abbasso il pallone e il nuovo sport nazionale, ma quello dei calciatori arroganti è uno stereotipo stantio

ALL calcio
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Dagli al calcio è diventato negli anni il mantra degli atleti degli altri sport: non c’è feeling con gli assi strapagati e straseguiti ma tanto acredine da dove nasce?

Era l’8 gennnaio 2007 quando una giovanissima Vanessa Ferrari, baby fenomeno della ginnastica, fresca campionessa del mondo a neanche 17 anni, fu ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che le conferì l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dopo lo storico titolo vinto nel 2006. Con lei furono premiati moltissime altre eccellenze dello sport italiano, tra cui gli azzurri di Lippi campioni del Mondo in Germania nel 2006. Le cronache dell’epoca riportarono le parole della ginnasta prodigio, la sua emozione ma anche la sua frecciatina: “C’erano i calciatori, volevo avvicinarmi ma ci ho ripensato, non volevo dargli questa soddisfazione”.

L’attacco al pallone sgonfio

Già, il calcio questo nemico. Uno slogan antico per tantissimi atleti di altri sport che spesso, dopo le medaglie e le vittorie, non hanno mancato il riferimento stizzito a “quelli lì che guadagnano tanto ma che non si allenano come noi”. A quelli lì “che stanno sempre sui giornali mentre di noi si parla una volta ogni 4 anni”. E ora che da tantissimi sport diversi dal calcio stanno arrivando sempre più gioie, ori e titoli mentre il pallone italiano rotola sempre più giù, la tendenza s’è acuita. Dagli al calcio, spara sul pallone sgonfio, tiè, è la nostra rivincita.

Da Binaghi a Sara Curtis

Da anni il presidente della Federtennis Binaghi non fa che sputare veleno sul calcio e sui suoi dirigenti, ergendosi tronfio sui successi di Sinner e i suoi fratelli. Uscite discutibili quanto inutili ma è troppo forte il risentimento. E ora che il vento è cambiato bisogna ricordarlo ogni volta che si può. Come ha fatto Sara Curtis, oro nei 50 dorso stabilendo due volte il record del mondo, bronzo nei 50 stile libero e argento nella 4×100 stile libero agli ultimi Europei.

“Al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha – ha detto l’azzurra dopo gli Europei da protagonista assoluta– ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti fatti sulle nostre discipline. Non lo elemosino, ma un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner”. Ma a quali commenti si riferisce? La gaffe più clamorosa fu quella dell’ex presidente federale Gravina che ancora sotto choc per l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali, nella triste notte di Zenica disse: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici, facciamo rapporti su basi di equità. Gli altri sono sport di Stato, come quelli invernali: tolta Arianna Fontana, sono tutti dipendenti dello Stato”.

Apriti cielo, legittime le proteste del mondo intero, questa sì che è arroganza ma poi? Davvero i calciatori sono così insensibili, disinteressati agli altri sport, attaccati solo al pallone? No. Zoff si alzava la notte per vedere Sinner vincere il suo primo Slam agli Australian Open ed emozionarsi come un bambino ma sono tanti i calciatori fan sfegatati di altri sport.

Tutti i calciatori pazzi per gli altri sport

Griezmann è pazzo per la NBA, indossa spesso le maglie delle squadre americane e va a vedere le partite negli Stati Uniti. Anche durante le stagioni vissute a Barcellona, ha svelato tutta la sua ammirazione per la stella dei Lakers LeBron James, mimandone il gesto di lanciare il talco in aria e adora Kevin Durant, a cui ha dato il benvenuto quando si è trasferito ai Nets. Kylian Mbappé segue con molta attenzione il campionato NBA e si fa spesso fotografare con grandi campioni del basket americano. Più ancora di lui Marco Materazzi che ha molti amici tra i cestisti e venera Michael Jordan. Non è un caso se l’ex Inter ha portato sulle spalle il numero 23 per ben quattordici stagioni proprio per rendere omaggio a uno dei più grandi giocatori di pallacanestro di tutti i tempi.Poi c’è Del Piero che ha incontrato di persona Steve Nash, con cui ha instaurato un bel rapporto di amicizia, ma anche il più recente fenomeno Stephen Curry, il cui incontro è stato oggetto di una bellissima foto che ha postato sui social.

Kutuzov invece dopo aver smesso di giocare a calcio ha intrapreso una nuova avventura con l’Hockey Club Diavoli Rossoneri. Pattini e guantoni da portiere per il suo grande amore sul ghiaccio. Kakà ama l’atletica e ha disputato anche la maratona di Berlino completando gli oltre 40 km di percorso in 3 e 38 minuti. L’ex Napoli Oscar Magoni, fratello della campionessa di sci Lara, è maestro di sci.

E Roberto Baggio? Il divin codino ha espresso pubblicamente profonda stima e i suoi complimenti a Federica Brignone per le sue straordinarie imprese e medaglie olimpiche, esaltandone la forza di volontà e la passione dopo il grave infortunio. Mourinho invece stravedeva per Mennea, di cui divenne amico anche per la fede nerazzurra dell’ex velocista pugliese. Non si contano i calciatori e dirigenti appassionati di Ferrari e Formula 1 così come di Valentino Rossi e Motogp.

In sostanza generalizzare è sempre sbagliato: la cultura sportiva italiana è da sempre basata sul calcio e sui motori, poi prende delle legittime sbandate un po’ modaiole oggi per il tennis o il nuoto, ieri per volley o atletica, l’altroieri per ciclismo e sci con uno zoccolo duro che non smette mai di seguire anche le altre discipline. I campioni, si sa, trainano. Oggi Sinner, ieri Tomba, l’altroieri Moser ma c’è posto e spazio per tutti. Senza per questo dover azzannare il calcio – che ha già tanti guai di suo – quando non c’è una vera colpa specifica, col rischio di essere etichettati come invidiosi e rancorosi con un complesso di inferiorità che andrebbe cancellato. Sara Curtis, come Vanessa prima e tanti altri dopo, è entrata nel cuore degli italiani, ha emozionato e commosso tutti. Si prenda il miele di questi giorni e lasci stare il fiele.

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