La Spagna sfida l’Argentina di Messi nella finale del Mondiale: perché il terreno del MetLife Stadium di New York rischia di diventare un ostacolo per la Roja
È iniziato il conto alla rovescia verso la finale del Mondiale che mette di fronte Spagna e Argentina. I campioni d’Europa contro i campioni del mondo in carica, il talento del 19enne Lamine Yamal che sfida la classe dell’eterno Leo Messi, di 20 anni “più vecchio”. Ma c’è un fattore che potrebbe fare la differenza e rischia di penalizzare la Roja: il MetLife Stadium, teatro dell’ultimo atto della Coppa del Mondo, che, domenica 19 luglio (ore 21:00), ospiterà anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Spagna-Argentina, fattore MetLife Stadium: Roja preoccupata
La facilità con cui la Spagna ha eliminato la stra-favorita Francia è stata disarmante. E conferma – laddove ce ne fosse ancora bisogno – l’eccellente lavoro svolto fin qui dal ct Luis De La Fuente. La Roja arriva a giocarsi il Mondiale forte di un’imbattibilità che dura da 37 partite, eguagliando così il record stabilito dall’Italia di Roberto Mancini tra il 2018 e il 2021.
Di sicuro, Rodri e compagni avranno preparato un piano speciale per contenere Messi, decisivo anche nella semifinale vinta in rimonta contro l’Inghilterra grazie ai due assist per Enzo Fernandez e Lautaro Martinez. Ma, oltre all’Argentina, la nazionale spagnola dovrà prestare particolare attenzione anche al MetLife Stadium, impianto avveniristico inaugurato nel 2010 e costruito per sostituire il vecchio Giants Stadium. Come sottolinea il quotidiano As, la casa dei New York Giants e dei New York Jets potrebbe trasformarsi in una vera insidia per la squadra di De La Fuente.
L’allarme di Rabiot e Vinicius sul terreno del MetLife
Rabiot è stato particolarmente duro nei confronti del terreno del “New York New Jersey Stadium”. Dopo il successo della Francia contro il Senegal, il centrocampista del Milan non ha usato mezze misure: “Non so se si possa neppure definire campo, un terreno di gioco così. Sembrava più un sintetico, duro e rigido”.
Il francese non sarà chiamato a testarlo nuovamente domenica 19 luglio, visto che la Francia ha fallito l’accesso alla finale, ma le sue parole si aggiungono a quelle pronunciate da Vinicius dopo l’1-1 del Brasile contro il Marocco. “Fa molto caldo e, anche se viene irrigata, l’erba finisce per asciugarsi molto velocemente e il manto erboso diventa durissimo. La partita è diventata lenta e non siamo riusciti a trovare il nostro ritmo”, aveva spiegato l’attaccante della nazionale di Ancelotti.
Perché per la Spagna può essere una trappola
L’erba naturale del MetLife potrebbe rappresentare uno svantaggio soprattutto per la Spagna, una squadra costruita sul possesso palla, sul ritmo elevato e sulla capacità di muovere rapidamente il pallone nello stretto. Un campo più duro e meno scorrevole potrebbe infatti limitare la qualità del palleggio della Roja e rendere meno efficace il suo gioco fatto di tecnica e velocità.
Al contrario, l’Argentina di Scaloni è una squadra più pragmatica, abituata a soffrire, battagliare e resistere nei momenti difficili, come dimostrano le rimonte contro Egitto e Inghilterra. Un terreno non perfetto potrebbe quindi incidere meno sul rendimento della Seleccion. A preoccupare ulteriormente la Spagna ci sono anche le condizioni climatiche: sono previsti circa 30 gradi e un tasso di umidità molto elevato. Uno scenario simile a quello descritto da Vinicius e che potrebbe trasformare il MetLife in un fattore decisivo nella sfida per il titolo mondiale.

