Il Cesena ricomincia da Diamanti per una nuova stagione con il sogno playoff in testa

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L’inizio di una nuova era per il Cesena. Al timone ora c’è Diamanti. Obiettivo playoff per i romagnoli

Dall’Australia all’Italia. Alessandro “Alino” Diamanti torna nel Belpaese per indossare un nuovo abito. Sarà infatti lui a guidare in panchina il Cesena per la stagione 2026-2027. Una scelta coraggiosa quella del club bianconero che, come già accaduto per la breve parentesi targata Ashley Cole, affida pure in questa circostanza il timone della nave ad un trainer di fatto esordiente a livello professionistico. Una scommessa che però l’ex fantasista di Livorno, Brescia, Bologna e West Ham tra le altre è assolutamente pronto a prendere con una dose massiccia di entusiasmo.

Cesena piazza calda ed esigente

D’altronde il carattere schietto e determinato del toscano doc Diamanti è un marchio di fabbrica che ha accompagnato tutta la carriera in campo ed ora lo sosterrà di certo anche al comando della ciurma bianconera. Da Prato a Cesena. La piazza romagnola regalerà amore per la squadra dal principio alla fine del campionato cadetto. Bandiere, sciarpe, cori a squarciagola, tifo costante per i propri idoli che sul terreno di gioco dovranno gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo indipendentemente dai risultati. La classifica ovviamente sarà essenziale, ma prima di ogni cosa a non mancare d0vrà essere l’impegno per la maglia.

Sogno playoff

La bomboniera dello stadio Manuzzi ribollirà di passione ogni weekend. “Romagna mia” verrà intonata senza soluzione di continuità per accompagnare le gesta del team bianconero. Nella scorsa annata è rimasto un pizzico di amaro in bocca ai tifosi del Cesena per la vetta dei playoff non raggiunta al culmine della regular season. Una stagione particolare, caratterizzata dal cambio di panchina tra Mignani e Cole nel cuore del campionato e da un rendimento troppo spesso altalenante. Alla fine della fiera Shpendi e compagni hanno archiviato il torneo in undicesima posizione a quota 46 frutto di 12 successi, 10 pareggi, 16 sconfitte insieme a Mantova e Padova. Un limbo intermedio di graduatoria che non ha lasciato spazio a sogni o scintillanti illusioni.

I top da seguire: Caprini, Debenedetti, Druiventak, Natta

Nel frattempo la dirigenza romagnola sta sfoderando i primi colpi di mercato in entrata. Poche ore fa è stato ufficializzato l’innesto in prestito dalla Fiorentina del giovane esterno Maat Daniel Caprini. L’affare prevede la permanenza sicura del giocatore in bianconero fino al 30 giugno 2027, oltre al diritto di opzione e contropzione. Il ragazzo è nato nel 2006 a Milano ed è cresciuto nei vivai di Milan ed Entella. Più di recente si è materializzato il passaggio nel settore giovanile della Fiorentina. Complessivamente Caprini ha fatto registrare 69 presenze con la casacca della Primavera viola siglando 21 gol con 11 assist. Nell’annata 2024-2025 ha esordito pure in Serie A con la prima squadra toscana. Nella parentesi recente vissuta a Mantova Maat Daniel ha inanellato 16 gettoni in cadetteria.

Mister Diamanti potrà contare inoltre sulla veemenza del 22enne Alessandro Debenedetti, punta centrale scuola Genoa dal sicuro avvenire. Agli ordini del neo allenatore romagnolo c’è anche l’attaccante olandese, ma di origini surinamesi, Xavello Druiventak. Parliamo di un 22enne, alto 1 metro e 92, capace di agire eventualmente da esterno offensivo. La difesa cesenate parlerà australiano grazie all’arrivo in Italia di Mark Natta, classe 2002 proveniente dal Newcastle Jets (compagine dellA-League). Per lui un contratto valido fino al 30 giugno 2028.

Un Cesena tutto cuore e garra

Nella conferenza stampa di presentazione della nuova guida tecnica Alessandro Diamanti ha rilasciato dichiarazioni al miele rivolte alla piazza di Cesena. Il trainer di Prato è perfettamente consapevole della complessità che un campionato lungo e tortuoso come quello della Serie B prevede. Ciononostante la voglia di spaccare il mondo è lapalissiana. Ci saranno le big, come Verona, Pisa e Cremonese da monitorare oltre a possibili outsider in grado di inserirsi nei piani nobili di classifica. Basti pensare al Catanzaro di Aquilani che ha saputo spingersi addirittura fino alla finale playoff contro il Monza.

Le prime parole di Diamanti allenatore

“Sono felicissimo di essere qui. L’emozione – ha sottolineato – è una delle cose più belle di questo gioco. Voglio trasmettere alla squadre energia, determinazione, aggressività e garra. Tatticamente il 4-3-3, il 3-5-2 o il 4-4-2 sono numeri. Voglio dare principi forti: una squadra aggressiva, coraggiosa e pronta a lottare contro tutti. Il mio sogno è che lo stadio si identifichi nella squadra. I risultati sono importanti, ma voglio che la gente venga allo stadio felice e si riconosca in quello che vede”.

La formazione e il modulo di gioco

Proviamo comunque ad ipotizzare una formazione tipo per il Cesena 2026-2027. A livello strategico pensiamo ad un 4-3-3 come sistema di partenza. Davanti al portiere Siano disponiamo il poker arretrato composto da Magni, Ciofi, Zaro e Frabotta. In mediana spazio a Castagnetti, Francesconi e Bisoli. Tridente d’attacco formato dalla novità Caprini, bomber Shpendi e Signorelli. Il mercato estivo farà il suo corso e, come prevedibile, tale ipotesi verrà quasi certamente stravolta dalle trattative in entrata e in uscita che si svilupperanno sotto l’ombrellone.

FAQ

Perché il Cesena ha scelto Alessandro Diamanti?

Il club punta su entusiasmo, personalità e il carisma del toscano per riaccendere la passione della piazza e costruire un progetto giovane e combattivo.

Chi sono i volti nuovi già ufficializzati dal Cesena?

È arrivato in prestito dalla Fiorentina il giovane esterno Maat Daniel Caprini, mentre Mark Natta è stato tesserato per la difesa fino al 2028.

Quali giovani potrebbero emergere nella prossima stagione?

Caprini, il 22enne Alessandro Debenedetti e Xavello Druiventak sono nomi da seguire: hanno esperienza nelle giovanili e potenziale per crescere in cadetteria.

Che tipo di rapporto si aspetta Diamanti con i tifosi?

Vuole un’identificazione forte: desidera che la gente vada allo stadio felice, si riconosca nella squadra e sostenga i giocatori con passione.

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