A gennaio i partenopei sono stati limitati dal blocco soft del mercato nonostante i circa 200 milioni di liquidità in cassa: la modifica alla norma è arrivata solamente ora
A gennaio il Napoli era stato costretto ai salti mortali sul mercato per far fronte all’emergenza infortuni che aveva decimato la rosa a disposizione di Conte. Colpa della norma sul costo del lavoro allargato che aveva limitato il club sul fronte degli acquisti. Blocco soft, era stato definito. Di fatto, Manna ha avuto le mani legate nonostante i circa 200 milioni di liquidità in cassa. Ora la retromarcia dopo lo schiaffo a De Laurentiis: la Figc ha modificato la norma e sui social è scoppiata la polemica.
Mercato, cambia tutto: la retromarcia della Figc
A gennaio De Laurentiis ci ha provato in ogni modo, ma non c’è stato verso di sbloccare il mercato a saldo zero tra acquisti e cessioni. I paletti imposti al Napoli hanno portato all’addio anticipato di Noa Lang e Lucca, eppure nella quasi impossibilità di operare i partenopei hanno estratto il coniglio dal cilindro, ossia Alisson Santos. Il brasiliano, riserva nello Sporting, si è rivelato uno dei migliori colpi del mercato invernale, tanto che alcuni tifosi hanno avanzato paragoni pesanti con Lavezzi e Kvaratskhelia.
Ma torniamo al blocco e alla retromarcia della Figc: se prima lo sforamento del costo del lavoro allargato oltre la soglia del 70% poteva essere coperto solamente attraverso una ricapitalizzazione (come nel caso del Pisa, l’altro club punito con lo stesso tipo di blocco del Napoli), a partire dalla prossima estate – in seguito alle variazioni approvate nell’ultimo consiglio federale – sarà possibile utilizzare anche riserve di utili, purché contabilizzate e vincolate alla copertura delle eccedenze. Lo riferisce Calcio e Finanza.
Lo schiaffo a De Laurentiis delle big
Perché la norma non è stata modificata già a gennaio? Il patron azzurro la questione l’aveva sollevata eccome, ma le altre big della Serie A si sono messe di traverso. Per modificare la regola in corso d’opera, infatti, c’era bisogno del sì di tutti, che non è arrivato. Il Milan aveva votato no, Inter, Juventus e Roma si erano astenute: venuta meno l’unanimità, la questione è stata rinviata al post mercato.
Ora le modifiche al Titolo VI delle Noif, le Norme organizzative interne federali, sono realtà. Chissà come avrebbe operato il Napoli, se avesse ottenuto il via libera già durante la campagna acquisti di riparazione. Tanti nomi, come quelli di Lookman e Raspadori, sono sfumati proprio perché i campioni d’Italia potevano spendere per un calciatore esclusivamente la somma corrispondente a quella incassata da una cessione, e non un centesimo di più.
Sul web scoppia la polemica
In rete monta la protesta dei tifosi del Napoli dopo la beffa subita a gennaio. Il giornalista Carlo Alvino scrive su X: “Bisognava farlo prima! Penalizzare il Napoli la scorsa finestra di mercato, con il tacito assenso di Gravina, era obbligatorio per Inter, Milan, Juve e Roma. Siamo il loro incubo. Operare con onestà rispettando le regole, come fa il Napoli, è materia sconosciuta in Italia!”.
Ma la rete diventa come sempre terreno di scontro. “Quindi mi stai dicendo che dall’estate a gennaio nessuno si è accorto che il Napoli non era in regola” gli fa notare Luca. “C’era una regola firmata anche dal tuo presidente” punge un altro utente. Ma per un sostenitore azzurro “ovviamente l’importante era bloccare il Napoli in questa stagione”. E Virginia rincara: “Allora avevamo ragione che era stata fatto giusto per non far rinforzare il Napoli a gennaio? Che paese ridicolo!”.


