Si compone lo staff azzurro dopo il ritorno di Mancini e la nomina di Ranieri: Zola completerà il mosaico, rientra Oriali, resiste Bonucci, la novità è Massimo Maccarone
Prende vita la nuova squadra azzurra dopo le nomine di Roberto Mancini e Claudio Ranieri. Un’altra figura di spicco pronta a entrare in rosa, probabilmente Gianfranco Zola. E poi ancora: il ritorno di Lele Oriali, la conferma di Leonardo Bonucci e la novità Massimo Maccarone.
In arrivo Zola con Mancini e Ranieri
Dopo la brutta figura e il caso-Fonbet che ha portato all’esclusione di Pirlo e al doppio addio di Maldini e Leonardo, è arrivato il momento delle nomine. La nuova Nazionale targata Giovanni Malagò riparte da Roberto Mancini in panchina e da Claudio Ranieri nelle vesti di presidente del Club Italia e direttore tecnico. Si torna al passato, almeno in parte. Ha prevalso la linea Malagò, che nel ritorno di Mancini aveva sempre creduto.
Il mosaico azzurro prende vita. Inseriti i primi due tasselli, quelli principali, il presidente federale ha anticipato che ci sarà posto per un’altra figura in squadra. Un terzo dirigente, quasi certamente Gianfranco Zola, attuale vice-presidente della Lega Pro: affiancherà Maurizio Viscidi anche, ma non solo solo, in qualità di supervisore delle Nazionali giovanili.
Orali, Bonucci e la novità Maccarone
Al fianco di Roberto Mancini, come ai tempi dell’Inter e del trionfo azzurro agli Europei del 2020 (disputati e vinti nell’estate del 2021 a causa del rinvio per Covid), ci sarà Gabriele Oriali con il ruolo di team manager. Nello staff del Mancio anche Leonardo Bonucci, già parte della comitiva azzurra con Spalletti prima e Gattuso poi, resistito al flop Mondiale dopo il tracollo in Bosnia.
Le novità non mancano. Nella gestione degli allenamenti Mancini si farà aiutare e consigliare dal fido Massimo Maccarone, con lui in Arabia Saudita nell’Al Sadd. Un altro che all’Inghilterra, come Mancini, Oriali e Zola, ha lasciato brutti ricordi: il 20 maggio del 2002, al St. Jacob Park di Basilea, una sua doppietta stese i Leoni inglesi durante la fase finale degli Europei Under 21.
Lo staff azzurro verrà completato da un collaboratore interno, Antonio Gagliardi, vice commissario tecnico della Nazionale iraniana fino a poco tempo fa, e un preparatore dei portieri, Marco Roccati, ex estremo difensore, tra le altre, di Bologna, Napoli e Fiorentina. Non ci sarà posto, invece, per il “blocco Sampdoria”, con Mancini e il compianto Vialli in azzurro fino al 2023, ovvero Attilio Lombardo, reduce dalla salvezza ottenuta in B con i blucerchiati, Alberigo Evani, che la Samp l’ha salvata due stagioni fa, e Giulio Nuciari.
Mancini e quel flop Mondiale da cancellare
Mancini è tornato, dunque. Il divorzio a sorpresa comunicato via Pec direttamente da Mykonos, nell’agosto di tre anni fa, è stato messo da parte con tanto di scuse del commissario tecnico, al quale sarà legato per sempre il trionfo a Wembley di cinque anni fa, ma anche una delle tre mancate partecipazioni alla fase finale di un Mondiale, perduto in modo assurdo contro la Svizzera, nello scontro diretto segnato dall’errore di Jorginho dal dischetto, e peggio ancora nello spareggio con la Macedonia del Nord.
Un addio forzato, che anticipò il “sì” alla super-offerta proveniente dall’Arabia Saudita – 25 milioni di euro l’anno – di cui divenne commissario tecnico fino all’esonero nell’ottobre del 2024. Rimessi a posto i cocci di quell’abbandono, Mancini è pronto a ricominciare. Con lui Ranieri dirigente, Zola supervisore, Oriali fido scudiero e una squadra di professionisti al suo fianco.

