Da Platini sì al Mondiale a 48,e all’Italia ‘riparti da zero come la Francia’ – Calcio

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Sempre ironico e innamorato del calcio e della Juve, Michel Platini, ‘Le Roi’, ospite a Fiano, nel Torinese, per la ventunesima edizione della ‘Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup’, un evento sportivo nato per fornire supporto alla ricerca sulla Sla, con tanti campioni impegnati per una giusta causa.

Prima della sfida sul green, Platini ha parlato a ruota libera di Mondiali, Juventus, futuro del calcio italiano. Unico argomento tabù, la denuncia presentata contro il presidente della Fifa, Gianni Infantino, per calunnia e traffico di influenze: “Su quello non ho niente da dire”.

Sull’organizzazione del Mondiale, invece, e sul suo appeal, Platini non si è tirato indietro: “Avevo anche io in mente di valutare il numero delle squadre che partecipano alla coppa del mondo. Una competizione con 17 squadre europee e solo quattro africane andava bene una volta. Oggi, ad esempio, ci sono tante squadre a livello di quelle europee. Politicamente qualcosa andava fatto perché ormai il calcio è sviluppato ovunque”.

La Fifa ha deciso di aumentare le squadre partecipanti e, in fondo, è una decisione che non è spiaciuta a Platini: “Non ho avuto modo di riflettere se la ricetta giusta è aumentare a 40 o 48 oppure ridurre il numero delle europee che partecipano. Di certo è stato corretto dare una possibilità a realtà nuove. È un po’ complicato ma trovo normale aprirsi al mondo”. Nel mondiale americano, in cui, secondo ‘Le Roi’, “la Francia è la favorita”, spicca l’assenza dell’Italia.

Interpellato sulla ripartenza della Juventus dopo una stagione zoppicante, Platini ha colto la palla al balzo per dire che è “l’Italia intera che deve ripartire da zero, più che la Juve”. Secondo la stella francese, infatti, “non è possibile che per tre volte la nazionale non partecipi al campionato del mondo. Il calcio italiano deve fare quello che abbiamo fatto in Francia quando non andavamo mai ai Mondiali. Serve ricostruire un centro di educazione e formazione per tutto il sistema. E’ una decisione politica, non calcistica. In Francia si sono fatti gli stati generali del calcio e abbiamo iniziato a far crescere i talenti. Da qualcosa di simile può rinascere il calcio italiano”.

Sul proprio futuro, Platini è certo che tornerà nel mondo del pallone. “Ho dei progetti sul calcio, è vero, ma solo come consigliere. Non ho intenzione di entrare in una società o in una organizzazione. L’ho fatto in passato e va bene così”. Niente ritorno alla Juve, quindi: “Quando penso alla Juventus penso ai tifosi, ai bellissimi anni che ho trascorso qui, all’impegno della famiglia Agnelli. Ma escludo di poter fare parte della dirigenza”.

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