se con ritardo e dopo una serie di rifiuti, il nuovo Milan di Gerry Cardinale ha preso forma. A partire dal patron, che avrà un ruolo decisamente più operativo rispetto al passato, ogni casella è stata riempita. Calvelli, Almstadt, Gardiner e Lomonte: ecco tutti gli uomini del presidente. Resta però il solito interrogativo che si ripropone ogni anno: quale sarà il ruolo di Ibrahimovic? Ridimensionato oppure no, la figura di Zlatan resta comunque legata al Milan per il suo coinvolgimento in RedBird.

La rifondazione del Milan di Cardinale: dove si colloca Ibrahimovic

Dopo la mancata qualificazione in Champions League, Cardinale ha stravolto il Milan. Meno dirigenti per una struttura più snella e capace di remare nella stessa direzione: questa la nuova linea del numero uno di RedBird. Innanzitutto la scelta dell’allenatore, il portoghese Ruben Amorim. A occuparsi del mercato sarà Hendrik Almstadt, nominato direttore del player trading. Il dirigente tedesco, ex Aston Villa e portato al Milan nel 2019 da Ivan Gazidis, sarà affiancato da Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence. Donato Lomonte, rossonero dal 2017, guiderà lo scouting; Jovan Kirovski e Vincenzo Vergine restano alla direzione rispettivamente di Milan Futuro e del settore giovanile. In questo contesto, dove si inserisce Ibrahimovic? Nella sua prima stagione da senior advisor lo svedese si è esposto molto, troppo; mentre nell’ultima annata, pur più defilato, ha comunque inciso fino ad arrivare alla rottura con Allegri.

Il ruolo di Ibrahimovic nel Milan e il rapporto con Cardinale

A raccogliere l’eredità di Furlani è il nuovo amministratore delegato Massimo Calvelli, affiancato da David Castelblanco come consulente finanziario. Ibrahimovic continuerà a essere senior advisor di RedBird e dunque a dispensare consigli a Cardinale. Tra i due era emersa l’ipotesi di una rottura, complice una diversa visione sia sulla scelta dell’allenatore sia sui dirigenti da coinvolgere nel progetto di rilancio. Tuttavia, i sorrisi e le foto scattate insieme durante l’evento UFC alla Casa Bianca per il compleanno di Donald Trump hanno di fatto allontanato ogni sospetto di frattura. Il tempo dirà se Zlatan tornerà nella “versione boss” simile a quella del primo anno oppure in un’altra veste.

Il contratto con RedBird: cosa fa Ibrahimovic e quanto guadagna

Ad ogni modo, Ibra continuerà a far parte del mondo Milan grazie al suo rapporto con RedBird, che va ben oltre quello di un semplice consulente. Secondo quanto rivelato dal quotidiano La Verità, infatti, il contratto firmato nel 2023 con il fondo di Cardinale ha una portata molto più ampia di quanto emerso finora. Lo svedese ricopre ufficialmente il ruolo di Operating Partner di RedBird e senior advisor della proprietà e del management del Milan: l’accordo quinquennale sottoscritto gli attribuisce la possibilità di esprimere valutazioni sulle strategie sportive, sul reclutamento dei talenti, sullo sviluppo del settore giovanile e persino sulla gestione e sulla motivazione della prima squadra.

Sul piano economico, il compenso fisso – pari a un milione di euro all’anno – rappresenterebbe soltanto una parte dell’intesa. Il vero valore del contratto risiederebbe infatti nei poteri riconosciuti a Ibrahimovic e nelle opportunità di crescita sviluppate insieme a RedBird. L’ex attaccante avrebbe anche il compito di rafforzare il brand Milan e, parallelamente, il proprio, soprattutto sul mercato statunitense, in una strategia che consente a entrambe le parti di beneficiare della reciproca visibilità e delle rispettive relazioni commerciali.

Il possibile ingresso di Ibrahimovic nel capitale del Milan

Ma l’aspetto più interessante riguarda il futuro. Sempre secondo La Verità, il contratto prevederebbe l’assegnazione a Ibrahimovic di warrant convertibili, uno strumento che gli consentirebbe, al verificarsi di determinate condizioni, di acquistare una quota del Milan a valutazioni prefissate. Se così fosse, il rapporto tra Cardinale e Ibrahimovic andrebbe ben oltre quello tra proprietario e consulente, configurandosi come una vera partnership strategica destinata ad accompagnare lo sviluppo del club negli anni a venire.

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