l’Iran non andrà negli Stati Uniti per i visti negati, FIFA spiazzata

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Il quartier generale della Nazionale persiana è stato spostato da Tucson, in Arizona, a Tijuana, in Messico: è l’ultimo, disperato espediente per bypassare l’ostracismo di Trump.

I visti per entrare negli Stati Uniti che la FIFA aveva garantito all’Iran nel corso dell’ultimo incontro prima della partenza per il ritiro di Antalya, in Turchia, non sono stati concessi. Non a tutti i membri della delegazione, per lo meno: ed era una delle richieste inderogabili della Federcalcio di Teheran per garantire la propria partecipazione ai Mondiali. Per questo motivo, come riporta il New York Times, il presidente federale Mehdi Taj ha ufficializzato che l’Iran non andrà più nel ritiro di Tucson, in Arizona, che da mesi si stava preparando ad accogliere Taremi e compagni. Fiutato l’andazzo, i dirigenti iraniani hanno pensato bene di trasferire il proprio quartier generale a Tijuana, in Messico.

Iran, cambio di programma: niente USA, va in Messico

Si tratta di una decisione sorprendente e inattesa, che ha spiazzato tanto gli organizzatori locali quanto il Dipartimento di Stato. Una decisione motivata da ragioni logistiche: dovendo giocare due partite a Los Angeles, per i calciatori dell’Iran sarà molto più facile raggiungere la metropoli californiana dalla cittadina posta al confine tra Messico e Stati Uniti (che dista poco meno di un’ora di autobus dal SoFi Stadium), piuttosto che dall’Arizona, dove il viaggio sarebbe durato tre ore e venti minuti. Per questo motivo, la prevista prenotazione al Kino Sports Complex di Tucson è stata cancellata.

FIFA e Iran, l’acccordo ufficializzato dal presidente Taj

“La nostra richiesta di spostare la base della squadra dagli Stati Uniti al Messico è stata approvata“, ha fatto sapere il presidente Taj: lo stesso che, qualche settimana fa, è stato rispedito al mittente dal Canada per la sua adesione a un’organizzazione istituzionale considerata “terroristica”. “Stabiliremo il nostro campo base a Tijuana. Il contratto sarà finalizzato e non ci sono problemi, dato che è già stato approvato dalla FIFA nel corso di un webinar che ha avuto luogo venerdì”. Ovviamente, per le partite della fase a gironi dei Mondiali l’Iran avrà comunque bisogno di visti per entrare negli States: un rifiuto ad alcuni membri della delegazione, però, non pregiudicherà l’accesso allo stadio da parte dei calciatori e di buona parte dello staff.

Niente visti per tutti: ma l’Iran andrà comunque ai Mondiali

“La base di Tijuana metterà a disposizione le strutture di allenamento, la palestra, un ristorante privato e tutto ciò di cui la squadra ha bisogno”, ha aggiunto Taj. “Si tratta di un complesso sportivo molto bello e moderno. Con questo cambiamento, le questioni relative ai visti e a problematiche simili non saranno più un problema e saranno in gran parte risolte, dato che la squadra iraniana entrerà attraverso il Messico”. Insomma, lo spostamento last minute è l’ultimo, disperato espediente dell’Iran per bypassare l’ostracismo di Trump. Una mossa estrema, in contraddizione con quanto dichiarato dalla FIFA e dagli stessi dirigenti iraniani fino a pochi giorni fa.

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