il pupillo di Mancini ci riprova in serie B. Il legame con Gnonto e l’ironia sui social

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“Prima Pafundi poi tutto il resto”, la frase pronunciata dal ct dell’Italia, Mancini, nel 2022 è tornata d’attualità negli ultimi giorni con il talento classe 2006 che prova a riscattarsi dopo una brutta stagione alla Sampdoria

Roberto Mancini torna alla guida della nazionale e molti si chiedono che fine abbiano fatto Pafundi e Gnonto. I due giovani calciatori sono stati simbolo delle idee del tecnico marchigiano. Per Simone Pafundi le cose non sono andate come sperato e ora il 20enne spera di rilanciare le sue ambizioni in serie B con la maglia del Catanzaro.

La scelta Catanzaro

La Serie B può rappresentare un trampolino importante per i giovani, ma solo a patto che ci siano le condizioni giuste. A ricercarle ora in Calabria e più in particolare al Catanzaro è Simone Pafundi, classe 2006. L’ultima esperienza tra i cadetti non è andata come sperato, la scelta della Sampdoria ha portato più insidie che opportune per il giocatore. La stagione, ancora una volta complicata, della formazione doriana non gli ha permesso di esprimere in campo il talento che aveva mostrato in passato. Tornato alla base, all’Udinese, la società friulana ha subito cercato una nuova destinazione e per lui ora si aprono le porte del Catanzaro con la possibilità di provare a fare un percorso simile a quello di Liberali che ora si gioca una chance importante con la maglia del Como.

Pafundi e quella frase di Mancini

Un avvio di carriera che sembrava quella del predestinato, poi come capita a molti giovani non sempre il percorso di crescita segue una linea retta verso l’altro. Il ritorno come ct della nazionale di Roberto Mancini ha fatto tornare in auge il nome di Simone Pafundi, oggi 20enne, e in qualche modo legato anche all’allenatore azzurro. Era il 20 marzo 2022 quando il ct diramò le convocazioni per il doppio impegno con Inghilterra e Malta e in conferenza stampa dichiarò: “Prima Pafundi e poi tutto il resto. Questa è la mia idea quando scrivo la lista, ha qualità incredibili, ha 17 anni e spero possa giocare in serie A e poi essere un calciatore della nazionale per i prossimi 20 anni. Crediamo molto in lui”. Una fiducia dimostrata anche con la prima presenza in Nazionale A con qualche minuto contro l’Albania.

A distanza di tempo però Mancini corresse il tiro sulle sue dichiarazioni sostenendo che la sua era una provocazione e proprio in occasione della conferenza stampa del suo ritorno è tornato sul concetto: “Ripeterei quella frase. Allora Pafundi era uno dei migliori talenti italiani e lo è ancora, dipende tutto da lui. Il talento ce l’ha ma bisogna metterci qualcos’altro”.

Gnonto e l’ironia dei social

Così come per Pafundi, c’è un altro nome che è tornato d’attualità ed è quello di Willy Gnonto. L’attaccante classe 2003 vanta 13 presenze e 1 gol con la maglia della nazionale maggiore. La prima convocazione a sorpresa arriva a maggio 2022 proprio a opera di Mancini che lo chiama nella lista allargata per la “Finalissima” contro l’Argentina. Il 4 giugno arriva anche l’esordio a 18 anni e 7 mesi nel match di Nations League contro la Germania con l’assist per il gol del momentaneo vantaggio di Lorenzo Pellegrini. Dopo l’addio di Mancini però le sue presenza si fanno più sporadiche al punto che torna a giocare con l’Under21.

Dal 2022 Gnonto gioca con il Leeds anche se in Inghilterra rivelano che la sua avventura potrebbe essere arrivata al termine e continuare in Germania. Il ritorno del Mancio sulla panchina azzurra ha riportato in auge anche il suo nome, con un po’ di ironia sui social che si chiedono se farà parte delle prossime considerazioni. Ma di sicuro sia Pafundi che Gnonto rientravano in una visione del ct della nazionale più orientata sui giovani, anche se al momento non ha pagato i dividendi che si attendeva.

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