Dopo il gol all’esordio contro il Torino, il classe 2006 segna anche contro la Juve. Amorim lo elogia pubblicamente: “Lo amo”. E la Nazionale lo osserva da vicino
Alphadjo Cissé non è più una sorpresa. Tornato a Milano dopo il prestito al Catanzaro dove aveva fatto vedere ottime cose, il trequartista classe 2006 si sta prendendo il centro della scena con una continuità che nessuno, forse nemmeno Amorim, si aspettava così in fretta. Fin dal pre campionato aveva lanciato ottimi segnali, e l’allenatore portoghese li aveva colti subito. Poi un inizio di stagione incredibile: due gol nelle prime tre partite di campionato. Il Milan visto a Torino non è ancora una squadra compiuta; buon possesso palla ma pochissima concretezza sotto porta, un lavoro in corso che Amorim non ha mai nascosto. La filosofia di gioco rispetto alla gestione Allegri è profondamente cambiata e serve tempo. Ma in un contesto ancora in costruzione, Cissé si è preso la scena con la naturalezza di chi gioca da anni ad alto livello.
Amorim deve risolvere il “problema” Cissé
Nel big match contro i bianconeri, decisa dai cambi di entrambe le panchine, Cissé è entrato e ha inciso subito, sfruttando un errore di marcatura di Locatelli per sbloccare il match e portare avanti il Milan. Nonostante le tante polemiche arbitrali, la rete è un gioiello: lancio lungo di Modric, stop di Cisse che va a “sgonfiare” il pallone, si accentra e con il tiro a giro rasoterra la mette alle spalle di Vicario. Un fulmine che illude il Milan allo Stadium, ma la giocata rimane e non è un caso isolato. La gioia rossonera è durata fino al recupero, quando Gatti di testa, da attaccante aggiunto ha firmato la rete del pareggio. Un pareggio che lascia più di qualche rimpianto in casa Milan, ma che non toglie nulla alla prestazione di Cissé, ancora una volta incisivo a partita in corso in una notte pesante come quella dell’Allianz Stadium.
Nelle prime tre presenze stagionali Cissé ha già timbrato il cartellino due volte, entrambe le reti diverse per costruzione ma identiche per lucidità esecutiva. Un biglietto da visita che lo sta già proiettando verso un ruolo da titolare nel 3-4-2-1 di Amorim, davanti a nomi più esperti come Saelemaekers, chiamato a reinventarsi nella stessa zona di campo senza però convincere fino in fondo.
L’elogio di Amorim: “Cissé? Lo amo”
Nel post partita, Ruben Amorim non ha usato mezzi termini quando gli è stato chiesto del suo giovane trequartista: “Cisse? Lo amo, come amo gli altri”, ha affermato ai microfoni di Dazn. Ma ha usato anche cautela: “Con i giovani bisogna stare attenti, ma sono felice per il gol. Io pretendo tanto da tutti”. Il tecnico fin dai primi allenamenti estivi è rimasto estasiato dal giocatore e ogni volta che ne ha avuto l’occasione lo ha sempre ribadito. Amorim ha inserito il commento su Cissé nel discorso più ampio sulle difficoltà di una squadra che gioca insieme da appena due mesi e che, a suo dire, ancora non meritava la vittoria contro la Juve, pur avendo lottato fino alla fine per provare a conquistarla.
Il senso dell’operazione tecnica di Amorim va oltre la singola partita. Il portoghese sta ridisegnando il reparto offensivo del Milan, e in questa fase di transizione Cissé si sta rivelando più pronto di elementi già rodati in Serie A: il suo impatto, unito all’attesa per il recupero della miglior condizione di Christian Pulisic, è una delle chiavi per sbloccare definitivamente la fase offensiva dei rossoneri. E ora Cissé non è più solo una scommessa per il futuro.
Italia, Cissé osservato speciale: Bonucci allo Stadium
Se il Milan ha già le idee chiare, la Nazionale dovrebbe muoversi in fretta. Nato a Treviso con origini guineane, Cissé ha già fatto tutta la trafila giovanile degli Azzurri: U16, U18, U19 e a novembre scorso l’esordio con l’Under 21 di Silvio Baldini. È a tutti gli effetti un patrimonio del calcio italiano, e le prime due giornate di campionato lo confermano. Interpellato sul tema a inizio stagione, lo stesso Cissé ha preferito abbassare i toni, dicendosi concentrato solo sugli impegni di club e pronto a rispondere “quando e se” arriverà una chiamata.
Ma il pressing attorno a lui si sta facendo concreto. Sugli spalti dell’Allianz Stadium, ieri sera, era presente anche il doppio ex Leonardo Bonucci, oggi collaboratore di Roberto Mancini con la Nazionale maggiore. Secondo le indiscrezioni, il ct starebbe già valutando una convocazione per i prossimi impegni Nations League, in programma contro Belgio, Turchia e Francia tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Per Mancini è il momento di iniziare a pensarci seriamente, il salto in Nazionale potrebbe arrivare prima del previsto.

