Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio prende posizione sul futuro della Nazionale. Per lui la panchina azzurra deve essere affidata a un tecnico italiano, non a Pep Guardiola.
L’ipotesi di vedere Pep Guardiola alla guida della Nazionale italiana continua ad alimentare il dibattito, ma non tutti la considerano la scelta migliore. Tra i contrari c’è il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che ha espresso con chiarezza la propria posizione. Pur evitando di entrare nelle decisioni della FIGC, il numero uno dello sport italiano ha spiegato perché, a suo avviso, il prossimo commissario tecnico debba essere un allenatore italiano. Un orientamento che nasce sia dalla tradizione del nostro calcio sia da un’esperienza personale che lo ha segnato in passato.
Buonfiglio: “Chiedo soltanto un CT italiano”
Intervistato dal Corriere della Sera, Luciano Buonfiglio ha chiarito di non voler interferire con il lavoro del nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò. Tuttavia, ha avanzato una richiesta precisa: la guida della Nazionale dovrebbe essere affidata a un commissario tecnico italiano. Secondo il presidente del CONI, questa è la soluzione più adatta per rilanciare il calcio azzurro e valorizzare il patrimonio di competenze sviluppato nel nostro Paese.
Perché Guardiola non convince il presidente del CONI
Pur riconoscendo implicitamente il valore dell’allenatore catalano, Buonfiglio ritiene che la panchina dell’Italia debba restare nelle mani di un tecnico cresciuto nella scuola italiana. A suo giudizio, la maggior parte degli allenatori di Serie A è italiana e sarà proprio con loro che il futuro CT dovrà confrontarsi costantemente. Per questo motivo considera più logico affidarsi a un professionista che conosca dall’interno la cultura calcistica nazionale e sia espressione della tradizione tecnica italiana.
L’esperienza personale dietro la sua posizione
A sostegno della propria tesi, Buonfiglio ha ricordato un episodio vissuto durante la sua esperienza alla guida della Federazione Italiana Canoa. Questo il suo racconto: “La stragrande maggioranza dei nostri allenatori di serie A è italiana: è con loro che si dovrà confrontare il CT. Sono bravi, professionali, sono frutto della nostra tradizione. Perché tagliarli fuori? Quand’ero presidente della Federazione Canoa feci l’errore di prendere un tecnico tedesco: era bravo ma non si preoccupò di conoscere la mentalità italiana. Non vincemmo nulla e si perse anche tutto il lavoro buono fatto in precedenza“. È proprio questo precedente a rafforzare la sua convinzione che il prossimo CT della Nazionale debba essere italiano.
Un messaggio chiaro alla FIGC
Le dichiarazioni di Luciano Buonfiglio rappresentano una presa di posizione netta nel dibattito sul futuro della panchina azzurra. Pur senza voler dare indicazioni operative a Giovanni Malagò, il presidente del CONI ha ribadito che la scelta di un CT italiano sarebbe la strada più coerente con la storia e le caratteristiche del nostro calcio. Una posizione che, almeno per il momento, allontana il suo sostegno all’ipotesi Pep Guardiola come commissario tecnico della Nazionale. Non vanno pertanto scartate le soluzioni Mancini o Conte (ufficialmente mai contattato dal nuovo management). Sullo sfondo resta sempre il profilo di Andrea Pirlo, molto amico di Maldini,

