dal turnover al tabù europeo, Sarri chiamato a superare i suoi limiti

ALL calcio
6 Min Read

I lancieri sono la sola squadra che può competere tecnicamente con la Dea: i dubbi sul cammino in coppa derivano dal curriculum dell’allenatore 

L’Ajax è l’unica squadra che rappresenta una vera insidia per l’Atalanta nella prima fase della Conference League: sulla carta la Dea è superiore a tutti gli altri avversari di coppa. Il vero interrogativo riguarda Maurizio Sarri: dal turnover al tabù europeo con le italiane, il tecnico sarà chiamato a superare i suoi storici limiti.

Conference, Ajax unico pericolo per l’Atalanta

Il sorteggio di Conference League è stato tutto sommato positivo per l’Atalanta, che nel suo cammino affronterà Pafos, Mjallby e Kairat in casa, Ajax, Borac Banja Luka e Riga in trasferta. La sfida di Amsterdam, sulla carta, dovrebbe essere l’unica realmente impegnativa per la Dea, nonostante i lancieri non stiano vivendo il periodo migliore della loro storia: l’ultima Eredivisie vinta risale al 2022, mentre nella passata stagione l’Ajax ha chiuso addirittura al 5° posto, dietro non solo alle rivali storiche Psv e Feyenoord ma anche a club meno blasonati come NEC e Twente. Inoltre, i lancieri hanno appena perso il loro talento più interessante, quel Mika Godts passato al Psg per 45 milioni di euro.

Atalanta, organico da doppio impegno

Più che gli avversari, le chance dell’Atalanta di superare la league phase e magari piazzarsi tra le prime 8, qualificandosi direttamente agli ottavi di finale, dipenderanno soprattutto dalla capacità della Dea di esprimere il suo potenziale: nonostante le cessioni-capolavoro di Marco Palestra e Hones Ahanor, che hanno portato nelle casse del club 110 milioni di euro, la dirigenza nerazzurra è riuscita ad allestire una squadra competitiva sia per il campionato – dove l’obiettivo resta entrare nelle coppe, magari in Champions – che per la Conference. Una squadra competitiva e, soprattutto, dall’organico profondo. La responsabilità di superare il primo turno di Conference ricadrà dunque su Maurizio Sarri, tecnico che però non ha mai avuto un rapporto felice con le competizioni europee.

Sarri e il tabù delle coppe europee

È vero, insieme a Carlo Ancelotti, Gian Piero Gasperini ed Enzo Maresca Sarri è uno dei quattro tecnici italiani in attività ad aver vinto una coppa europea: avvenne però nell’unica stagione vissuta all’estero dall’allenatore toscano, al Chelsea, che nella stagione 2018/19 dominò l’Europa League. Quando ha allenato in serie A, invece, Sarri ha sempre incontrato enormi difficoltà nelle coppe: su 10 partecipazioni non è mai andato oltre gli ottavi, raggiunti in Champions col Napoli 2016/17, la Juventus 2019/20 (eliminata poi dal Lione) e la Lazio 2023/24 e in Conference con i biancocelesti nel 2022/23.

Sarri e il flop col Napoli

Per due volte, inoltre, Sarri si è fermato alla fase a gironi: la prima avvenne col Napoli 2017/18, quello capace di stabilire il record di punti del club in serie A (91) e sfiorare lo scudetto. Una squadra che giocava un calcio di livello europeo, entrata nella storia del calcio italiano per il suo gioco spettacolare, ma che in Champions mise insieme 2 pareggi e 4 sconfitte in un gruppo che, oltre al Manchester City di Pep Guardiola, contava due avversari di certo non irresistibili come Shakthar e Feyenoord.

Sarri e il problema turnover

Il tratto in comune tra quel Napoli e le altre squadre di Sarri fallimentari in Europa era la difficoltà dell’allenatore del gestire il turnover. In carriera Sarri ha spesso spremuto i suoi titolari o, all’opposto, presentato squadre rivoluzionate in Europa al fine di preservare i giocatori più forti per il campionato. Strategie che si sono rivelate perdenti e che sono costate al tecnico l’etichetta di allenatore poco incline a fare risultato nelle coppe. L’Atalanta in Conference, da questo punto di vista, rappresenta un’occasione preziosa per il tecnico toscano: il livello della competizione e la rosa profonda della Dea potrebbero aiutarlo a gestire al meglio il doppio impegno e a superare per una volta il tabù degli ottavi.

TAGGED:
Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *