Con Messi e Scaloni destinati all’addio, si chiude la generazione d’oro dell’Albiceleste. Lautaro Martinez e Nico Paz guideranno il nuovo ciclo, ma la rifondazione sarà totale
Messi non ce l’ha fatta. La sua Last Dance al Mondiale si è chiusa con un secondo posto che gli ha impedito di coronare una carriera irripetibile con il bis iridato. Ma mentre il presente fa male, in Argentina lo sguardo è già rivolto al 2030. Leo non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro con la Seleccion: resta aperto uno spiraglio per la Copa America 2028, ma tra quattro anni l’’Albiceleste sarà inevitabilmente un’altra squadra. Si chiude anche l’era Scaloni, che potrebbe lasciare la panchina a dicembre, e soprattutto quello della generazione d’oro che ha conquistato tutto: Mondiale, due Copa America e Finalissima. Si apre un nuovo capitolo che porta con sé più dubbi che certezze. Sarà l’Argentina di Nico Paz e Lautaro Martinez, ma un altro Messi non esiste. E la nazionale dovrà essere rifondata quasi completamente, reparto per reparto. Proviamo a capire come potrebbe presentarsi ai Mondiali del 2030 e perché il futuro, oggi, spaventa.
Argentina, finisce la generazione d’oro: rebus Messi e Scaloni
Probabilmente, se l’Argentina avesse alzato la Coppa del Mondo al MetLife Stadium, nella finale persa ai supplementari contro la Spagna, Messi avrebbe annunciato subito l’addio alla nazionale. Sarebbe stata la chiusura perfetta di un cerchio, al termine di un Mondiale vissuto ancora una volta da assoluto protagonista. In una sola notte, invece, ha visto sfumare il secondo titolo mondiale consecutivo, la Scarpa d’Oro – finita a Mbappé – e forse anche il Pallone d’Oro, che sembra destinato a essere un duello tra Rodri e Lamine Yamal. Non il congedo che aveva immaginato.
Ai Mondiali del 2030 in Spagna, Portogallo e Marocco (con tre partite inaugurali in Uruguay, Argentina e Paraguay per celebrare il centenario della competizione), per sua stessa ammissione, non ci sarà. Ma i tifosi sperano almeno di salutarlo un’ultima volta con la Selección nella Copa America 2028, quando avrà ormai superato i quarant’anni. Vicino ai titoli di coda c’è anche Scaloni, l’artefice della nazionale che ha riportato l’Argentina sul tetto del mondo vincendo un Mondiale, due Copa America e la Finalissima contro l’Italia. Dopo le lacrime in conferenza stampa, l’ex calciatore di Lazio e Atalanta ha confermato che resterà fino a dicembre, poi valuterà l’addio.
Una nazionale da ricostruire: chi non ci sarà nel 2030
Dei 26 giocatori convocati ai Mondiali 2026, soltanto sei avranno meno di 30 anni nel 2030. Scaloni, infatti, ha scelto di dare continuità quasi totale al gruppo campione del mondo nel 2022 in Qatar. Le uniche assenze certe perché già annunciate saranno quelle di Messi e Otamendi, che avranno rispettivamente 42 anni. Ma la rifondazione riguarderà ogni reparto.
Tra i pali potrebbero cambiare tutti e tre i portieri: Emiliano “Dibu” Martinez avrà 37 anni, Rulli 38 e Musso 36. In difesa difficilmente faranno parte del nuovo ciclo Tagliafico (37), Montiel (33) e Senesi (33), mentre a centrocampo sono destinati a lasciare De Paul (36), Paredes (35) e Lo Celso (34).
La truppa degli over 30 nel 2030:
- Lionel Messi (42 anni)
- Nicolss Otamendi (42)
- Geronimo Rulli (38)
- Nicolas Tagliafico (37)
- Emiliano Martinez (37)
- Juan Musso (36)
- Rodrigo De Paul (36)
- Leandro Paredes (35)
- Marcos Senesi (33)
- Gonzalo Montiel (33)
- Lautaro Martinez (32)
- Lisandro Martinez (32)
- Nicolas Gonzalez (32)
- Nahuel Molina (32)
- Cristian Romero (32)
- Exequiel Palacios (31)
- Alexis Mac Allister (31)
- Facundo Medina (31)
- Julian Alvarez (30)
Chi avrà meno di 30 anni
Come detto, soltanto sei convocati del Mondiale 2026 avranno meno di 30 anni nel 2030: José Manuel López, Enzo Fernandez e Thiago Almada avranno 29 anni, Giuliano Simeone 27, Valentin Barco e Nico Paz appena 25. È da questo gruppo che dovrà ripartire la nuova Argentina. Il problema, però, non riguarda solo chi resterà, ma soprattutto chi dovrà prendere il posto dei veterani. Sostituire Messi è impossibile; sostituire un’intera generazione di campioni lo è quasi altrettanto.
