Il bomber serbo, scaduto il contratto con i bianconeri, è ancora senza squadra ma continua a rifiutare le proposte e chiede ingaggi smisurati rispetto al suo rendimento
Mentre mezzo mondo domani se ne starà con lo sguardo all’insù, munito magari di occhialini protettivi, per osservare l’eclissi di sole che inizierà alle ore 19.27, quando la Luna comincerà ad intaccare il disco solare, avrà il suo massimo alle 20.20 e tramonterà dietro l’arco alpino alle 20.36, ancora eclissata, è da mesi se non anni che il mondo del calcio assiste all’eclissi di Vlahovic, mistero buffo di un calcio che esalta e demolisce i suoi miti. Il bomber serbo, scaduto il contratto con la Juventus e rifiutate le offerte di rinnovo, è ancora senza squadra e rischia di rimanere a lungo disoccupato se non abbassa pretese di stipendio sproporzionate rispetto a un valore solo ipotetico ma da mai realmente dimostrato.
Il braccio di ferro con la Juve
Parafrasando Mina verrebbe da dire “e se citofonando”, prendendo in prestito la simpatica metafora di Spalletti (che avrebbe trattenuto con piacere l’attaccante): “Lui sa come la penso, le porte dei nostri direttori sono sempre aperte ma per entrare bisogna citofonare…”. Quel citofono Dusan non l’ha mai fatto suonare e quando si era al tavolo delle trattative ha sempre sparato alto per firmare. Andando anche oltre. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso bianconero sarebbe una frase pronunciata dallo stesso attaccante serbo. “Ma perché dovrei essere pagato come David?”. Ovvvero quei 6 milioni di euro garantiti al canadese per portarlo a Torino la scorsa estate e che sarebbero stati la base del nuovo ingaggio dell’ex viola. Pochissimi per Vlahovic che avrebbe rifiutato la proposta con sarcasmo rimanendo fermo sugli 8 milioni richiesti fin dall’inizio.
Lo stipendio di Vlahovic
La storia con la Juve di fatto si è chiusa lì, dopo almeno un anno e mezzo di braccio di ferro perché di perderlo a zero i bianconeri non avevano proprio voglia dopo aver staccato un assegnino di 71 milioni per prenderlo dalla Fiorentina, dov’era esploso al suo esordio in A, nel 2022. Ma cos’ha fatto in questi anni Vlahovic per meritare queste cifre? Per Vlahovic venne da subito confezionato un contratto super con una base di partenza da circa 7 milioni di euro netti a stagione, destinata però a salire vertiginosamente anno dopo anno fino a toccare il picco di 12 milioni di euro netti nell’ultimo biennio, complici i premi e la struttura a scaglioni dell’accordo originario. Un peso enorme sulle casse del club.
L’impatto iniziale col mondo bianconero fu discreto (gol al debutto in campionato e in Champions League e 9 gol in sei mesi), ma nel corso dei mesi il rendimento del numero 9 ha dovuto fare i conti con un problema fisico altalenante: la pubalgia. Nonostante lunghi periodi opachi, nelle quattro successive annata Vlahovic ha comunque sempre raggiunto la doppia cifra, 14, 18, 17 e 10 reti contando tutte le competizioni, superando i 60 gol complessivi in maglia bianconera e vincendo la Coppa Italia 2023/24 ma tra tanti alti e bassi e non poche critiche da parte dei tifosi.
Le richieste degli agenti
L’addio alla Juve era sempre più probabile e si è concretizzato ma adesso? Col cerino in mano è rimasto lui, che era convinto di poter strappare tutti i soldi che volesse visto che era ingaggiabile a parametro zero ma tutti si sono scoraggiati di fronte alle richieste dei suoi agenti che giocano al rialzo sulle commissioni. Alll’Al Ahli erano stati chiesti addirittura 25 milioni di oneri accessori oltre allo stipendio stratosferico richiesto, cifre che hanno scoraggiato perfino il ricco campionato saudita. Il Milan l’ha cercato l’anno scorso (piaceva ad Allegri) ma è fuggito via spaventato, così come il Besiktas di Italiano che si è spinto fino a pochi giorni fa ad offrire 8 milioni di euro a stagione e un bonus consistente alla firma del contratto senza però convincere Vlahovic e il suo entourage.
Dusan ha sbagliato i conti, era convinto che il Barcellona – alla ricerca di un attaccante – avrebbe accontentato tutti i suoi capricci ma non è andata così. Ora a dodici giorni dall’inizio del campionato è senza squadra dopo un Mondiale opaco e il suo futuro resta incerto. Mentre l’eclisse continua a oscurarne il volto. E citofoni disponibili scarseggiano.

