Garcia “l’italiano”: “Il Belgio aspetta Lukaku. De Bruyne è il mio genio”

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Il ct dei Diavoli Rossi: “Romelu non sarà titolare subito, ma è top. Un torneo senza gli azzurri non è la stessa cosa”

Roberto Maida

Giornalista

L’italiano è ancora scintillante, l’ambizione pure. Rudi Garcia prepara il suo primo Mondiale con la speranza di raggiungere i risultati che a tanti predecessori sono sfuggiti, nonostante la qualità della generazione d’oro del Belgio che ha illuso spesso la nazione. 

Dove potete arrivare, Garcia? 

“Intanto vogliamo passare il primo turno: sarebbe già un miglioramento rispetto al 2022. Poi vedremo, dipenderà anche dagli avversari che incontreremo. Come spirito, puntiamo ovviamente a restare in corsa fino a New York”. 

Per una volta non siete considerati tra i favoriti. 

“Ci sono in ballo Francia, Spagna, Argentina, forse anche Inghilterra e Brasile. Noi non siamo più la nazionale che ha guidato il ranking Fifa per sei anni. Siamo outsider e va bene così. Sono situazioni alle quali da allenatore sono abituato”. 

Per lei è la prima esperienza da ct. Cosa sta imparando? 

“Che può essere frustrante lavorare con i giocatori per pochi giorni e poi salutarli. Ho appena il tempo di dare due indicazioni e comunicare la formazione. Ma ci sono dei lati positivi: posso trascorrere con loro del tempo di qualità quando vado a trovarli nei rispettivi club e ho più spazio anche per me”. 

Quanto peseranno in questo Mondiale gli spostamenti, i fusi orari, i cambi di temperatura? 

“Tanto. Ma è così e dobbiamo adattarci. Devo anche dire che noi siamo fortunati perché ci alleneremo a Seattle, dove il caldo non dovrebbe essere asfissiante. Sarà importante vincere il girone, perché resteremmo lì fino agli ottavi. Se ci qualificassimo, chiaro”. 

Lukaku è tornato segnando un gol nell’amichevole vinta in Croazia martedì. Cosa dobbiamo aspettarci da lui? 

“Sono sincero, pensavo di trovarlo peggio dopo la lunga inattività. Al Napoli non ha avuto spazio, spero che in futuro possa giocare con continuità. Ma sono contento che sia guarito, perché un altro come lui nel Belgio non c’è. Andrà dosato, comunque. Capisco che tutti ora lo vogliano vedere titolare già al debutto contro l’Egitto. Ma non sarà così. Andiamo per gradi”. 

A proposito di Napoli, ambiente che lei ha conosciuto da allenatore seppur per pochi mesi. Anche De Bruyne si è lamentato di Conte. 

“A Napoli si sta benissimo, i tifosi e la città sono meravigliosi. I problemi non sono quelli… Ma non voglio riaccendere il juke box della polemica rispetto alla mia vecchia esperienza. Per me conta solo che De Bruyne, un genio del calcio, sia felice di giocare con il Belgio”.

Saelemaekers è meno contento, visto che il Milan ha fallito l’obiettivo Champions. 

“Anche De Winter… Ma so per certo che quando arriva il Mondiale certi ricordi sbiadiscono e si pensa solo alla nazionale. Alexis per me è un giocatore molto prezioso, perché sulla fascia destra può giocare dappertutto: come Florenzi nella mia Roma. In Francia diremmo che è un coltello svizzero. Punto anche su De Ketelaere, che quest’anno ha segnato meno ma è stato più continuo nel rendimento”. 

Openda invece è rimasto a casa. 

“È stato doloroso escluderlo. Ma non potevo convocare due attaccanti che non giocavano nel club: ho scelto Lukaku. Per forza”. 

Il miglior portiere della Serie A, Mile Svilar, non può giocare nella nazionale belga. Riuscirete a sbloccare la sua situazione? 

“No. La vicenda è chiusa. Non si può fare niente perché ha debuttato con la Serbia. Gli ho anche parlato. Comunque non ho problemi in porta: dietro a Courtois, che è ancora il migliore del mondo, sta crescendo un gruppo di giovani che mi danno grandi garanzie”. 

Grazie a Svilar la Roma è tornata in Champions League. Ai tempi di Garcia era un traguardo normale. 

“Credo sia stato giusto festeggiare, comunque. Mancava da tanto quella sensazione. Il posto giusto della Roma deve essere sempre la Champions”. 

Se è per questo, il posto giusto dell’Italia dovrebbe essere il Mondiale. E invece… 

“Da italiano quasi acquisito sono molto dispiaciuto. Non è la stessa cosa giocare un torneo così importante senza di voi. Spero che questa delusione serva per rimettere a posto le cose”. 

“Non sono la persona che deve dare consigli. Ma pensando al lavoro che hanno fatto in Francia credo sia opportuno ripartire dalla base, addestrare i talenti in età verde”. 

A settembre Garcia potrebbe sfidare l’Italia con il Belgio in Nations League. 

“Vedremo, sarebbe bello. Ma il mio contratto è in scadenza: comunque avrò delle scelte da fare. Per il momento mi concentro sul Mondiale, un’emozione unica”.



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