Arbitri, altre grane. Scoppia il caso dismissioni. Messina è il nuovo Direttore Tecnico

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Secondo alcune ipotesi andrebbe rivisto il regolamento sulle nomine e sui criteri di anzianità: una normativa è stata cambiata più volte creando dubbi e interrogativi. E si apre un nuovo filone oltre all’inchiesta di Milano

Prosegue il caos per gli arbitri. E sembra piovere sul bagnato. Parallelamente all’inchiesta del pm Ascione – che ha indagato l’ex designatore Rocchi e altri quattro arbitri -, è stato aperto anche un altro filone, relativo alle dismissioni degli arbitri. Sarebbe infatti emerso un passaggio poco chiaro del regolamento riguardo al conteggio degli anni di anzianità dei direttori di gara. Com’è noto, gli arbitri che raggiungono un cumulo di 10 stagioni tra serie A e B possono essere confermati in organico soltanto se terminano la stagione entro il 25esimo posto nella graduatoria di merito finale. Su questo poggia appunto il caso-Dionisi con il relativo esposto, secondo il quale ci sarebbero state scelte sospette sugli osservatori e sui voti che avrebbero garantito al “decenne” Rapuano il 25esimo posto penalizzando Ferrieri Caputi e condannando indirettamente Dionisi (che sarebbe l’ultimo dei dismessi per graduatoria in caso di permanenza nei ruoli di Rapuano). L’altro dismesso sarebbe Massimi, ultimo in graduatoria.

dubbi nel regolamento

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Dunque, non è detto che Rapuano non si sarebbe salvato a prescindere. E non è detto che non si salvino a questo punto anche Abisso e Pezzuto, altri due che avrebbero raggiunto la fatidica soglia delle 10 stagioni e che a quanto risulta sarebbero fuori dai primi 25. Perché? Qui scatterebbe il vuoto nel regolamento. Andiamo con ordine. Nel 2023 si stabilì che fini dell’anzianità di servizio non venissero considerate le stagioni 2021-22 e 2022-23 e si riprendesse il conteggio dalla stagione 2023-24: una sorta di “cuscinetto”. Così, alcuni arbitri – tra cui Rapuano – arriverebbero a dieci anni. E fin qui tutto chiaro. C’è però un problema, non da poco. La normativa è stata ulteriormente cambiata l’anno scorso, lasciando sorgere molti dubbi e a due diverse correnti. Una che non considera il cuscinetto – e secondo cui gli arbitri che superano i dieci anni d’anzianità sarebbero dismessi – e una per cui entrando in vigore il nuovo regolamento dal 1° luglio 2025, le stagioni “congelate” diventerebbero quattro, e si riprenderebbe a contare da quella appena conclusa. Quattro anni di stop possono fare tutta la differenza del mondo.

nuovo direttore tecnico

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Come uscirne? Serve chiarezza e pare siano stati chiesti pareri a massimi esperti in materia e un’ipotesi che sta circolando è quella di chiedere alla Figc di congelare per quest’anno le dismissioni, vista anche la stagione a dir poco travagliata, ma questo vorrebbe dire aumentare l’organico di cinque arbitri (i promossi dalla Can C). Chissà. Intanto si va verso la nomina di Domenico Messina come nuovo Direttore Tecnico: sarà lui la figura scelta per “mediare” tra la parte tecnica e quella politica degli arbitri. Due parti che spesso, specie negli ultimi tempi, si sono pestate i piedi più del dovuto.



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