Fiorentina All Stars-Operazione Nostalgia in campo per i 100 anni della squadra viola: 20mila tifosi hanno riabbracciato Bati, Mutu e Pazzini. Finisce 7-3 tra cori e maglie storiche
“Da chi ti sei vestito oggi? Io da Bati”. “No, io sono Rui Costa”. Due tifosi scherzano così prima della partita e sembra di essere tornati indietro di venticinque anni. Oggi i figli di allora sono diventati padri e cantano “Batigol, Batigol”. A Firenze stasera il clima è di pura festa, non contano classifica e risultati attuali. Prevalgono le emozioni, i ricordi e i racconti di chi c’era quando queste leggende incantavano l’Italia e l’Europa con la maglia della Fiorentina.
Applausi per Robi
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Già dal calcio d’inizio ci si commuove. Sposti lo sguardo verso il centrocampo e vedi Baggio con la maglia del centenario della Fiorentina dare il via alla sfida accanto a Batistuta. Dietro di loro Mutu con la dieci, Ribery e Toni. Attacco stellare per la squadra delle vecchie glorie viola. A far legna ci pensano il Pek Pizarro – apparso in una buona condizione fisica e con il solito elegantissimo tocco di palla – e Borja Valero, che da queste parti è per tutti il sindaco. Dall’altra parte nel cerchio di centrocampo c’è Totti, con cui Robi si abbraccia tra gli applausi del Franchi prima di iniziare. L’ex campione della Roma è tra i piu in forma tra i suoi, numero dieci e capitano della squadra di Operazione Nostalgia. Nella ripresa Francesco riesce anche a segnare super gol con un destro a giro all’angolino. Alla fine al Franchi finisce 7-3, tra gli applausi dei 20mila presenti.
Bati Mania
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Ogni volta che il Re Leone tocca il pallone al Franchi ci si alza in piedi. Quando segna lo stadio esplode: sua la firma sul secondo e sul terzo gol. Uno su assist di Toni, un altro infilando in rete un cioccolatino di Ribery, tra i migliori in campo. E la Fiesole può contare. “Mi innamoro solo se segna Batistuta”. Gli applausi per Bati proseguono anche quando lascia il campo dopo 25’ per far posto a Pazzini. Standing ovation. E dopo due gol di Bati e uno di Toni, a Firenze mancava solo il sigillo di Adrian Mutu. Arriva al minuto 27 ed è una magia: destro all’incrocio, imparabile per Abbiati. Sembra di essere tornati indietro di quindici anni. E la sensazione la si ha anche sentendo il coro dei tifosi. “Il Fenomeno ce l’abbiamo noi”, cantano. Lui ringrazia, s’inchina e sorride. Bellissimo pure l’abbraccio con Prandelli al momento della sostituzione e il saluto ai tifosi con la mano sul cuore. All’appello, poi, non poteva mancare Pazzini. Il Pazzo punge su cross di Torricelli, tirando una cannonata sotto la traversa. È viola show. Le stelle brillano tutte. Nel secondo tempo c’è spazio anche per Jovetic, acclamatissimo con l’8 sulle spalle.
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Maglie e ricordi
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In tribuna vincono i ricordi. Nei racconti, nelle maglie indossate, negli sguardi dei tifosi presenti. Della serie… “ti ricordi quando…?”. E spazio alla nostalgia. C’è chi indossa la divisa di Riganò, chi quella di Jorgensen, poi Pasqual, Mutu e così via. C’è chi va più sul vintage, con maglie degli anni ottanta e novanta. Ci sono nonni, padri e figli. Generazioni a confronto. Oggi vale tutto. Chi c’era allora si emoziona a ripensare alla Fiorentina che fu e chi non l’ha vissuta e può solo sognare con la fantasia. Nella speranza di rivedere altri fenomeni e magari un altro Re Leone. Per oggi bastano e avanzano Gabriel Omar, Adrian e tutte le altre leggende.
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