Gravina contro il commissario per legge: ‘Contrario a tutela Uefa’ – Calcio

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Il futuro del calcio italiano assomiglia sempre più – dal ko con la Bosnia – sempre di più a una partita politica. Fatta di pressioni per provare a commissariare la Figc e di resistenze. In mezzo le indagini della Procura di Milano per il caso Rocchi, esploso sabato e che potrebbe diventare l’ultimo assist per chi – dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia al mondiale – invoca un’intervento esterno.


Commissariare la Figc per legge viola il principio di autonomia “sancito e tutelato” da Cio, Fifa e Uefa: è la denuncia (messa nero su bianco in un consiglio federale al quale erano collegati da remoto Simonelli, Marotta e Calcagno) di Gabriele Gravina: il presidente dimissionario della Figc ha cosi’ replicato alla proposta del senatore di FdI, Paolo Marcheschi, con il ddl di cui si è reso firmatario e che propone – tra le altre cose – anche un commissariamento per legge. Di fronte ai consiglieri federali, e poi con una nota di fine consiglio, Gravina si e’ tolto qualche sassolino: ha notato con piacere che tutti i punti per la riforma da lui indicati dopo le dimissioni sono state recepiti dalla bozza, circolata nei giorni scorsi in Senato, ma ha criticato l’unico punto “non risolutivo” e “in palese violazione” dell’autonomia che gli organismi sportivi mondiali vogliono, appunto l’articolo che indica come il commissariamento possa avvenire in mancanza di risultati sportivi. Come dire, se una parte della maggioranza preme con l’idea di commissariare perche’ non si vada avanti con le candidature fino al voto del 22 giugno, il calcio ricorda che un intervento esterno per legge comporterebbe provvedimenti seri contro l’Italia.
Alla denuncia di Gravina fanno eco le parole di Giancarlo Abete, presidente dei Dilettanti e in corsa per l’assemblea elettiva (il commissario “non e’ mai la soluzione”) e del presidente degli allenatori, Renzo Ulivieri, per il quale non e’ la via migliore alle riforme. All’idea di un commissario per legge prova a far argine pero’ soprattutto Giuseppe Conte, leader M5S: “Il sistema del calcio va riformato, ma la soluzione non è che il governo ne approfitti per mettere qualche amichetto e occupare anche questo sistema – le sue parole -. Lo sport faccia lo sport. Il mondo sportivo, in autonomia, tiri fuori una soluzione al proprio interno. La politica ne rimanga fuori”.
L’accordo bipartisan evocato da Marcheschi per portare in Consiglio dei ministri il ddl, insomma, non c’e’.
Al momento, dunque, qualsiasi valutazione sugli estremi per un commissariamento resta nella competenza del Coni di Luciano Buonfiglio. Tutto resta sospeso anche per l’evoluzione del caso arbitri. A invocare il commissario dopo le notizie su Rocchi e gli altri vertici arbitrali e’ stata ieri la Lega Nord. dopo che il ministro Abodi aveva lasciato chiaramente intendere che l’ipotesi commissariamento e’ tornata prepotentemente sul tavolo del Governo. Mercoledi’ i due potenziali candidati, Malagò e Abete, dovrebbero incontrare per la terza vota calciatori e tecnici, e l’eventuale scelta delle componenti tecniche sarebbe decisiva: il quadro di incertezza attorno alla Federcalcio potrebbe pero’ consigliare di rinviare uno schieramento netto gia’ oggi, oppure al contrario accelerarlo. Intanto, e’ stata depositata in Figc la prima candidatura: la firma Renato Miele, ex difensore della Lazio di meta’ anni ’80, ma manca la prima condizione, l’appoggio di una delle componenti.
Per domani è invece atteso il dispositivo del Collegio di Garanzia sul ricorso presentato dal presidente AIA, Antonio Zappi, squalificato in primo e secondo grado per 13 mesi per pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici. Con un rinvio alla giustizia federale per la rimodulazione della sanzione, tutto resterebbe sospeso; Se la sanzione fosse confermata, Zappi decadrebbe definitivamente e a quel punto si aprirebbe un’ulteriore valutazione da parte della Figc, un eventuale commissariamento dell’AIA. Una partita nella partita di uno scacchiere sempre più intricato.
 

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