dalla lettera a Messi alla finale Mondiale contro la Spagna

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Dal River Plate al Chelsea, fino al gol con Lionel Messi nella semifinale dei Mondiali: la storia di Enzo Fernandez, il centrocampista argentino diventato campione del mondo tra talento, sacrifici e seconde possibilità

Minuto 85. Enzo Fernandez riceve palla da Lionel Messi, controlla e calcia di destro da fuori area. Ai Mondiali 2026, nella semifinale tra Argentina e Inghilterra, Enzo Fernandez vive uno dei momenti più incredibili della sua carriera. Il tiro attraversa una foresta di maglie bianche e si infila nell’angolo alla destra di Jordan Pickford. Cinque minuti più tardi Lautaro Martínez completa la rimonta. Finisce 2-1: l’Argentina si prende l’ultimo atto della Coppa del Mondo. Affronterà la Spagna a New York.

Il gol di Enzo Fernandez riporta alla vigilia di Argentina-Messico, durante il Mondiale del Qatar 2022. Pablo Esquivel, lo scout che lo aveva scoperto da bambino, gli aveva scritto un messaggio tanto semplice quanto profetico:

Prova il tiro da lontano, perché segnerai.

Enzo gli diede ascolto. Entrato dalla panchina, firmò con un destro a giro il 2-0 che liberò l’Argentina dalla paura e gli consegnò definitivamente una maglia da titolare.

Anche contro l’Inghilterra sembra andare tutto allo stesso modo. Messi gli serve il pallone. Enzo vede lo spazio e calcia dalla distanza. Pickford parte con un attimo di ritardo: la barriera di corpi davanti a lui gli nasconde il pallone fino all’ultimo istante.

Quel gol racconta tutta la storia di Enzo Fernandez: il percorso del centrocampista argentino passato dal River Plate al Benfica fino al Chelsea, costruito attraverso sacrifici, errori e seconde possibilità.

Esiste però un’altra lettura. Molto più scomoda. Enzo Fernandez, all’85’, non avrebbe nemmeno dovuto essere in campo.

Il colpo ad Anderson: il gol di Enzo Fernandez poteva non arrivare

La semifinale del Mondiale tra Inghilterra e Argentina è iniziata da meno di tre minuti quando Enzo Fernandez arriva alle spalle di Anderson.

Il pallone è già lontano. Con il braccio alto colpisce Anderson tra nuca e collo. L’arbitro Ismail Elfath assegna il calcio di punizione, ma decide di non estrarre alcun cartellino. La decisione di Ismail Elfath alimenta le polemiche. Anche perché il suo nome aveva già fatto discutere alla vigilia della semifinale, quando parte della stampa lo aveva etichettato come il “preferito di Messi”. Il punto è che Enzo Fernandez resta senza cartellini.

L’episodio assume più peso al 32′. Enzo Fernandez ferma da dietro Jude Bellingham. Nemmeno un giallo, neanche stavolta.

Così, all’85’, quando Messi gli consegna il pallone del pareggio, Enzo Fernandez è ancora regolarmente in campo. Anzi, è il migliore in campo.

Enzo Fernandez al River: il bambino sovrappeso che pensò di smettere

Enzo Jeremías Fernandez nasce il 17 gennaio 2001 a San Martín, nella periferia di Buenos Aires. Il padre Raúl, tifosissimo del River Plate, sceglie per lui un nome pesante: Enzo, come Francescoli.

Primi calci al Club La Recova, viene notato presto dagli osservatori del River Plate. La famiglia esita: è ancora troppo piccolo. Poi si convince: è la cosa giusta. Alla fine Marta, sua madre, decide di accompagnarlo ogni giorno agli allenamenti prendendo il 28, l’autobus che collega casa al centro sportivo del River.

Per gli allenatori è “El Músico” perché ha la propensione a costruire il gioco. Per gli amici, invece, è “Gordo”. Basso, grassottello e meno sviluppato degli altri; non trova spazio, pensa perfino di lasciare il club. Esquivel diventa una figura cruciale per Enzo Fernandez: gli chiede di cambiare abitudini. Alimentazione più controllata, lavoro atletico. In un mese perde cinque chili. La carriera di Enzo Fernandez, probabilmente, comincia proprio lì.

Il ragazzo che scriveva a Messi

Nel 2016, quando Messi annuncia l’addio alla nazionale, Enzo Fernandez ha quindici anni. Gli scrive sui social: una lettera aperta chiedendogli di ripensarci.

Fai quello che vuoi, Lionel, ma per favore pensa a restare. Resta per divertirti, è ciò che ti hanno portato via. Gioca per divertirti, perché quando ti stai divertendo, non hai idea di quanto ci stiamo divertendo. Come possiamo convincerti se nella nostra vita non abbiamo mai avuto nemmeno l’1% della pressione che porti sulle spalle?

La chiude con tre parole: “Grazie e scusa”. Qualche anno dopo, quel ragazzo diventa il compagno di centrocampo di Lionel Messi nell’Albiceleste.


