Sui social torna a circolare la campagna #FurlaniOut, accompagnata da una raccolta firme su Change. Ma il dirigente ha i numeri del bilancio dalla sua parte
Col Milan in crisi Giorgio Furlani torna nel mirino dei tifosi, che hanno rilanciato l’hashtag #FurlaniOut sui social e avviato anche una petizione online per chiedere le sue dimissioni. Ma l’a.d. per ora resta saldo al suo posto anche grazie al nuovo record di plusvalenze realizzato dalla società.
Milan, torna la contestazione a Furlani
Più o meno un anno fa i tifosi del Milan si ritrovavano fuori da Casa Milan per dare seguito a una delle contestazioni più forti degli ultimi anni. Non sembra passato poi molto tempo da allora, nonostante il campionato dei rossoneri sia stato decisamente migliore dello scorso. La crisi di risultati attraversata dalla squadra di Massimiliano Allegri ha infatti riavviato la protesta nei confronti della società e, in particolare, verso Giorgio Furlani: sui social è rispuntato l’hashtag #FurlaniOut, con l’a.d. accusato soprattutto di essere il regista di un calciomercato deludente, che oltre a Luka Modric e Adrien Rabiot non ha portato giocatori di valore al Milan.
La petizione online contro Furlani
La protesta dei tifosi del Milan corre sui social e non si limita al diffondersi di un hashtag già ripetutamente utilizzato negli ultimi anni. Su Change, la piattaforma dalla quale possono essere lanciate petizioni di ogni tipo, è stata infatti avviata una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Furlani. Nella presentazione della petizione l’a.d. viene descritto come “uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo e identitario del club”.
Furlani, si legge ancora, viene accusato di un’impostazione “rigidamente orientata a logiche finanziarie, con una sistematica subordinazione dell’area sportiva alle esigenze di bilancio. Questo approccio, lungi dal garantire equilibrio, ha prodotto un progressivo impoverimento della visione competitiva, trasformando una società storicamente ambiziosa in una realtà percepita come priva di direzione sportiva chiara”.
Le accuse a Furlani
E ancora, Furlani sarebbe colpevole di incarnare “tecnocrazia gestionale, debolezza nella leadership sportiva e carenza di visione”, di conseguenza la sua gestione è vista come incompatibile con la volontà di rilancio sportivo del Milan. Lanciata ieri, la petizione ha raccolto oltre 1.600 firme, ma solo stamane è iniziata la sua promozione massiccia sui social: la sensazione è che il fronte degli scontenti è destinato ad allargarsi.
Il record di plusvalenze dell’a.d.
Resterà poi da vedere se Gerry Cardinale, proprietario del Milan, darà ascolto ai tifosi. Sul piano dei risultati di bilancio, infatti, Furlani può essere più che soddisfatto del suo lavoro: nella stagione 2025/26, infatti, il club rossonero registrerà il suo record storico di plusvalenze. Grazie alla cessione a titolo definitivo di Lorenzo Colombo al Genoa per 10 milioni di euro, il Milan ha infatti superato i 100 milioni di euro di ricavi dal player trading, un traguardo mai neanche sfiorato nella storia della società rossonera: secondo quanto calcolato da Calcio e Finanza, il precedente più positivo era quello dell’annata 2001/02, quando le plusvalenze generarono 78 milioni di euro di ricavi.
E l’aspetto più straordinario è che nei 101,8 milioni di ricavi dal mercato del 2025/26 (questa la cifra esatta) non rientra l’affare Reijnders, messo a bilancio nell’annata precedente. Se il Milan dovesse centrare il 4° posto, di fatto, Furlani sarebbe inattaccabile: record di plusvalenze e qualificazione Champions varrebbero all’a.d. la promozione a pieni voti da parte di Cardinale. Per la delusione dei tifosi che sognano un Milan davvero in grado di tornare a vincere.

