Due milanisti, Dino e Giovanni, si confrontano sul Diavolo che cambia pelle
Dino: “Giuan, preocupà per il Milan?”
Giovanni: “Anche un po’ di più. Pensa che sono andato a chiedere informazioni a Casa Milan”.
Giovanni: “Era chiusa. Devono aver mandato via anche il portinaio, con dirigenti e allenatore… L’è un Diavul al gruviera, pieno di buchi”.
Dino: “E intanto i Bauscia si rafforzano al mercato. Noi immobili, come i ghisa nel traffico”.
Giovanni: “Dicono che arrivano i tedeschi e gli austriaci: il ds Rangnick e il mister Glasner”.
Dino: “Ah, sì perché al Gerry non piacciono mica tanto gli italiani. Ma allora perché comprare una squadra in Italia? Comprane un’altra di cowboy che giocano con mazze e palline”.
Giovanni: “Ma certo. Sul Duomo c’è la Madunina, mica la Statua della Libertà. El Milan l’è dei milanes, della gente, di noi vecchi casciavit. Anzi, sai cosa farei io quando arrivano dei dirigenti stranieri? La prova della cadrega“.
Dino: “Bravo, Giuan. Appena sbarcano i crucchi, glielo chiediamo noi: ‘Qual era il soprannome di Lodetti?’. Se non rispondono Basleta, rauss! Fuori!”.
Giovanni: “Però pare che quel Rangnick sia proprio bravo. Attacca sempre. Racconta che ha imparato il pressing dall’Arrigo: una garanzia”.
Dino: “Già. Forse torneremo a divertirci e non vedremo più i rossoneri scappare sempre indietro, come a Caporetto”.
Giovanni: “Sai, Dino, io al vecchio Milan ci voglio ancora un sacco di bene e sento che ce la faremo, avremo presto delle soddisfazioni”.
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Dino: “Anch’io, Giuan. Se solo il Gerry cava un Rangnick dal buco e ci iscriviamo al campionato, poi ripartiamo!”.
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