I Tre Leoni erano avanti e in controllo, poi hanno consegnato il campo all’Argentina: il cambio di modulo, il dominio dell’Albiceleste e i numeri raccontano una sconfitta nata dalla rinuncia a giocare
L’Inghilterra non si interroga più: Oltremanica le responsabilità della mancata finale mondiale sono ricadute su Thomas Tuchel. Il tecnico del percorso netto dei Tre Leoni è accusato di aver perso una partita che per 45 minuti sembrava sotto controllo: dopo il gol di Anthony Gordon, l’Inghilterra ha abbassato il baricentro, rinunciato all’iniziativa e consegnato all’Argentina possesso e territorio. Tuchel, e l’Inghilterra, hanno perso fiducia nel momento decisivo.
Eppure, in uno dei momenti più delicati della carriera, Tuchel non arretra. Rilancia. Prende di petto il post partita:
a fine gara ci sono milioni di allenatori che ne sanno più di me.
Sessanta milioni, per la precisione: sono gli inglesi lo hanno già esonerato in attesa che decida la Federazione.
“Nessun rimpianto: forse la nostra miglior partita”
Il Ct tira dritto: il tracollo dell’Inghilterra contro l’Argentina nella semifinale mondiale di Atlanta non è dipeso da lui. Nella conferenza post partita Tuchel estremizza il concetto di coerenza con una frase che somiglia a un boomerang:
Non ho alcun rimpianto: abbiamo disputato una delle nostre migliori partite, forse la migliore date le circostanze.
Eppure il 2-1 rifilato ai Tre Leoni da Messi e compagni è uno dei crolli più dolorosi della storia recente della nazionale inglese: partita in totale controllo per 45’, poi il black out.
La FA aveva scelto Tuchel per una ragione precisa: la sua esperienza nelle gare a eliminazione diretta e la capacità di preparare piani tattici specifici avrebbero dovuto superare i limiti mostrati dall’era Southgate. Il compito era evitare un nuovo crollo nei momenti decisivi, come già accaduto nella semifinale mondiale del 2018 contro la Croazia.
All’Argentina il controllo del possesso, l’Inghilterra micidiale negli inserimenti: è la parte del copione che a Tuchel è riuscita benissimo, culminata nel gol di Gordon. Un contropiede rapido a sfruttare la velocità nelle transizioni. Col vantaggio, però, sono emersi tutti i problemi. L’Inghilterra è diventata progressivamente rinunciataria, fino a sparire dal campo. Il resto della gara ha avuto un solo protagonista inglese: Jordan Pickford, autore di tre parate decisive che ricorderà con amarezza.
Il momento in cui Tuchel ha perso la partita
Il pareggio di Enzo Fernández è arrivato al 40’ della ripresa, dopo un lungo dominio argentino. Inghilterra schiacciata nella propria metà campo: Bellingham e Kane costretti a difendere, Messi finalmente libero tra le linee, l’Albiceleste padrona delle corsie e vicina al gol più volte. Sarebbe servito ridare equilibrio alla squadra, ma la scelta di Tuchel ha prodotto l’effetto opposto.
Durante l’hydration break, la prima sostituzione di Tuchel: Ezri Konsa per Gordon, con il passaggio dal 4-2-3-1 al 5-4-1. Il cosiddetto “Piano Azteca”, già utilizzato contro il Messico, con un limite: l’Argentina non è il Messico. Contro una squadra capace di dominare il possesso attraverso qualità tecnica e combinazioni tra le linee, l’Inghilterra avrebbe avuto bisogno di togliere spazio alla costruzione, non di arretrare ulteriormente il proprio blocco.
Messi ha trovato la libertà che cercava
Fino a quel momento Lionel Messi aveva inciso pochissimo. La scelta di Tuchel lo ha rimesso in partita: abbassando la squadra all’interno della propria area di rigore, l’Inghilterra ha concesso campo aperto appena fuori dai sedici metri. Concedere a Leo lo spazio per rifinire l’azione è infliggersi la punizione peggiore. Il primo segnale è arrivato con il cross perfetto per Nico González: l’avvertimento. Poi i due assist partita: a Fernandez e Lautaro.
Tuchel aveva a disposizione giocatori come Bukayo Saka, Marcus Rashford e Noni Madueke, ideali per favorire il cambio di passo e attaccare una difesa costretta ad alzarsi, quindi vulnerabile ai cambi repentini di ritmo. Non li ha schierati.
Il secondo tempo di Inghilterra-Argentina
Il secondo tempo ha mostrato un dominio netto dell’Argentina, capace di trasformare il possesso in controllo della partita. I numeri fotografano lo squilibrio: 73% di possesso contro il 27% dell’Inghilterra, 13 conclusioni a 4 e 25 tocchi nell’area avversaria contro appena 3 degli inglesi.
Anche la qualità delle occasioni conferma il divario: 1,57 xG contro 0,47, 3 grandi occasioni create contro 1 e un xGOT di 1,54 contro 1,02. L’Argentina non ha semplicemente tirato di più, ma ha costruito situazioni offensive più pericolose e con maggiore continuità.
Il quadro statistico conferma che, dopo il vantaggio, l’Inghilterra ha rinunciato progressivamente a giocare, lasciando possesso, territorio e iniziativa.
Perché questa sconfitta è peggiore del 2018
Il paragone è con la semifinale mondiale persa contro la Croazia nel 2018: stesso copione, Inghilterra in vantaggio prima di subire la rimonta. Altro contesto: era una nazionale giovane, inesperta e arrivata oltre le aspettative. Fu una sconfitta figlia di lucidità ed esperienza.
Contro l’Argentina non tornano utili né l’uno né l’altro alibi. La rosa è più ampia e l’ossatura è quella di una squadra che gioca insieme da anni con calciatori che hanno accumulato esperienza internazionale. Harry Kane e Jude Bellingham nel pieno della maturità calcistica sono due fuoriclasse che poche altre nazionali possono vantare.
Le responsabilità di Tuchel
La responsabilità principale ricade su Tuchel perché la scelta di proteggere il vantaggio ha cambiato l’identità della squadra nel momento decisivo. Lui respinge e si fa scudo: la difesa a cinque era una risposta alla pressione argentina e le sostituzioni erano coerenti con l’andamento della gara. Ma resta la certezza di aver rinunciato alla tattica che aveva permesso all’Inghilterra di mettere in difficoltà l’Argentina.
“È stata una delle migliori partite della mia gestione” la frase più controversa: riassume i primi 45′, ignora il crollo che li ha cancellati. “Dopo una sconfitta ci sono milioni di allenatori”, ha chiosato Tuchel. In Inghilterra sono circa sessanta milioni: e buona parte di essi lo ha già esonerato in attesa che si pronunci la Federazione.

