dalle tensioni con Gasperini all’ultima missione, i dubbi di Zoff

ALL calcio
4 Min Read

Sir Claudio è sceso in campo per l’amore dell’Italia e per cercare di far rialzare gli azzurri: il nuovo ruolo dopo l’addio burrascoso alla Roma

La pensione può aspettare. Claudio Ranieri, che negli ultimi mesi aveva ricoperto il ruolo di senior advisor della Roma, ha deciso di accettare la proposta della Figc e ripartire dalla Nazionale come direttore tecnico. “Se vieni chiamato dall’Italia devi dire di sì”, ha spiegato, scegliendo ancora una volta di mettersi al servizio degli azzurri, dopo le ore burrascose che hanno portato alle dimissioni di Maldini e Leonardo.

Dalle tensioni con Gasperini all’addio alla Roma

L’esperienza di Sir Claudio nella dirigenza giallorossa si è conclusa tra non poche tensioni. L’arrivo di Gian Piero Gasperini e il nuovo corso della Roma hanno portato a visioni differenti sul progetto tecnico, fino alla separazione tra il club e lo stesso Ranieri, che ha così chiuso la sua parentesi da senior advisor. Sembrava il momento giusto per lasciare definitivamente il calcio. Dopo una carriera vissuta tra panchine e incarichi dirigenziali, l’idea dell’addio sembrava ormai concreta.

Poi è arrivata la chiamata della Nazionale, alla quale non ha saputo dire di noi. E allora i nipoti dovranno ancora aspettare per giocare tutti i giorni con il nonno, anche se il lavoro con gli azzurri gli permetterà di avere una quotidianità diversa anche se le responsabilità saranno tante. L’Italia non può più crollare e deve risalire dal baratro dopo tre Mondiali saltati. E le capacità di gestione di Ranieri potranno dare una mano.

Il sì all’Italia e il ruolo da dt

“Se vieni chiamato dalla Nazionale devi dire di sì”. È con questo spirito che Ranieri ha accettato il ruolo di direttore tecnico dell’Italia, una figura destinata ad affiancare il nuovo corso azzurro con la sua esperienza e la sua conoscenza del calcio. Per lui sarà un lavoro molto diverso rispetto alla vita da allenatore o all’ultima esperienza da senior advisor alla Roma. Affiancherà il ct Mancini nella costruzione dell’organico e fisserà gli orizzonti strategici a breve e lungo termine. Una responsabilità importante, anche se non tutti vedono l’importanza di questo ruolo. E uno di questi è la leggenda Dino Zoff…

I dubbi di Zoff sul dt e il pensiero su Mancini

A cosa serve il direttore tecnico nella Nazionale? In molti si sono fatti questa domanda. Un tema sul quale Dino Zoff, intervistato da la Repubblica, ha espresso tutte le sue perplessità: “Vorrei sapere bene cosa faccia e a cosa serva il direttore tecnico in Nazionale, il ruolo a oggi è tutt’altro che chiaro”. Nulla contro Ranieri, visto che ne ha parlato bene: “Persona straordinaria, che aggiunge sempre qualcosa in più ovunque vada”, ma l’ex portiere ha puntato il dito contro l’organigramma e la ripartizione dei ruoli: Quando la allenavo io, avevo uno come Gigi Riva a fare da dirigente e team manager. Ruolo definito ed efficace”. Poi ha parlato anche della scelta di Mancini come ct: “Può rimetterci in carreggiata anche perché fare peggio di chi l’ha preceduto è molto difficile…”.

TAGGED:
Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *