Arianna Caruso realizza il sogno Real Madrid e supera Giulia Dragoni, adesso il movimento femminile va sostenuto davvero

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Due azzurre al centro elle operazioni più eclatanti del calcio femminile, per cifre e rilevanza: il movimento cresce e porta i suoi risultati

Arianna Caruso e Giulia Dragoni sono espressione di un movimento maturo, edificato sull’impegno elargito dalle generazioni che hanno preceduto le due principali protagoniste del calciomercato estivo. Se Caruso sarà la prima italiana a vestire la maglia del Real Madrid, Dragoni al centro di una notizia nella notizia con un in ingaggio record al Chelsea è perché le loro qualità tecniche, e fisiche, sono state sostenute da un substrato adeguato e sostenuto dalle variabili di aiuto e supporto (anche culturali) che le hanno proiettate sul piano europeo.

Arianna Caruso al Real, gli inizi alla Totti Soccer School

Cresciuta alla Totti Soccer School di Roma, città nella quale è cresciuta (con precisione a Ostia), Arianna Caruso approda al Real Madrid dal Bayern Monaco dopo aver manifestato il suo potenziale nella Juventus Women.

Dalla principale squadra tedesca, big assoluta anche a livello europeo, al club più iconico e prestigioso del mondo. Non esistono altri precedenti analoghi – ingaggi a parametro zero esclusi – in ambito sia maschile sia femminile. Basterebbe questo per fare notizia, passaggio ufficializzato lunedì pomeriggio per l’azzurra che ha già dimostrato altrettanto carattere e cinismo agonistico con la maglia anche della Nazionale.

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Ma a ciò va aggiunto non solo che mai prima d’ora un’italiana aveva indossato la camiseta blanca, ma anche che la società di Florentino Pérez ha chiuso l’affare una cifra record per il calciomercato femminile, a dimostrazione della stima che si è guadagnata la campionessa azzurra. Le cifra in questione è pari a 600mila euro, un primato che viene affidato alla centrocampista dell’Italia.

Le cifre record per Dragoni e Caruso

La romana ha superato, ergo, Giulia Dragoni che ha dimostrato un talento e una qualità di livello tale già giovanissima quando la notò il Barcellona e decise di investire su di lei. Solo un mesetto fa, quando il Chelsea convinse il club catalano con un cifra record (per il calcio femminile) era Giulia ad aver traguardato il record in questione già obsoleto a causa del trasferimento di Caruso al Real.

La calciatrice italiana più costosa di sempre, con 600mila per il suo passaggio a Madrid sarebbe oggi proprio Caruso, che supera la collega Dragoni per circa 100mila euro. La centrocampista romana lascia la Baviera con nel curriculum due campionati, due Coppe di Germania e altrettante Supercoppe tedesche nel giro di un solo anno e mezzo.

Caruso, centrocampista classe 1999 con 72 presenze in nazionale, diventa la prima italiana di sempre a vestire la maglia merengue. E a dare lustro al movimento femminile italiano centrando un obiettivo che rende il nostro calcio femminile assimilabile a quello europeo. Quanto costruito è conseguenza della sensibilizzazione, culturale e sportiva, che è stata continua e persistente anche grazie all’operato di figure quali Carolina Morace e anche Sara Gama per citare le più note e pure Damiano Tommasi, oggi sindaco di Verona.

Un processo che non si è esaurito e che va sostenuto, ora, più che nel recente passato con un adeguato programma a partire dalle scuole e dal coinvolgimento, nelle istituzioni di base, delle bambine nell’approccio al campo. Non ha un costo zero, il passaggio in questione, eppure si inizia dal linguaggio giusto, dalla corretta educazione allo sport e all’approccio anche al calcio come metodo di socializzazione.

Due azzurre fuori dall’Italia

Due operazioni assai distanti, simili nelle valutazioni e nei capitali mossi quelle che hanno portato Caruso a Madrid e Dragoni a Londra per definire contratti e accordi tra società e le stesse calciatrici che si annunciano ancora più protagoniste sulla scena europea.

Due motivi d’orgoglio, in attesa che ai loro nomi si aggiungano quelli di altre azzurre con l’auspicio che il nostro campionato sappia diventare ancora più attraente.

Due esempi per le generazioni di bambine, e bambini, che entreranno in campo. Per imparare a giocare, a rispettarsi.

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