Un italiano che vince in Inghilterra, e può fare il bis in Europa. Riccardo Calafiori ha festeggiato i suoi 24 anni seguendo la partita che lo ha incoronato campione in Premier League, con l’Arsenal. “E’ stata una gioia mai provata e di sicuro il miglior compleanno possibile”, racconta il difensore azzurro, parlando della serata davanti alla tv col resto della squadra a seguire il pari tra City e Bournemouth che ha reso matematico il titolo dei Gunners.
E dire che a marzo aveva vissuto la delusione Italia del mancato Mondiale, e ora si prepara alla finale Champions del 30 maggio. “Quella mancata qualificazione fa ancora male, é stato un marzo nerissimo. E non so se riuscirò a seguire il Mondiale dei miei compagni di squadra”, dice nel giorno del media day del club londinese. Con la maglia biancorossa e sotto la guida di Arteta, il giovane calciatore romano esploso con la maglia del Bologna ha ritrovato movimenti e magie del ruolo ritagliato su misura per lui da Thiago Motta. “
Ho libertà di andare in zone di campo non proprie di un difensore, grazie ad Arteta”, ricorda Calafiori, che con la maglia azzurra non è riuscito a lasciare lo stesso segno. Merito o colpa del contesto che sia, Calafiori ora pensa alla sua chance di doppietta, sfidando il Psg di quel Luis Enrique appena incrociato a Roma, nel 2011, quando il tecnico catalano provò l’esperienza giallorossa e un bambino cominciava la scuola calcio della Roma.
“Me l’avessero detto allora, che avrei sfidato una squadra di Luis Enrique, avrei pensato a una follia…”. La coincidenza conferma d’altra parte il momento d’oro dei tecnici spagnoli, da quello dei parigini a Emery e Arteta. “Lui – dice del tecnico dell’Arsenal Calafiori – é un perfezionista mai visto, cerca sempre di migliorarsi. E questo ti migliora. Lavorare con lui puo’ essere difficile, per questo a volte lo odio a volte lo adoro”. Da parte sua, Arteta ammette che il suo successo arriva da lontano.
“Guardiola é una parte importante del mio percorso – ha spiegato il 44enne tecnico di San Sebastian – perché ho lavorato con lui e perché il suo calcio al City ha costretto tutti noi ad alzare il livello, a migliorarci giorno dopo giorno”. Arteta ha concesso due giorni di festeggiamenti ai suoi giocatori, poi la preparazione all’ultima di campionato in casa Crystal Palace. “E dopo avremo sei giorni per prepararci a scrivere la storia”, conclude. Con Calafiori dentro.
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