altro che Trump e Balogun, scoppia la polemica

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Il n.1 della Fifa, per presenziare a 44 partite ha percorso tre volte la circonferenza della terra con un jet con un devastante impatto sull’inquinamento ambientale

A Miami come a Los Angeles, a Vancouver come a Città del Messico lui c’era. Che giocasse Capo Verde o il Brasile, l’Uzbekistan o la Germania lui c’era. Gianni Infantino è stato onnipresente in questi Mondiali: il presidente della Fifa è stato inquadrato nella tribuna d’onore di quasi tutti gli stadi del Mondiale. Su104 partite il capo dell’organo di governo del calcio è riuscito a partecipare personalmente a 44 partite tra l’apertura della Coppa del Mondo l’11 giugno e la finale tra Spagna e Argentina il 19 luglio. Più di una città al giorno, nonostante la Coppa del Mondo fosse stata distribuita in 16 città in tre paesi. E per riuscirci ha creato un mezzo disastro ambientale.

Il presenzialismo di Infantino

Il 56enne presidente della Fifa voleva essere al centro della più grande Coppa del Mondo di tutti i tempi e c’è riuscito, visitando ogni città ospitante, ma a che prezzo? Oltre al presenzialismo, come si legge sul Mirror, Infantino era intento a rafforzare la rete di contatti. Dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al governatore del Fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita Yasir Al-Rumayyan, dagli innumerevoli leader mondiali ai presidenti delle federazioni affiliate alla FIFA, seduti nei posti più prestigiosi. I suoi sforzi hanno contribuito a consolidare il suo controllo sulla FIFA, tanto che, secondo il Guardian, Infantino avrebbe ottenuto l’appoggio formale di oltre 200 membri per la sua rielezione a presidente. Inoltre Infantino ha voluto sottolineare una differenza, presentandosi come l’opposto del presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin (suo acerrimo nemico), criticato la scorsa estate per aver assistito a sole due partite degli Europei femminili.

Per il presidente della Fifa 3 volte il Giro del Mondo

Persino lo scandalo dell’interferenza di Trump con i protocolli FIFA per far annullare il cartellino rosso all’attaccante statunitense Folarin Balogun non è riuscito a intaccare la sua posizione ma c’è un particolare che getta una lunga ombra sull’intera vicenda: a portarlo in giro per l’America è stato un jet privato sponsorizzato da Qatar Airways. I dati di volo mostrano che Infantino ha percorso 106.323 km (66.066 miglia) – quasi tre volte la circonferenza terrestre – durante i Mondiali a bordo di un Gulfstream G650 privato, bruciando 1.020,3 tonnellate di CO₂e. La decisione della FIFA di ampliare il torneo a 48 squadre e di distribuirlo su tre paesi lo ha reso fin da subito il Mondiale più inquinante della storia, con emissioni previste di nove milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (MtCO₂e), quasi il doppio della media storica dei tornei precedenti tra il 2010 e il 2022.

La protesta degli attivisti

La stragrande maggioranza di queste emissioni proviene dai viaggi aerei. La FIFA si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2040, ma gli attivisti ritengono che le sue azioni parlino più forte delle sue parole. “Mentre giocatori e tifosi lottavano contro il caldo estremo, il jet privato qatariano di Infantino lo portava da un palco VIP all’altro durante il suo torneo gonfiato”, ha dichiarato Frank Huisingh, fondatore di Fossil Free Football. “Non potrebbe esserci esempio migliore della deliberata cecità della FIFA nei confronti delle minacce climatiche che incombono sul calcio e sui suoi tifosi”.

Katie Cross, amministratrice delegata dell’organizzazione benefica per la sostenibilità sportiva Pledgeball, ha affermato: “Le incredibili emissioni generate dall’uso del jet privato di Infantino, in un contesto di ondate di calore, incendi e tifosi impossibilitati ad assistere ai Mondiali a causa dei prezzi elevati, denotano un totale disprezzo per la longevità del gioco, dei giocatori e dei tifosi che lo animano”. Le scelte di viaggio di Infantino per questo torneo genereranno emissioni centinaia di volte superiori a quelle prodotte in un anno da un tifoso di calcio europeo medio.

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