Al fischio finale di Inghilterra-Argentina, Enzo Fernandez festeggia la qualificazione alla finale del Mondiale 2026 caricandosi Messi sulle spalle

Dal Defensa y Justicia al Benfica: l’ascesa di Enzo Fernandez

Nel 2019 Marcelo Gallardo lo promuove in prima squadra. Fernandez debutta nel marzo 2020 in Copa Libertadores contro la LDU Quito, ma nel centrocampo del River trova una concorrenza enorme. Gallardo gli suggerisce il prestito, Enzo accetta il Defensa y Justicia.

Sulla panchina siede Hernán Crespo e con lui Enzo Fernandez ritrova continuità e fiducia. Vince Copa Sudamericana e Recopa Sudamericana. Torna al River nel 2021 con due titoli continentali, si prende il centrocampo e il campionato argentino.

Nella prima metà del 2022 arriva la consacrazione. Il Benfica anticipa tutta la concorrenza. Enzo Fernandez segna all’esordio nei preliminari di Champions League, diventa il centro della manovra di Roger Schmidt e trascina i portoghesi al primo posto del girone davanti a Paris Saint-Germain e Juventus.

Quando Lionel Scaloni lo convoca per il Qatar, ha due presenze nella nazionale maggiore. Non è titolare e, nella prima partita persa contro l’Arabia Saudita, entra dalla panchina.

Poi arriva il Messico. Messi sblocca la partita. Fernandez entra. Ricorda il consiglio di Pablo Esquivel, calcia da fuori area e segna il 2-0. Da quel momento non esce più dalla formazione titolare. In meno di due anni, dal Defensa y Justicia al tetto del mondo.

Enzo Fernandez al Chelsea: il peso dei 121 milioni

Il 31 gennaio 2023 il Chelsea acquista Enzo Fernandez per 121 milioni di euro. È il trasferimento più costoso nella storia del calcio britannico. Arriva a Londra con il prezzo di un simbolo ma senza una squadra capace di valorizzarlo: il Chelsea cambia allenatori, accumula giocatori senza costruire identità. Fernandez viene spesso utilizzato fuori ruolo.

Con Mauricio Pochettino ritrova continuità accanto a Moisés Caicedo, ma convive per mesi con un problema all’inguine. Nell’aprile 2024 si opera: Rientra in tempo per la Copa América. L’Argentina la vince.

La notte della vittoria in Copa América diventa anche il momento più controverso della carriera di Enzo Fernandez.

Il coro del 2024 e il caso Enzo Fernandez

Sull’autobus della nazionale, avvia una diretta Instagram. Con altri giocatori, intona un coro nato tra tifosi durante il Mondiale del 2022. Il coro mette in discussione l’identità francese di alcuni giocatori della nazionale, facendo riferimento alle origini africane delle loro famiglie, e contiene anche un’espressione offensiva e transfobica rivolta a Kylian Mbappé.

Il caso diventa immediatamente internazionale. Interviene la politica. Prendono posizione le Federazioni. Wesley Fofana, suo compagno al Chelsea, parla apertamente di razzismo senza freni.

La FIFA annuncia verifiche, il Chelsea apre un procedimento disciplinare. Il sottosegretario argentino allo Sport Julio Garro chiede scuse ufficiali da parte della nazionale. Poche ore dopo viene rimosso dall’incarico dal governo di Javier Milei, che ribadisce come nessun rappresentante politico possa imporre alla Selección cosa dire o fare.

Enzo Fernandez si scusa pubblicamente. Definisce il linguaggio utilizzato “altamente offensivo”, non cerca attenuanti e affronta direttamente la questione davanti allo spogliatoio del Chelsea. Il club decide di non adottare provvedimenti disciplinari.

Il tiro da fuori all’85’ e tutto quello che c’è dentro

Negli anni successivi Enzo Fernandez cambia anche come calciatore. Al River Plate e al Benfica era soprattutto l’uomo del primo passaggio. Al Chelsea impara ad arrivare dentro l’area, ad attaccare gli spazi, a cercare la porta. Vince la Conference League nel 2025, segna nella finale contro il Real Betis, e conquista anche il Mondiale per club.

Al Mondiale del 2026 arriva da titolare inamovibile dell’Argentina. È il giocatore che più di altri incarna lo spirito dell’Albiceleste: corre, lotta, soffre, esulta. Quella stessa ostinazione che apparteneva al bambino di San Martín che aveva quasi smesso di crederci.

Enzo Fernandez porta tatuata sul collo una parola: “resiliencia”. Più che un tatuaggio, sembra il riassunto della sua carriera. Il bambino sovrappeso che pensava di lasciare il River. Il ragazzo che scriveva a Messi. Il centrocampista diventato campione del mondo. L’uomo finito al centro delle polemiche e costretto a ricostruire la propria immagine.

E soprattutto il giocatore che, all’85’ di Inghilterra-Argentina, probabilmente non avrebbe nemmeno dovuto essere ancora in campo. Poi Messi gli consegna il pallone. Enzo Fernandez calcia da fuori area. E il resto della sua storia, per l’ennesima volta, cambia direzione.

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