Non solo Roma e Parigi, in Spagna temono uno stop prolungato: spunta una prospettiva da incubo per Carlitos, che nel frattempo passa le giornate giocando al PC.
Non solo Roma e Parigi, lo stop di Carlos Alcaraz potrebbe essere – purtroppo – molto più lungo. In Spagna sono terrorizzati da una prospettiva allarmante, che il murciano possa saltare anche Wimbledon e ripresentarsi in campo soltanto negli Stati Uniti, per la campagna sul cemento di mezza estate. Insomma, uno stop di diversi mesi che taglierebbe di fatto fuori Carlitos dalla lotta per il primato nella classifica ATP e dalla corsa al successo in due Slam su tre. Lasciando campo libero – anche se nessuno osa scriverlo apertamente – al grande rivale: Jannik Sinner, il campione italiano capace di centellinare gli sforzi e di disegnare meglio il suo calendario.
Allarme Alcaraz in Spagna: ecco quando può tornare
Allarme in Spagna, insomma, per le condizioni di Alcaraz. La vaghezza sulla natura dell’infortunio e sui tempi di recupero prestano il fianco a speculazioni e previsioni nefaste. A Puntodebreak, ad esempio, José Moron fa un parallelo su un infortunio al polso occorso qualche anno fa a Rafa Nadal, nel 2014. Il maiorchino subì una lieve lacerazione della guaina tendinea ulnare posteriore che lo costrinse a tre mesi di stop. Nel 2016, invece, Nadal ha sofferto di tenosinovite del tendine dell’estensore ulnare del carpo, che contribuisce a stabilizzare il polso. In quel caso i mesi di stop furono “appena” due.
Carlitos salta pure Wimbledon? La previsione choc
Essendosi fermato lo scorso 15 aprile, subito dopo il match di Barcellona contro Virtanen, Alcaraz potrebbe tornare in campo tra metà giugno e metà luglio. Nel primo caso salterebbe solo il Roland Garros ma tornerebbe, sia pur in extremis e fuori forma, in tempo per Wimbledon. Nella seconda ipotesi, sarebbe costretto a rinunciare anche allo Slam più prestigioso e affascinante, quello sull’erba londinese. La prospettiva più sinistra, ma tremendamente concreta, è che Carlos possa rientrare solo più avanti, per i Masters 1000 di Cincinnati e Toronto, in ottica US Open. Qualcosa, in ogni caso, non ha funzionato in sede di scelta dei tornei da giocare.
La critica: “Sinner non sbaglia il calendario, Alcaraz sì”
“Sinner è sempre molto cauto nella scelta dei tornei a cui partecipare”, incalza Moron nella sua analisi. “Non esita a ritirarsi da un ATP 500 o da un Masters 1000 se ritiene che la sua condizione fisica possa essere a rischio. Carlitos è ancora molto giovane e ha la grinta e la voglia di giocare ogni torneo, ma in un circuito così impegnativo come quello attuale, prendersi cura del proprio corpo nel miglior modo possibile offre maggiori opportunità di vincere titoli importanti”. L’indice, ovviamente, è puntato sulla scelta “scellerata” di Alcaraz di disputare il torneo di Barcellona subito dopo Montecarlo. Un tour de force, a conti fatti, risultato fatale.
Videogame, golf e amici: questi i “toccasana” di Carlos
Chi immagina Alcaraz affranto o intento magari a “gufare” Sinner in campo contro Bonzi, comunque, sbaglia di grosso. In un’intervista ai canali ufficiali del Masters 1000 di Madrid, Carlitos ha confessato quello che è diventato il suo – insospettabile – passatempo preferito: un videogame. “È da un po’ che gioco parecchio al PC con mio fratello e i miei amici, si chiama TFT (un gioco di combattimento e strategia, ndr). In questo momento ne sono davvero dipendente, non riesco a starne lontano”. L’altro hobby preferito non è una novità: “Il golf, ci gioco ogni volta che posso. Ma anche trascorrere del tempo con gli amici mi fa star bene”.

