Juve, perché serve una plusvalenza entro il 30 giugno: chi sarà ceduto

ALL calcio
4 Min Read

Per rispettare gli obiettivi di bilancio, il neo ad e dg deve realizzare una plusvalenza superiore ai 10 milioni entro fine giugno: ecco chi può lasciare i bianconeri

Fabio Russo

Giornalista

Dieci milioni (forse anche qualcosa in più) in 10 giorni. Il neo ad e dg della Juve Giovanni Carnevali ha preso possesso del suo ufficio alla Continassa da neanche una settimana e si trova già di fronte al suo primo esame. Entro la fine del mese di giugno, infatti, il club bianconero è chiamato a realizzare una plusvalenza di poco superiore ai 10 milioni per rispettare gli obiettivi di bilancio e il tempo inizia già a stringere. Anche perché, tra i tanti candidati a lasciare Torino, al momento per nessuno si è in fase avanzata di trattativa. 

juve, perché serve una plusvalenza entro giugno

—  

Come già un anno fa, la scadenza del 30 giugno è fondamentale per i conti juventini, non solo per rientrare nei parametri del Fair Play finanziario della Uefa (con cui si è in attesa di firmare un settlement agreement), ma pure per evitare a Exor di dover intervenire con un aumento di capitale. Nel giugno 2025, infatti, fallite le trattative per le cessioni di Weah e Mbangula al Nottingham Forest, l’azionista di maggioranza della Juve fu costretto, come da comunicato ufficiale, a effettuare “un secondo versamento in conto futuro aumento di capitale per complessivi € 15 milioni”. Uno scenario che stavolta si vuole evitare e che rappresenta soltanto il primo passo del complicato compito che John Elkann ha assegnato al neo ad e dg: realizzare, nel bilancio 2026/27, proventi da player trading per circa 100 milioni. 

juve, miretti tra bologna e sassuolo

—  

Nel concreto, come potrebbe intanto Carnevali incassare questa plusvalenza da una decina abbondante di milioni? La lista dei sacrificabili è lunghissima, ma vanno considerati soprattutto quei i calciatori che hanno un residuo a bilancio basso, la cui cessione garantirebbe un ricco plusvalore: è il caso di Thuram (12 milioni), Cambiaso (6), Gatti (3,6) e soprattutto Miretti, prodotto del settore giovanile. Per il francese si sono registrati solo un paio di interessamenti dalla Premier League, per l’esterno Chelsea e Barcellona preferirebbero inserire delle contropartite per abbassare l’esborso economico e i dialoghi sono ancora in fase embrionale, mentre per il difensore tutto tace. Ecco, dunque, che l’identikit dello juventino in grado di generare una plusvalenza entro il 30 giugno porta al profilo di Fabio Miretti. Sul centrocampista ci sono Bologna e Sassuolo, anche se, per il momento, preferirebbero imbastire un’operazione in prestito con diritto di riscatto. Servirà tutta l’abilità da negoziatore di Carnevali, che a Sassuolo ha fatto proprio della capacità di vendere bene una delle sue caratteristiche più apprezzate. Alla Juve servono 10 milioni in 10 giorni.



Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *