Il centravanti serbo è sempre più vicino al rinnovo con la Juventus, Moise non convince: i rossoneri volgono lo sguardo all’Arabia Saudita, i dettagli
Le ultime prestazioni del Milan hanno messo in evidenza ciò che già si sapeva prima del mercato invernale: a Max Allegri serve tremendamente un centravanti, uno di quegli attaccanti capaci di assicurare un bottino da 15-20 gol a stagione. L’assalto fallito a Mateta e la soluzione tampone Fullkrug hanno rimandato la questione in estate, intanto la coppia Pulisic-Leao non funziona e per giunta fa anche scintille. Se fino a qualche settimana fa Vlahovic e Kean erano i nomi più gettonati, ora il Diavolo volge allo sguardo all’Arabia Saudita, dove gioca Mateo Retegui.
Milan, caccia alla punta: sfumano Vlahovic e Kean
Allegri ha già lavorato con entrambi ai tempi della Juventus, ma – per motivi diversi – non sembrano esserci i presupposti per un loro approdo nel capoluogo lombardo. Non è certo un mistero: l’allenatore livornese accoglierebbe Vlahovic a braccia aperte, ma il centravanti serbo, che ha il contratto in scadenza a giugno, è sempre più vicino all’inaspettato prolungamento con la Signora.
Per quanto riguarda Kean, l’ultimo rinnovo con la Fiorentina ha portato a un aumento della clausola rescissoria a 62 milioni, con il calciatore che percepisce un ingaggio da 4,5 milioni all’anno. La poco esaltante stagione di Moise, condizionata non solo dai risultati della Viola ma anche da una serie di problemi fisici, spinge il Milan a pescare altrove.
Tutto su Retegui: la mossa di Tare
Perché, allora, non riportare in Italia Retegui? L’ex capocannoniere della Serie A, che in estate ha ceduto alla corte milionaria dell’Al-Qadisiya, sta segnando con regolarità anche in Saudi Pro League (15 i sigilli in campionato), ma gioca in una squadra che, seppur distante solo 7 punti dalla vetta, è inferiore all’Al Nassr di Cristiano Ronaldo, all’Al Hilal di Simone Inzaghi e Benzema e all’Al Ahli.
A 26 anni e con tutta una carriera ancora davanti l’italo-argentino scoperto da Roberto Mancini e portato in Serie A del Genoa prima dell’exploit con l’Atalanta di Gasperini, avrebbe la possibilità di tornare nel calcio che conta dalla porta principale, in un club che si sta rilanciando ad alti livelli. Tare s’è già mosso incontrando a cena il procuratore di Retegui, Alessandro Moggi: insomma, il ghiaccio è stato rotto.
Milan-Retegui: gli ostacoli da superare
Sono principalmente due, di natura economica. Innanzitutto bisogna trovare la quadra con l’Al-Qadisiya, che a luglio ha staccato un assegno da 67 milioni di euro per convincere i Percassi a dare il via libera alla cessione della loro stella. Poi, l’ingaggio monstre dell’attaccante della Nazionale nato in Argentina, che percepisce uno stipendio da 16 milioni di euro netti all’anno. Solo una volta blindata la qualificazione in Champions League, il Milan potrà stabilire con certezza la somma da stanziare per il bomber.
L’idea è mettere sul piatto 45-50 milioni: basteranno? Al giocatore, invece, potrebbe essere prospettato un quinquennale da 5 milioni più bonus. Sono cifre neppure lontanamente paragonabili a quelle percepite in Arabia Saudita, ma in questo caso giocherebbe un aspetto cruciale la volontà di Retegui di tornare ad avere un ruolo centrale nel calcio del Vecchio Continente.

