Tra la stanchezza dopo dieci anni al City, i consigli di Begiristain e il dolore per la separazione da Cristina Serra, la confessione dell’allenatore catalano
Pep Guardiola si è preso una pausa. Dopo dieci anni sulla panchina del Manchester City, il tecnico catalano ha scelto di fermarsi e, almeno per il momento, di non ascoltare le sirene di una nuova avventura. Tra queste c’era anche quella della Nazionale italiana, che nei mesi scorsi aveva provato a convincerlo a raccogliere una nuova sfida. Il suo rifiuto, però, non sarebbe stato legato a una mancanza di interesse per il progetto, quanto alla necessità di ritrovare sé stesso dopo anni vissuti a tutta velocità. È lo stesso Guardiola a raccontare i motivi della sua decisione nel documentario Amazon “A Beautiful Obsession”.
Il no all’Italia
Il futuro di Guardiola resta un grande punto interrogativo, e non lo nasconde: “Non so nemmeno io cosa farò”, ammette nel documentario. Il tecnico speiga di sentirsi ancora lontano dall’idea di tornare ad allenare: “Sarà difficile tornare, questa è la mia sensazione oggi. Ho bisogno di rinfrescare molte cose che sono successe nella mia vita personale”. Proprio questa stanchezza, accumulata in un decennio vissuto sempre al massimo è la ragione principale dietro il no rivolto alla Federazione italiana, che avrebbe voluto affidargli la panchina della Nazionale. Il tecnico avverte il bisogno di fermarsi e di ritrovare un equilibrio lontano dal campo: “Ho bisogno di ritrovarmi un po’ in cose diverse. Ho bisogno di sedermi e staccare per un po’. Questo è uno dei miei obiettivi principali”.
Il consiglio di Begiristain
A rafforzare questa scelta ha contribuito anche Txiki Begiristain, storico dirigente e amico di lunga data di Guardiola, con cui ha condiviso nove anni al City prima di lasciare il club nell’estate 2025. È lui a provare a fargli capire che esiste una vita anche fuori dal calcio, portando come esempio proprio se stesso: dopo la sconfitta per 3-0 contro il Real Madrid nella scorsa primavera, racconta di essere riuscito a uscire con gli amici quella sera stessa, lasciandosi la partita alle spalle senza portarsela dietro. Una leggerezza che a Guardiola, invece, non riesce ancora: “Se incontra solo persone di calcio, e il calcio è tutto ciò che conosce, finirà sulla stessa giostra su cui è stato finora”, avverte Begiristain, convinto che il suo amico abbia davvero bisogno di uscirne, non solo a parole, prima di poter pensare a un eventuale ritorno in panchina. Lo stesso Guardiola, del resto, ammette che la tentazione resta forte: “È la gioia e il piacere di vedere la mia squadra giocare bene. Questo è il motto e l’obiettivo quando mi sveglio ogni giorno”. Ed è consapevole di quanto sia difficile resistere a quella sensazione: “È così coinvolgente. Gli allenatori più anziani si ritirano, poi vogliono tornare e tornano ancora. Non riescono a vivere senza”.
Il divorzio da Cristina Serra
Dietro la stanchezza raccontata da Guardiola c’è anche una vicenda molto più personale, quella della separazione da Cristina Serra, arrivata alla fine del 2024 dopo dieci anni di matrimonio. Un passaggio che il tecnico ha scelto di condividere persino con i propri giocatori, trasformando il dolore in un discorso sulla passione, l’elemento che considera indispensabile tanto nella vita quanto nel calcio. Dopo la sconfitta contro la Juventus, si presenta nello spogliatoio e si apre con la squadra: “Voglio confessarvi una cosa. Sono divorziato dalla donna più bella del vostro pianeta. È mia moglie, la mia ex moglie. La amo incredibilmente. Ma abbiamo perso la passione”.
Poi, trasforma la confessione in un messaggio rivolto ai suoi giocatori: “Nella vostra vita, qualunque cosa facciate, fatela con passione. Non voglio buoni giocatori, voglio giocatori con passione”. Il momento più duro arriva però dopo un’altra pesante sconfitta, quella contro il Bayer Leverkusen, quando Guardiola ricorda alla squadra tutto ciò che ha sacrificato per loro: “Lascio la mia vita, il mio divorzio, la mia famiglia è lontana e tutto per voi. E cosa mi restituite? La brutta prestazione che avete appena fatto”. Parole dure, che nel documentario trovano però una spiegazione diversa grazie a Manuel Estiarte, storico collaboratore del tecnico, che racconta di aver sentito il bisogno di far capire alla squadra chi avessero davanti: “State vedendo un essere umano. Sta divorziando”.
Il futuro resta un’incognita
Nonostante tutto, l’ultima immagine che Guardiola lascia di sé al Manchester City non è quella della stanchezza, ma della gratitudine. Prima di lasciare il club, aveva mostrato ai propri giocatori un montaggio dei momenti più belli vissuti insieme in dieci anni, accompagnato dalle note di “You Win Again” dei Bee Gees: “Quello di cui sono più orgoglioso è la storia che abbiamo lasciato, che abbiamo visto con i nostri occhi. Quel periodo è stato così divertente. Le persone erano così felici di vedere quella squadra giocare”.Oggi, però, per Guardiola c’è la necessità di fermarsi e ritrovare un equilibrio personale. La scelta è quella di ascoltare se stesso prima ancora del calcio, mentre sul futuro, per ora, non c’è alcuna certezza.