Nico Paz simbolo della nuova era. Con Lautaro al comando
L’erede designato di Messi è Nico Paz, acquistato dal Como per circa 60 milioni di euro. Con Leo davanti, in questo Mondiale ha trovato pochissimo spazio – appena 10 minuti contro l’Algeria e 61 contro la Giordania – ma il futuro della Seleccion passerà inevitabilmente dai suoi piedi.
Il nuovo leader tecnico, però, sarà anche Lautaro Martinez. Per anni costretto al ballottaggio con Julian Alvarez e rimasto persino in panchina nella finale, nonostante il gol decisivo segnato all’Inghilterra in semifinale, il capitano dell’Inter diventerà il riferimento offensivo della nuova Argentina. Al suo fianco ci sarà proprio Alvarez.
Da Mastantuono a Echeverri: perché il futuro fa paura
Il talento, in Argentina, non manca mai. Il problema è capire quanti giovani saranno davvero in grado di raccogliere l’eredità della generazione più vincente della storia albiceleste. Mastantuono, classe 2007, è il prospetto più atteso: il Real Madrid ha investito 45 milioni di euro per strapparlo al River Plate, ma la prima stagione al Bernabeu non ha rispettato le aspettative. Anche Claudio “Diablito” Echeverri, altro gioiello cresciuto nel River, non è ancora riuscito a esplodere dopo il trasferimento al Manchester City e i prestiti tra Bayer Leverkusen e Girona.
Poi ci sono i giocatori chiamati al definitivo salto di qualità: Garnacho, Soulé, Facundo Buonanotte, Anselmino, Prestianni, Agustin Giay, Alan Varela e l’ex Juventus Carlos Alcaraz. Tra i portieri, invece, le speranze sono riposte in Leandro Brey (Boca Juniors), Santiago Beltrán (River Plate)e l’estremo difensore dell’Under 20 Santino Barbi (Talleres). Per quasi vent’anni l’Argentina ha avuto la certezza di poter contare su Messi. Negli ultimi otto anche su Scaloni. Dal 2030 non avrà più né l’uno né l’altro. Lautaro e Nico Paz raccoglieranno il testimone, ma il vero interrogativo riguarda il resto: la nuova Albiceleste dovrà dimostrare di essere all’altezza della sua storia recente. E, al momento, manca soprattutto personalità.
Come potrebbe essere l’Argentina del 2030
Abbiamo provato a immaginare quale potrebbe essere la rosa dell’Argentina che affronterà i prossimi Mondiali del 2030. Reparto per reparto, ecco l’organico che dovrà fare a meno di Messi.
Portieri (L’età è sempre da considerare nel 2030):
- Leandro Brey (27)
- Santiago Beltrán (25)
- Uno tra Emiliano Martinez (37) e Juan Musso (36)
Difensori:
- Cristian Romero (32 anni)
- Lisandro Martínez (32)
- Leonardo Balerdi (31)
- Facundo Medina (31)
- Aaron Anselmino (25)
- Nahuel Molina (32)
- Agustin Giay (25)
- Valentin Barco (25)
Centrocampisti:
- Enzo Fernandez (29)
- Alexis Mac Allister (31)
- Alan Varela (29)
- Ezequiel Equi Fernandez (27)
- Exequiel Palacios (31)
- Nico Paz (25)
- Facundo Buonanotte (25)
Attaccanti:
- Lautaro Martinez (32)
- Julian Alvarez (30)
- Matias Soulé (27)
- Alejandro Garnacho (25)
- Franco Mastantuono (22)
- Claudio Echeverri (24 anni)
- Giuliano Simeone (27 anni)

