gli screzi con Sarri, Conte, Spalletti e Lavezzi

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Il tecnico torna in azzurro dopo la parentesi da cancellare da calciatore nel 1997-98 (retrocessione in B): quanti screzi in passato con diversi miti del club partenopeo.

Gli opposti si attraggono. Certi amori funzionano così e quella tra Massimiliano Allegri e il Napoli è una liaison che nasce da posizioni profondamente divergenti. Anzi rinasce, perché per Max da Livorno l’azzurro non è una novità. C’è un passato non troppo glorioso da cancellare per l’allenatore che tra Milan e Juventus ha conquistato trofei a raffica, spesso sottraendoli proprio al Napoli. Nel 1997-98, annata disgraziata per i supporter del Ciuccio, transitò anche Allegri per quel porto di mare chiamato Napoli, ultimo in Serie A con 14 punti e ben quattro allenatori. Massimiliano era il pupillo di Galeone, già allora suo mentore, che pretese il suo aquisto dal Padova: fu un flop collettivo. Di Allegri, di Galeone, di quel Napoli.

Allegri e Napoli, quanti scontri in passato

Non è solo questo, però, il passato che Allegri è chiamato a cancellare una volta vestiti i panni di tecnico azzurro. De Laurentiis gli chiede di restare ai vertici in Serie A e di riportare il club azzurro nell’elite europea. I tifosi, invece, gli chiedono soprattutto di “emendarsi” dopo un lungo trascorso da rivale, da avversario fiero e ostinato. Per non dire da “nemico”. Già, perché Max, da buona “Acciughina” velenosa, ha avuto screzi con diversi miti, passati e recenti, del Napoli. Ha lanciato frecciate a Conte. Ha litigato, sia pur a distanza, con Sarri. Ha rischiato lo scontro con Spalletti. E s’è beccato una pallonata addosso da Lavezzi.

La frecciata a Conte sulla Champions League

Storica una frecciata di Allegri a Conte, il suo predecessore al Napoli (e anni prima alla Juventus). Roba di alcuni anni fa, alla vigilia di un match di Champions contro l’Atletico Madrid finito con un’esaltante rimonta. “Io le cose difficilmente me le scordo. Ho sempre detto che da quando sono arrivato io per la Juventus la Champions è stata sempre un obiettivo perché l’anno prima la Juventus è andata fuori ai gironi”. E ancora: “Ricordo che la prima volta che sono arrivato alla Juventus e si giocava la prima partita di Champions, c’era gente bianca come questo pallone perché aveva paura a scendere in campo col Malmoe“. Con Conte (e Oriali) frizioni anche qualche anno dopo, in occasione dell’ultima Supercoppa in Arabia Saudita.

Max, risposta cult alle lamentele di Sarri

Se le punture velenose a Conte non riguardavano direttamente il Napoli, perché all’epoca il tecnico salentino era lontano dall’azzurro e dall’Italia, più affilate queste stilettate a Sarri durante la stagione 2017-18, in risposta alle lamentele del “Comandante” sul calendario che, a suo dire, avrebbe favorito la Juventus e danneggiato proprio la formazione azzurra: “Sarri? Se sei in Champions giochi prima, se sei in Coppa Italia giochi prima, se vieni eliminato da tutto è normale che giochi dopo“, la frecciata a quel Napoli fuori dalle coppe. Proprio sulla contrapposizione Sarri-Allegri, poi, sono nate molte polemiche su Max “risultatista”, fautore di un gioco spettacolare, in rapporto ai tecnici “giochisti”.

La mano negata e la rincorsa di Spalletti

Più recenti le polemiche con Spalletti. Dopo un Napoli-Juventus 5-1 nella stagione del terzo Scudetto azzurro memorabile la mesta uscita dal campo di Max, rincorso – con successo – da Spalletti per il saluto di rito con un’espressione che ancora oggi fa le fortune dei creatori di meme: la “rivincita” di Luciano dopo tante sconfitte patite contro il tecnico livornese. Ruggini pure in occasione del match di ritorno a Torino, vinto dal Napoli allo scadere con gol di Raspadori. “Ce l’avete fatta a vincerne uno finalmente”, lo sfottò di Allegri all’entourage di Spalletti. Più velenosi gli affondi dello storico vice Landucci: “Ti mangio il cuore”, la surreale minaccia a un membro dello staff azzurro.

La pallonata di Lavezzi ad Allegri in Cagliari-Napoli

Non c’è tifoso azzurro, però, che non ricordi la madre di tutte le “liti” con Allegri: quella col “Pocho” Lavezzi durante un Cagliari-Napoli del campionato 2009-10. Erano gli ultimissimi minuti col Napoli di Mazzarri sotto 3-2, dopo essere stato avanti di due gol. La palla era uscita fuori e Allegri la calciò via in modo da perdere qualche secondo prezioso. L’argentino vide un altro pallone nei paraggi e lo calciò con forza contro il tecnico rossoblu. Risultato? Lavezzi espulso. Ma dal sottopassaggio dello stadio cagliaritano Ezequiel avrebbe fatto in tempo a vedere il gol del pareggio di Bogliacino all’ultimo secondo.

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