Il tecnico italiano è in bilico all’Al Hilal: in Arabia Saudita crescono i dubbi tra risultati negativi in amichevole, critiche dei tifosi e costi del contratto
La luna di miele tra Simone Inzaghi e Arabia Saudita non c’è mai stata. Ed ora il tecnico italiano, alla guida dell’Al Hilal, dopo aver perso l’occasione di vincere il campionato e con una pre-season fatta di risultati stentati, rischia già grosso. Infatti, la nuova stagione del campionato saudita deve ancora cominciare, ma attorno all’ex allenatore dell’Inter sono già emersi dubbi e indiscrezioni sul suo futuro. In Arabia Saudita il suo nome è al centro del dibattito e non è escluso che la società possa prendere una decisione anche prima del debutto ufficiale della squadra.
Due correnti sul futuro di Inzaghi
La situazione per il tecnico italiano resta particolarmente delicata, con posizioni differenti all’interno dell’ambiente Al Hilal. Da una parte c’è chi ritiene che Inzaghi continuerà regolarmente il suo lavoro, dall’altra cresce la possibilità di una svolta in panchina dopo la sconfitta in amichevole per 2-0 contro il MC Alger. C’è chi crede che Inzaghi rimarrà al suo posto e rispetterà il contratto biennale da 25 milioni di euro netti complessivi. Non mancano però le voci di segno opposto. Una parte dell’ambiente dell’Al Hilal ritiene infatti che il club stia già valutando possibili alternative e possa decidere di cambiare allenatore in tempi molto rapidi.
Una prima stagione tra luci e ombre
Il rapporto tra Inzaghi e l’Al Hilal non è mai stato completamente privo di interrogativi. Già nella scorsa primavera il tecnico era finito nel mirino delle critiche dopo l’eliminazione ai rigori dalla Champions League asiatica, arrivata contro la squadra allora allenata da Roberto Mancini.
In quel momento, però, la società aveva scelto di proseguire insieme all’allenatore italiano, anche perché il campionato non era ancora compromesso e restava la possibilità di conquistare il titolo.
Alla fine l’Al Hilal ha chiuso la stagione al secondo posto, mantenendo l’imbattibilità in campionato, e ha comunque conquistato un trofeo. Un bilancio che non può essere considerato negativo, ma che non sembra aver cancellato tutti i dubbi.
Il gioco non convince i tifosi
A pesare sul futuro di Inzaghi non sarebbero soltanto i risultati. Una parte della tifoseria non sembra infatti apprezzare il calcio proposto dall’ex tecnico nerazzurro, giudicato troppo pragmatico rispetto alle aspettative riposte nell’Al Hilal. Proprio questo aspetto alimenta le critiche e rende ancora più acceso il dibattito sull’allenatore.
Un esonero dai costi pesantissimi
A complicare ulteriormente lo scenario c’è anche l’aspetto economico. Un eventuale divorzio anticipato da Inzaghi avrebbe un costo stimato di circa 27 milioni di euro per l’Al Hilal, una cifra persino superiore al suo ingaggio netto. La società dovrà quindi valutare con attenzione se procedere con una separazione oppure concedere al tecnico italiano altro tempo per consolidare il lavoro iniziato.
Il verdetto arriverà dal campo
Per ora Inzaghi continua a lavorare regolarmente e prepara la nuova stagione senza segnali ufficiali di rottura. Il suo futuro, tuttavia, resta tutt’altro che blindato. Sul mercato stanno per essere ceduti David Nunez e Cancelo (che rientrerà a Barcellona). Venerdì prossimo la prima giornata di Saudi League. Un trofeo potrebbe rafforzare definitivamente la sua posizione, così come un cambio di rendimento e un calcio più convincente potrebbero allontanare le critiche. Al contrario, un avvio negativo potrebbe riaprire immediatamente il dossier allenatore. In Arabia Saudita, dunque, il futuro di Inzaghi è ancora tutto da scrivere.
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