Cuesta a Parma, come gioca: la salvezza e Nereo Rocco

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Arrivato come allenatore più giovane del campionato, l’ex assistente di Arteta ha conquistato la salvezza con quattro giornate d’anticipo. Ha capito cosa doveva fare e con chi doveva farlo, e ha trovato il modo giusto

Saggio, misurato, equilibrato, tenace, umile. Potreste pensare che questi aggettivi si possano applicare a un trentenne appena sbarcato in Italia per allenare, prima volta nella sua carriera, una squadra di Serie A? L’avreste mai immaginato, appena messo piede a Parma nel giugno del 2025, che Carlos Cuesta possedesse queste qualità e fosse la persona giusta per guidare il club emiliano alla salvezza, obiettivo dichiarato della società e fortemente voluto dal presidente Kyle Krause? Alzi la mano chi abbia avuto un pensiero del genere. Nessuno. L’allenatore spagnolo era assolutamente sconosciuto, non aveva avuto esperienze alla guida di una prima squadra, aveva studiato all’Atletico Madrid, al Manchester City alla corte di Pep Guardiola e, per cinque stagioni, era stato assistente di Mikel Arteta all’Arsenal. A conoscerlo bene era l’amministratore delegato del Parma Federico Cherubini, che lo aveva avuto per un anno nelle giovanili della Juventus. Sua è stata l’intuizione di portarlo in Emilia, d’accordo con il direttore sportivo Alessandro Pettinà e ovviamente con il presidente Krause: considerando i risultati ottenuti, cioè la salvezza conquistata con quattro giornate di anticipo, bisogna ammettere che ha avuto fiuto, coraggio e lungimiranza.

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