Il calcio si fa spazio e si prende un
posto di diritto tra gli sport più seguiti negli Stati Uniti. Lo
fa grazie alla tenacia e al carattere della nazionale Usa, che
torna a vincere una partita delle fasi eliminatorie dei Mondiali
dopo 24 anni, per di più in casa, davanti a un pubblico in
estasi che non vuole smettere di sognare. Ai sedicesimi di
finale giocati a San Francisco, la nazionale allenata dal ct
Pochettino elimina la Bosnia per 2 reti a 0. Nel Paese è festa
grande, l’entusiasmo è alle stelle e anche lo stesso coach,
argentino, si fa trascinare nel finale cantando insieme a
giocatori e pubblico “Take me home, country roads”, la canzone
di John Denver diventata un inno per l’undici a stelle e
strisce. Unica nota stonata, per gli americani, l’espulsione di
Balogun: l’attaccante del Monaco, che ha segnato a fine primo
tempo, ha dovuto abbandonare il campo a metà della ripresa per
un fallo scomposto, seppur involontario, su Muahremovic. Una
decisione contestata nel dopogara dal ct, che ha sottolineato
come non ci fosse “l’intenzione di fare male”. Ora dovrà saltare
gli ottavi di finale contro il Belgio.
Nei primi minuti è la Bosnia a provare a far male agli Stati
Uniti. Prima con un tiro al 9′ di Demirovic, che però è centrale
e viene ribattuto d’istinto dal portiere Freese. Poi è
Alajbegovic, due minuti dopo, a impensierire gli avversari con
un tiro direttamente da calcio d’angolo. Respinto anche questo.
Gli Stati Uniti, mai stati fuori dal gioco, riescono a trovare
un equilibrio a metà secondo tempo, trainati dall’energia e
dalla corsa di McKennie (che a fine partita sfiorerà i 12
chilometri).
Allo scadere del primo tempo, la svolta: il rinvio del
portiere della Bosnia, Vasilj, finisce sui piedi della difesa
statunitense che ribatte di prima, velo di Adams e la palla
scorre in diagonale sui piedi di Tillman. Il giocatore del Bayer
Leverkusen la stoppa sulla trequarti e prova un filtrante
verticale per Balogun: la palla è imprecisa ma, con un doppio
rimpallo sui piedi dei difensori bosniaci, giunge tra i piedi
dell’attaccante, che di sinistro infila rasoterra in rete. Pochi
minuti dopo Balogun ci riprova, su un passaggio teso da destra
devia verso la porta, ma la palla tocca la parte superiore della
traversa ed esce.
Il secondo tempo è segnato al 19′ dall’espulsione, dopo
l’intervento del var, di Balogun. Così la Bosnia prende coraggio
e prova a fare male agli Stati Uniti, che nel frattempo si sono
arroccati in difesa con un 4-4-1. Al 37′, tuttavia, Tillman
trasforma in rete una punizione al limite dell’area. Palla tesa
e a giro sopra la barriera, Vasilj riesce solo a toccarla. Nei
dieci minuti di recupero finali la Bosnia ci prova con tre tiri,
uno di Alajbegovic e due di Mahmic: tutti sfiorano il palo e
vanno sul fondo. Agli Stati Uniti bastano quindi due tiri nello
specchio per superare i sedicesimi. Agli ottavi Balogun non ci
sarà, è vero, ma la stella del Milan Pulisic sta recuperando
forma e fiducia e l’impressione è che la formazione americana
sia una squadra solida e consapevole, pronta a regalare altre
emozioni ai tifosi e a prendersi un posto nell’immaginario
sportivo del Paese.
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